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Planzi (Politecnico di Milano): “I giochi online in Italia, un mercato a crescita zero”

  • Scritto da nostro inviato Cesare Antonini
  • Published in Generale

Roma - “La spesa nei primi nove mesi vede una crescita del 25% dal 2009 al 2010. Poi il mercato rimane costante con un -2% tra il 2012 e il 2013.

Quali sono i motivi? Nel 2009 c'erano solo scommesse e tornei di poker poi l'offerta si è frastagliata con l'arrivo e l'esplosione dei casinò games e il crollo del poker del 30% e una crescita del 27% delle scommesse sportive che però non arriva ai livelli del 2009-2010. Quindi la crescita del mercato è legata all’estensione dell'offerta dei giochi”. Parola di Marco Planzi del Politecnico di Milano, Osservatorio sul gioco online, in occasione del convegno in corso a Roma sulle scommesse online, organizzato da Dla Piper, 'Le scommesse sportive in Italia: come invertire il declino? Paesi a confronto per una possibile soluzione'. “Allo stesso modo per il poker, cresciuto molto nel 2010 e nel 2011. Solo i casinò games vedono ancora la crescita e tengono il mercato. Ovviamente i numeri seguono la stessa progressione per le entrate fiscali. I giocatori attivi partono da una media di 800mila al mese nel 2012, ma nel 2013 sono scesi fino a 463mila, nel periodo estivo, fino ai 699mila di questi mesi.

 

L'e-commerce, ad esempio, cresce del 19% nel 2012-2013 e il digital Content cresce del 25%, mentre per il gioco parliamo di un 2%”.

Il mercato del gioco è maturo? “Il gaming online ha una crecita 4% di media dal 2010 al 2012, ma la crescita è inesistente rispetto all'e-commerce che cresce del 36%”, afferma ancora.

“Nei primi nove mesi dell’anno, dal 2009 al 2013, abbiamo avuto il picco a 981 milioni nel 2010 per poi scendere e tornare sugli 899 milioni nel 2013. Purtroppo assistiamo a un calo della spesa nonostante siano cresciuti i volumi tornando a livelli accettabili. Per l’erario si è tornati ai 22 milioni di euro nel 2013 come nel 2009. Da gennaio 2012 a settembre 2013 abbiamo una variabilità della raccolta per gli eventi di grande richiamo, ma anche per la bravura degli scommettitori. Ad esempio a settembre 2012 le vincite dei giocatori sono state maggiori rispetto al banco.

I giocatori attivi ora sono 457mila. Il 15% dei giocatori chiude in attivo, ma vince forte solo l’1%, mentre il 46% perde. Dal 2011 al 2013 aumentano le scommesse singole dal 41% al 53%. Quelle a più di 7 eventi passano dal 20 al 13%. Ma da 2 a 7 eventi si passa dal 39 al 34%. Il gioco live passa dal 22 al 34% dal 2011 al 2013. Gli operatori scendono da 237 del 2010 ad 89 del 2013 e significa che tutto si sta concentrando”.

 

IL CONFRONTO CON GLI ALTRI PAESI – “Ora facciamo un confronto tra i vari stati che offrono betting. Il Regno Unito offre già tutto, ma l'Italia sta introducendo già le scommesse virtuali oltre che il betting exchange. Anche la Spagna sta introducendo l'exchange, rimane indietro la Francia. Il valore mercato del 2012 dell'Italia è di 167 milioni di euro contro gli 838 dell'Uk. La Francia sta sui 138 milioni e la Spagna a 53. L’imponibile cambia con l’Italia e la Francia con il turnover e gli altri con il gross gaming revenue: la spesa annuale per il giocatore web passa dai 3,8 euro dell’Italia contro i 15,9 dell’Inghilterra ad esempio. L’Uk cresce del 9% anche nel 2012, mentre la Francia sembra scendere dopo il boom del 2012, mentre la Spagna sta crescendo anche perché è partita molto tardi”.

Per il futuro delle scommesse online gli snodi sono diversi: “Da un lato ci sarà l’estensione dell’offerta regolamentata e nuovi giochi introdotti. Lo schema della tassazione sembra passare alla spesa che potrebbe aiutare il mercato ad essere più attrattivo, per avere una ripercussione differente con quote migliori sul mercato. Va gestita anche la coesistenza con altri giochi online che, come successe per il poker, va affrontata con grande attenzione. Cambiano anche le abitudini e i canali dei giocatori, rappresentando una grande occasione per gli operatori. Tanti i vantaggi anche per i consumatori, sia per la tutela che per la convenienza e l’entertainment. Riflessi positivi possono arrivare anche per il mercato ovviamente”.

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