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Cazzato: 'Trasparenza, driver per la buona regolazione del gioco'

  • Scritto da Anna Maria Rengo
  • Published in Generale

Il professore Edoardo Cazzato sottolinea l'importanza di una buona regolazione del gioco, a tutela del giocatore/consumatore.

"La complicance è nevralgica per qualsiasi concessionario e il consumatore/giocatore deve essere posto al centro di ogni valutazione aziendale". Lo sottolinea Edoardo Cazzato, professore a contratto di Diritto antitrust, Università Mercatorum, nel suo intervento al convegno su Gli Stati Generali del Diritto di Internet promosso dalla Luiss.

Il professore evidenzia, in generale, l'esigenza di tutela del consumatore nei rapporti B2C, ma anche in quelli B2B "esso trova tutela, sebbene indiretta, da parte dell'ordinamento, che prevede numerosi strumenti di enforcement. Ciò è coerente con gli sforzi delle autorità che sono intervenute, anche negli ultimi anni, per tutelare il consumatore".

 

Dalle premesse generali al caso del gioco: "In questa prospettiva, la tutela del giocatore non fa eccezione e il codice del consumo si applica anche a esso". Inoltre, "l'enforcement delle autorità è andato in coerenza con questo indirizzo, ad esempio stigmatizzando la diffusione di messaggi pubblicitari ingannevoli".

Cazzato evidenzia le peculiarità del settore del gioco, soffermandosi sui soggetti che tutelano il giocatore/consumatore e che sono "i concessionari (per il 71 percento degli italiani secondo il Rapporto Censis 2021), ma anche una regolazione efficiente e funzionale. Parliamo di uno dei settori più regolati del Paese. La regolazione, certamente onerosa per gli operatori, è la più ampia forma di garanzia per il giocatore /consumatore".

 

Tuttavia, "al di là della percezione comune, che mette il concessionario al centro della tutela ex ante, ossia che previene la patologia, il concessionario può assolvere a questo ruolo ascrittogli dall'ordinamento solo se opera in un quadro regolamentare funzionale a farglielo svolgere".

Ma "l'interesse pubblico tutelato dalla regolazione va oltre la tutela del consumatore in senso stretto. Ecco riconosce e tutela anche il diritto al gioco; assicura l'ordine pubblico, favorisce la legalità sul territorio; garantisce l'occupazione virtuosa; contrasta l'evasione fiscale e assicura un notevole gettito erariale; permette il controllo e il ridimensionamento delle dipendenze patologiche".

Cazzato si sofferma poi sul "bene da tutelare": "Circa il 40 percento degli italiani gioca, e l'80 percento degli italiani crede nel binomio stato gioco, ossia nel gioco legale, un comparto che coinvolge oltre 8mila imprese e con 88,4 miliardi di euro fattureato, di cui 75,4 tornano come vincite ai giocatori consumaroi, 7 vanno all'erario e 6 alle imprese. In fortissima ascesa è il gioco digitale (la raccolta cresce di oltre il 35,3 percento secondo il Censis), mentre l'indotto del gioco illecito è di circa 20 milairdi di euro, in crescita rispetto agli anni precedenti (con il Covid il gioco illecito ha assorbito parte della domanda che si spostava dal gioco legale fisico a quello legale digitale, fonte Antimafia 2021). Gioco legale e illecito sono fenomeni inversamente proporzionali".

Il professore sottolinea dunque che "una buona regolazione è un costo per le imprese, ma il costo non deve essere sproporzionato. Il driver non può che essere uno: la trasparenza, che nei limiti di quanto indispensabile al corretto funzionamento del settore, favorisce la consapevolezza di tutti i soggetti coinvolti nella filiera. La trasparenza permette di arginare il fenomeno del ricorso involontario al gioco illecito e passa da un virtuoso flusso informativo: dalle imprese ai giocatori/consumatori e dai giocatori/consumatori alle imprese. L'articolo 2 del Codice del Consumo riconosce nella informazione e nella educazione del consumatore un diritto fondamentale".

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