Pc per il gioco, Corte d’appello Palermo annulla sanzione a esercente

Scritto da Fm
La Corte d’appello di Palermo annulla sanzione a esercente per aver messo a disposizione dei clienti alcuni pc, non sono assimilabili ad apparecchi da gioco.

Si allunga la scia delle sentenze favorevoli agli esercenti che mettono a disposizione dei propri clienti dei personal computer per la libera navigazione e quindi utilizzabili anche per giocare online.

L’ultima del genere proviene dalla Corte d’appello di Palermo che ha annullato un’ordinanza-ingiunzione dell’Agenzia delle dogane dei monopoli che ha comminato una sanzione da 44mila euro al titolare di un pubblico esercizio, in cui erano stati trovati quattro computer che consentivano alla clientela di connettersi a piattaforme di gioco a distanza.

Secondo i giudici palermitani l’esercente, difeso dagli avvocati Marco e Riccardo Ripamonti dello Studio legale Ripamonti, non ha violato l’articolo 110 del Tulps come supposto dalla difesa erariale.

I personal computer per la Corte d’appello non possono essere assimilati agli “apparecchi da gioco”, hanno caratteristiche tecniche differenti e perciò non possono ricadere alle sanzioni del Tulps.




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