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Orari gioco, Tar Lombardia accoglie ricorsi concessionari contro Comune di Milano

  • Scritto da Fm

"Il ricorso pare allo stato fondato, non essendo gli interessi pubblici indicati nella motivazione dell’impugnata ordinanza riconducibili a quelli tassativamente previsti dall’art. 31 del D.L. 6.12.2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla L. 22.12.2011, n. 214 (sicurezza, libertà, dignità umana, utilità sociale e salute (cfr. Consiglio di Stato Sez. V 30.6.2014, n. 3271)". Con questa motivazione, il Tar Lombardia ha accolto per decreto le istanze di due concessionari contro l'ordinanza del sindaco del Comune di Milano del 15 ottobre recante la 'disciplina comunale degli orari di esercizio delle sale giochi autorizzate ai sensi dell'art. 86 TULPS e degli orari di funzionamento degli apparecchi'.

 

Secondo i giudici amministrativi "si configurano gli estremi del grave pregiudizio indotto dalla disattivazione degli apparecchi d’intrattenimento in funzione nella rete affidata in concessione ai ricorrenti e installati sul territorio del Comune di Milano".

IL COMUNE - Il Comune di Milano, intanto, sarebbe pronto a ricorrere al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar.

 

DECISIONI CONTRASTANTI - Il pronunciamento aggiunge quindi una nuova pagina alla 'telenovelas' che vede come protagonisti il Tar di Milano, gli operatori e il Comune di Milano, che ha legiferato in materia di orari di apertura delle sale e di distanze delle stesse dai cosiddetti 'luoghi sensibili'. In pochi giorni, i giudici amministrativi delle differenti sezioni sono giunti a deliberazioni opposte, dando sia ragione che torto all'amministrazione meneghina. 

 

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