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Brexit e gaming: l'attuazione di AdM dell'accordo tra Ue e Uk

  • Scritto da Redazione GiocoNews.it
  • Published in Normativa

Dopo l'accordo siglato tra Regno Unito ed Europa per l'uscita dallo Spazio economico europeo Adm avvia percorso di attuazione per i giochi.

Il 29 marzo 2017 il Regno Unito ha notificato al Consiglio europeo l'intenzione di recedere dall'Unione europea. Dopo un periodo di transizione, a partire dallo scorso 31 dicembre 2020 il Regno Unito non fa più parte formalmente dello Spazio economico europeo. Attraverso l'accordo deniminato "Trade and Cooperation Agreement" che regolamento i reciproci rapporti tra Ue e Uk, ci sono alcuni impatti anche per i concessionari di gioco. 

In particolare, con riferimento ai requisiti dei concessionari che operano in Italia: la legge 220/2010 (articolo 1 comma 78) prevede la "costituzione in forma giuridica di società di capitali, con sede legale in Italia ovvero in uno degli altri Stati dello Spazio economico europeo, anteriormente al rilascio della concessione e alla sottoscrizione della relativa convenzione accessiva". Inoltre impone la "residenza delle infrastrutture, incluse quelle tecnologiche, hardware e software, dedicate alle attività oggetto di concessione in Italia ovvero in uno degli altri Stati dello Spazio economico europeo".

Tra gli altri obblighi fissati per i concessionari italiani dalla stessa legge 220/2010 c'è il "mantenimento, per l'intera durata della concessione, dei requisiti di cui alla lettera a) e dimostrazione, su richiesta dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (oggi AdM, Ndr), della loro persistenza".

SUlla base di tali prescrizioni, l'Agenzia ha avviato il monitoraggio del rispetto e mantenimento dei requisiti e un incontro di confronto per "raccogliere osservazioni, riflessioni e criticità al fine di elaborare il provvedimento attuativo dell'accordo Trade and Cooperation Agreement" che consiste, appunto, nell'open hearing che si svolto questa mattina, venerdì 8 gennaio 2021, al quale hanno partecipato i rappresentanti di vari operatori italiani, ponendo domande precise che verranno ora sottoposte formalmente in forma scritta all'Agenzia trovando risposta formale.

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