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IGBLive, regolatori Ue: ‘Divieto pubblicità rischio per consumatori’

  • Scritto da Ac
  • Published in Generale

Alla tavola rotonda di GiocoNews.it all’iGBLive di Amsterdam i regolatori Ue criticano il divieto di pubblicità al gioco contenuto nel decreto Dignità.

Amsterdam - Vietare la pubblicità dei prodotti di gioco con vincita in denaro rappresenta un serio rischio per la sicurezza dei giocatori. È il messaggio emerso con chiarezza dalla tavola rotonda di GiocoNews.it all’interno dell’iGBLive di Amsterdam dedicata alla regolamentazione dei mercati europei nel corso del quale il “caso Italia” è finito inevitabilmente al centro dell’attenzione. Anche da parte dei regolatori che hanno espresso la loro opinione a riguardo.

Secondo Charles Coppolani, presidente dell’autorità francese Arjel: “La regolamentazione della pubblicità è un’attività che sta molto a cuore a noi regolatori. In Francia abbiamo rilasciato delle regole precise sulla qualità dei messaggi fornendo indicazioni e limitazioni alle imprese”. Pur non volendo giudicare in modo diretto la scelta del governo italiano, spiegando prudentemente che “si tratta di materie molto delicate e quindi difficili anche da giudicare dall’esterno”, Coppolani spiega comunque la propria esperienza e la linea seguita in Francia: “Non abbiamo considerato l’idea di vietare completamente la pubblicità del gioco perché non sarebbe in linea con le attività degli operatori ma soprattutto perché riteniamo che questo rappresenti un serio rischio per la sicurezza dei giocatori perché diventerebbe indistinguibile l’offerta legale da quella illegale mentre il nostro ruolo è proprio quello di proteggere prima di tutto i consumatori e contrastare le attività illecite”.

Dello stesso avviso anche Heathcliff Farrugia, Amministratore della Malta Gaming Authority, che spiega: “Ogni Paese deve regolamentare la pubblicità dei giochi in maniera autonoma, perché ci sono delle specificità che riguardano quel singolo contesto di cui occorre tenere conto, per esempio le tipologie di programmi televisivi, le attitudini degli spettatori e così via. Il regolatore deve quindi fornire delle indicazioni e delle regole di carattere qualitativo e sulla frequenza con cui è possibile mostrare messaggi. L’idea di introdurre un divieto totale delle promozioni dei giochi appare però pericolosa perché non consente ai consumatori di conoscere le offerte legali costituendo un rischio in termini di sicurezza”.

Non ha dubbi, invece, sull’inefficacia di queste misure Dan Iliovici, vice presidente dell’associazione Rombet e presidente uscente del National Gaming Office che regolamenta il mercato della Romania. “Stiamo seguendo con attenzione quello che sta avvenendo in Italia anche per via del fatto che in Romania abbiamo avuto una situazione simile con un disegno di legge presentato in Parlamento che chiedeva il divieto totale della pubblicità dei giochi d’azzardo, proprio come in Italia. Solo che è stato accantonato perché ritenuto non meritevole di attenzione. Ma c’è ora il timore che leggendo le notizie provenienti dall’Italia a qualcuno possa venire in mente di riprovare quella strada. Quello che posso dire, però, è che nel mio ruolo di regolatore proprio qualche mese fa prima di lasciare l’incarico avevo pubblicato il nuovo codice di disciplina della promozione dei giochi che è stato il risultato di un lavoro di studio analisi e sintesi delle varie esperienze raccolte a livello internazionali sulla stessa materia arrivando a disciplinare la pubblicità in Romania. Dando regole sostenibili, chiare e semplici, per il bene dei consumatori ma al tempo stesso sostenibili per le imprese.
Sono però convinto che vietare completamente la pubblicità sia del tutto sbagliato perché pericoloso, perché rende indistinguibile agli occhi dei consumatori ciò che è lecito dall’illecito, con enormi rischi per la sicurezza”.

 

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