Convegno Riordino gioco, Zega (Codere): ‘Investimenti e gettito a rischio’

Scritto da LP

Secondo Marco Zega, circa la metà delle AVP e delle VLT rischia di non recuperare l’investimento, con potenziali perdite per lo Stato superiori a 1,5 miliardi di euro e fino a 24 mila posti di lavoro a rischio lungo l’intera filiera.

Nel corso del convegno ‘Le nuove regole del gioco tra riordino e nuovi bandi a tutela di legalità, giocatori, imprese, occupazione ed entrate erariali’, Marco Zega, Direttore Affari Istituzionali di Codere Italia, ha tracciato un’analisi approfondita sugli effetti economici delle nuove concessioni per il settore degli apparecchi da intrattenimento, alla luce delle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane.

Zega ha spiegato di aver affrontato il tema con un approccio da economista aziendale, partendo dal dato medio di raccolta delle Awp e delle Vlt nel 2025 per arrivare a stimare i flussi di cassa effettivamente generati dalle macchine in capo ai concessionari e ai gestori, al netto della remunerazione degli esercenti, dei costi operativi e delle imposte. L’obiettivo è stato quello di rispondere alla domanda centrale che ogni investitore si pone quando partecipa a una gara onerosa: in quanto tempo rientra il capitale investito?

Per quanto riguarda le Awp, il gross win medio stimato per il 2025 è di 62 euro al giorno. Una volta sottratti costi e imposte, il periodo di rientro dell’investimento supererebbe i sei anni. Considerando una concessione della durata di nove anni, questo significherebbe che per circa due terzi del tempo l’operatore lavorerebbe sostanzialmente per recuperare quanto investito, con margini reali concentrati solo negli ultimi tre anni.

L’analisi è poi entrata nel dettaglio del parco macchine, oggi composto da circa 228mila apparecchi operativi, suddivisi per fasce di raccolta. È emerso che quasi il 47 per cento delle Awp – quelle con un gross win fino a 50 euro al giorno – non riuscirebbe a ripagare l’investimento nell’arco dell’intera concessione, configurando di fatto un investimento in perdita. Anche ipotizzando benefici derivanti dall’introduzione di nuove macchine evolute, gestibili da remoto e quindi meno costose, e considerando un possibile aumento della raccolta sulle macchine rimanenti in caso di riduzione numerica del parco, Zega ha definito irrealistica l’ipotesi che i ricavi persi possano essere integralmente compensati da quelle più performanti, ricordando che in passato simili recuperi non si sono mai verificati.

LO SCENARIO DELLE VLT – Uno scenario analogo riguarderebbe le Vlt. Se si osserva il dato medio, il periodo di rientro sembrerebbe più equilibrato, ma la media nasconde differenze marcate tra le macchine installate in sale ad alta performance e quelle collocate in contesti meno redditizi. Secondo le stime illustrate, una parte significativa del parco Vlt – in particolare quello presente nelle piccole sale – avrebbe tempi di recupero dell’investimento superiori ai sei anni, con criticità simili a quelle evidenziate per le Awp.

Le possibili conseguenze, ha sottolineato Zega, non riguarderebbero solo gli operatori ma anche l’Erario. Se le macchine non sostenibili dovessero uscire dal mercato, il rischio sarebbe una perdita potenziale superiore a un miliardo e mezzo di euro tra Awp e Vlt. Un’ipotesi che, secondo il dirigente, non può essere liquidata come allarmistica, considerando che tra il 2019 e il 2025 il gettito delle Awp è già diminuito di 1,2 miliardi di euro, mentre dal 2022 al 2025 il calo annuo si è attestato intorno ai 600 milioni. Anche le Vlt hanno registrato una contrazione significativa rispetto ai livelli pre-pandemia.

Sul fronte occupazionale, l’analisi stima circa 24mila possibili esuberi lungo la filiera, tra gestori, sale specializzate, sale generaliste e indotto, con effetti che potrebbero manifestarsi in tempi relativamente brevi qualora le macchine uscissero dal mercato nell’arco di un anno.

In sintesi, secondo Zega una gara strutturata al massimo rialzo potrebbe garantire maggiori entrate immediate allo Stato, ma generare effetti compensativi negativi nel medio-lungo periodo. La questione centrale, ha concluso, resta comprendere quale sia l’interesse economico per gli operatori a partecipare a una gara particolarmente onerosa in assenza di un payback sostenibile.