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Creazione e sviluppo di giochi online: la quantità vince sulla qualità?

  • Scritto da Ac
  • Published in Generale

La creazione di nuovi contenuti e la progressiva cannibalizzazione tra i giochi da casinò dovuta ai ritmi di produzione sempre più intensi al centro dell'ultimo incontro Ampersand.

In un mercato (ultra)dinamico come quello del gaming online, conta di più, oggi, la qualità dei giochi che si è in grado di offrire oppure la qualità? La risposta sembrerebbe scontata, nella convinzione generale che nel gioco come in qualunque altro mercato, la qualità paga, sempre. Guardando ai dati, tuttavia, e alle dinamiche che stanno caratterizzando il mercato globale del gaming online, le informazioni che si possono ricavare sembrerebbero andare in altra direzione.

Mentre alcuni anni fa, un operatore avrebbe rilasciato normalmente una media di circa 3-4 titoli al mese, questo dato è ora notevolmente aumentato, fino ad arrivare al punto che un operatore internazionale è riuscito addirittura a rilasciare ben 26 titoli in 26 giorni. Un esempio di virtuosismo tecnico e amministrativo, oltre che un enorme sforzo produttivo, tenendo conto degli accurati processi di compliance richiesti dalle procedure di inserimento sul mercato dei giochi: ognuno dei quali deve essere certificato, omologato e implementato prima di essere offerto ai giocatori. E anche se non in tutti i paesi valgono criteri così rigidi come in Italia – dove comunque operano oggi otto laboratori di certificazione - per quanto riguarda i processi di verifica di conformità, è comunque evidente che i numeri di cui sopra parlano di un mercato estremamente dinamico e prolifico. Ma tutto questo, al tempo stesso, rappresenta anche qualcosa di potenzialmente critico per i fornitori di giochi. Sebbene non si registrino ancora problemi o disagi per gli operatori, né tanto meno per giocatori, sta di fatto tutta via che questo tipo di estrema corsa del mercato causa una forma di cannibalizzazione dei giochi, in virtù della quale diventa man mano sempre più difficile poter investire nello sviluppo del gioco per un produttore. Con il ricorso sempre più frequente alle operazioni di “re-skin” dei giochi che diventano sempre più popolari e un percorso più praticabile per le frequenti versioni del gioco. Questo, però, cambia l'economia per gli sviluppatori di terze parti e alla fine avrà un impatto negativo sull'innovazione a causa del tempo dedicato allo sviluppo del gioco. Con il rischio che, a lungo andare, anche gli operatori e i giocatori potrebbero risentirne.

Un tema di estrema attualità e di particolare interesse per chi lavora nel business del gioco, al punto da essere stato oggetto di uno degli ultimi incontri del gruppo di esperti di Amersand, promosso da Clarion Gaming, in cui si è provato a focalizzare meglio questa tendenza provando a scorgere possibili scenari o soluzioni.

I NUOVI TREND - Una recente analisi di Leander Games ha dimostrato che le prestazioni massime dei giochi sono diminuite negli ultimi anni da mesi ad un periodo di appena due settimane. Ciò è dovuto al fatto che oggi vengono rilasciati settimanalmente 20-30 titoli contro i soli 3-4 titoli di pochi anni fa. Sebbene il costo dello sviluppo del gioco sia stato ridotto senza influire sulla qualità della produzione, ciò sacrifica il tempo di messa a punto e perfezionamento necessario per ottenere il perfezionamento dell'equilibrio e della sensazione espressa dai giochi: essendo stati questi tempi ridotti drasticamente, tutto ciò influisce sulla qualità. Di contro, va detto, in questo modo i giocatori stanno avendo a disposizione molti più giochi da provare ora, con il risultato, tuttavia, che non stanno diventando più fedeli ai giochi che provano. Con così tanti titoli rilasciati quotidianamente o settimanalmente, i giocatori hanno difficoltà a sviluppare preferenze per particolari giochi. Ogni volta che accedono, si trovano di fronte una miriade di nuovi giochi da provare, lasciando così agli utenti poco tempo per godersi un titolo abbastanza a lungo da diventare il loro preferito.
 
LA SFIDA DEI PRODUTTORI - Alcuni operatori (ad esempio Bet365) aggiungono una trama alle versioni dei giochi che aiuta ad aumentare la vischiosità e sviluppare la relazione tra i giocatori e i nuovi giochi introdotti. E proprio questo tipo di soluzioni e di nuovi sviluppi potrebbero rappresentare la via di uscita da questa situazione, generando nuove sfide e opportunità. Durante l'esplorazione di questo tema, è stata sollevata una domanda ai partecipanti di Ampersand: cosa sappiamo degli utenti/giocatori effettivi per cui sono stati sviluppati questi giochi? Quanto è importante conoscere il cliente durante lo sviluppo dei giochi? Molti dati vengono acquisiti sui giocatori per visualizzare la loro attività in ogni sessione: quando entrano, quando e con che frequenza girano i rulli di una slot virtuale, quando se ne vanno e quando tornano per giocare. Questi dati vengono utilizzati per sviluppare nuovi giochi.
Un'altra tendenza discussa è che le meccaniche di gioco diventano oggi un genere a sé stante: come ad esempio i “megaway” come categoria di slot online.
Infine, è stato discusso il tema dei giochi “free-to-play”. Spesso utilizzati come strumento di marketing, i giochi gratuiti vengono generalmente pubblicati su portali separati rispetto ai giochi con soldi veri e in effetti gli app store lo richiedono dal loro punto di vista della conformità.
 
Un trend, anche questo, sempre più diffuso, che permette agli sviluppatori di far conoscere e testare il loro prodotto già prima del suo debutto sul mercato o comunque su più canali, al di là di quello “ufficiale” del sito di gioco in cui viene offerto.
 
NUMERI E PREVISIONI - Insomma, l'elevata velocità con cui continua a correre l'industria del gaming online, rischia di rivelarsi un'arma a doppio taglio per gli stessi operatori che potrebbero diventare vittime si sé stessi, in un mercato che diventa sempre più competitivo, ma al tempo stesso sfidante. E ciò vale a livello globale. Anche se in mercati come quello degli Stati Uniti ci dovrebbero essere ritmi un po' più lenti nell'introduzione di nuovi giochi a causa del processo di certificazione particolarmente macchinoso e dei costi che – ad oggi - sono anche molto più alti per sviluppare nuovi giochi. Ma l'America è soltanto all'inizio e anche lì il mercato è desinato a cambiare e ad evolvere rapidamente.
Basta guardare i numeri per avere un'idea più precisa di quello che sta accadendo. Stando alle ultime stime degli analisti si prevede che il mercato globale del gioco online crescerà del 58 percento entro il 2023, fino a superare i 92 miliardi di dollari. Negli Stati Uniti si prevede che la crescita del mercato delle scommesse sportive e del gaming online si attesterà tra i 10,9 miliardi di dollari e i 12,9 miliardi di dollari entro il 2025. Il segmento in più rapida crescita all'interno del mercato regolamentato dei casinò online è quello che utilizza la tecnologia con croupier dal vivo e si prevede che crescerà del 60 percento fino a raggiungere gli 8 miliardi di dollari entro il 2023. Per un ulteriore slancio e una nuova corsa, nel settore.
 
I RISVOLTI SUI REGOLATORI - In un mercato di questo tipo, è evidente, la sfida ulteriore è anche quella dei regolatori, che devono mantenere i livelli di gestione amministrativa al livello di tali dinamiche e al passo con i tempi. Non è un caso, dunque, se in Italia l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha rivisitato le proprie regole nelle procedure di certificazione dei nuovi giochi di recente, comunicando nuove linee guida ai laboratori incaricati e alle società sviluppatrici nelle scorse settimane. Al punto che, a partire dal nuovo anno, le omologazioni si erano quasi (momentaneamente) ingessate, a causa di alcune criticità riscontrate nell'interpretazione delle nuove disposizioni, che avevano a che fare proprio con la certificazione delle cosiddette “re-skin” e con le procedure di integrazione nelle piattaforme dei concessionari. A conferma del fatto che l'estrema velocità con cui si sviluppa il mercato comporta un aumento della complessità a livello generale, che trascina anche il regolatore. Insomma, per ricorrere alla metafora: nel settore del gaming, non importa se al mattino ti svegli nei panni di un produttore, di un concessionario o del regolatore: l'importante è che cominci a correre.
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