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Gioco online in Italia, Egba: 'Adm notifichi proposta a Commissione Ue'

  • Scritto da Redazione
  • Published in Generale

L'Egba esprime preoccupazione per le proposte italiane per la concessione di licenze per il gioco online, focus sul canone di concessione estremamente elevato e la drastica riduzione dei licenziatari.

“Abbiamo chiesto alle autorità italiane di notificare debitamente il progetto di legge alla Commissione europea. La notifica è richiesta dalla legge europea e la sua mancanza renderà la legge inapplicabile alle società con licenza italiana e ai suoi cittadini. È necessario un attento esame da parte della Commissione di questa proposta, anche per assicurarsi che il disegno di legge non sia contrario agli obiettivi di tutela dei consumatori della legislazione italiana sul gioco online”.

Parola di Maarten Haijer, segretario generale dell'Egba, l'associazione di categoria con sede a Bruxelles che rappresenta i principali giochi online e scommesse, che cosi commenta le prime indiscrezioni sul nuovo disegno di legge che le autorità italiane dovrebbero notificare alla Commissione europea con l'obiettivo di ridurre di due terzi il numero di licenziatari di gioco online nel Paese.

La proposta di gara ridurrebbe l'attuale limite di 120 licenziatari di gioco online a 40, una riduzione significativa di due terzi, e mira ad aumentare le tariffe di licenza ad almeno 2,5 milioni di euro, 10 volte superiori alle precedenti tariffe di licenza del Paese. Le tasse di licenza sarebbero determinate attraverso un processo d'asta piuttosto che attraverso una tassa di licenza fissa come in altri Paesi europei. L'entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2023, alla fine dell'attuale periodo di licenza, e sarà valido per 9 anni.
 
Il disegno di legge non è stato ancora notificato alla Commissione europea, contrariamente a quanto richiesto dalla cosiddetta “direttiva di notifica”, un processo che ha lo scopo di assicurare che le leggi nazionali proposte siano nel pieno rispetto del diritto comunitario.
 
L'Egba spiega quindi di aver contattato l'autorità italiana per il gioco per condividere le sue preoccupazioni e ricordando alla stessa autorità il dovere di notificare la sua proposta alla Commissione europea.
 
“Sebbene l'Egba apprezzi la discrezionalità entro certi limiti degli Stati membri nel fissare il costo delle licenze di gioco, si tratta di un canone di concessione estremamente elevato e, insieme alla drastica riduzione del numero di licenziatari di gioco online, sarebbe un grave ostacolo a un buon mercato funzionante”, si legge in un comunicato diramato dall'associazione.
Ciò potrebbe anche potenzialmente, secondo l'Egba, “indebolire la redditività del mercato del gioco online regolamentato e autorizzato del Paese, a favore di operatori senza licenza che possono essere facilmente trovati online dai consumatori con sede in Italia.
Se la nuova gara entrasse in vigore invariata, potrebbe diventare molto più allettante per i giocatori con sede in Italia cercare e giocare con il mercato non regolamentato, che avrebbe offerte e quote scommesse molto migliori perché non dovranno pagare queste tasse o le tasse. Tali giocatori non sarebbero più tutelati dalla legislazione italiana in materia di tutela dei consumatori e gioco, il che sarebbe contrario all'obiettivo dichiarato del mercato regolamentato del gioco online in Italia”.
 
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