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Gioco e politica: l’Aula del Senato esamina tre mozioni sull’ippica

  • Scritto da Amr

senatoL'Assemblea del Senato torna a riunirsi questo pomeriggio a partire delle ore 16,30 e tra i punti all'ordine del giorno, dopo l'esame del disegno di legge relativo alle modifiche dei circondari dei tribunali di Pesaro e Rimini, c'è anche la discussione, oltre che di quelle sulle agenzie di rating, anche di numerose mozioni sulla crisi del settore ippico.

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L'URGENZA DI UN PIANO SULL'IPPICA - Si comincia con quella presentata dal senatori Tomassini, Vitali, Russo, Allegrini, Andria, Compagna, Fasano, Gallone, Monaco, Mongiello, Peterlini, Scarpa Bonazza Buora, Adamo, Thaler Ausserhofer, Spadoni Urbani, De Feo e Castiglione che 'impegna il Governo a istruire immediatamente una sede di confronto con il mondo dell'ippica italiana presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali dal quale possa emergere con la massima urgenza un piano di ristrutturazione del settore che comprenda anche il reperimento delle risorse necessarie a scongiurare la chiusura delle attività a partire dell'anno 2012'. I senatori Piscitelli, Viespoli, Castiglione, Carrara, Centaro, Ferrara, Filippi Alberto, Fleres, Menardi, Palmizio, Poli Bortone, Saia e Villari chiedono invece con la loro mozione l'impegno del governo 'ad istituire una sede di confronto con il mondo dell'ippica italiana presso il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali dalla quale possa emergere con la massima urgenza un piano di ristrutturazione del settore - che rischia di avere pesantissime ricadute sul fronte occupazionale e sul futuro dell'ippica stessa - che comprenda il reperimento delle risorse necessarie a scongiurare la chiusura delle attività; a prevedere i controlli necessari ad evitare che scuderie ed allevatori senza scrupoli si lascino tentare da un facile lucro e si rendano complici di macellazioni clandestine invece di occuparsi della ricollocazione degli equini, secondo quello che sarebbe il loro compito'.

 

L'ABBASSAMENTO DEL PREU SULLE SCOMMESSE IPPICHE - Ancora, la mozione Mura, Vallardi, Valli, Bricolo, Aderenti, Bodega, Boldi, Calderoli, Cagnin, Castelli, Davico, Divina, Franco Paolo, Garavaglia Massimo, Leoni, Maraventano, Mauro, Mazzatorta, Montani, Monti Cesarino, Pittoni, Rizzi, Stiffoni, Torri e Vaccari impegna il Governo: 'alla tutela in primis dell'occupazione dei lavoratori e operatori del settore ippico, rendendo disponibili le risorse necessarie a finanziare anche per l'anno 2012 il settore, affinché possa essere intrapreso l'auspicato corso di rinnovamento che nel tempo ripagherà in pieno il Paese dell'impegno che oggi al Governo si chiede; a prevedere, nelle more di una riforma complessiva del settore, specifiche disposizioni che garantiscano un sostegno finanziario all'ippica pari a quello destinato allo stesso scopo per l'anno 2011, attraverso la proroga delle disposizioni legislative che attribuiscono al settore ippico quota parte delle entrate provenienti dai giochi e dalle scommesse pubbliche, ovvero attraverso l'abbassamento delle quote di prelievo erariale sulle scommesse ippiche, anche previa rinegoziazione degli aggi spettanti ai concessionari ovvero, laddove ciò non fosse possibile, ad individuare nuove fonti atte a finanziare le necessità fin qui esposte e gli scopi da perseguire'.

LA RAZIONALIZZAZIONE DELL'ASSI - I senatori Di Nardo, Belisario, Giambrone, Bugnano, Caforio, Carlino, De Toni, Li Gotti Lannutti, Mascitelli, Pardi e Pedica chiedono invece l'impegno del governo 'ad adottare una riforma organica del settore ippico, anche prevedendo una diversa ripartizione della posta di gioco delle scommesse ippiche, nonché mettendo in atto un intervento sostanziale per la riduzione dei costi e la razionalizzazione della struttura operativa dell'Assi; ad adottare ogni utile iniziativa affinché vengano eseguiti i controlli necessari ad evitare che scuderie ed allevatori senza scrupoli si lascino tentare da un facile lucro e si rendano complici di macellazioni clandestine, invece di occuparsi della ricollocazione degli equini, secondo quello che sarebbe il loro compito; ad intensificare i controlli su scuderie ed ippodromi, nel timore che la criminalità organizzata possa approfittare della lamentata crisi del settore ippico, al quale lo Stato quest'anno concederà un contributo ridotto ma comunque corrispondente alla non trascurabile cifra di 235 milioni di euro; ad evitare le spiacevoli conseguenze delle azioni di coloro che potrebbero essere intenzionati ad approfittare della crisi dell'ippica ufficiale, mettendo in atto provvedimenti volti in particolare:

a) ad assicurare rigorosi controlli fiscali sulle attività di compravendita dei cavalli dismessi per prevenire il loro riutilizzo in attività criminali quali le corse clandestine o le macellazioni abusive;

b) a prevedere il divieto di possedere cavalli, scuderie o attività inerenti all'ippica per i pregiudicati per reati a danno di animali, scommesse clandestine e gioco d'azzardo, anche attraverso l'adozione di misure di polizia, personali e reali, nei confronti di coloro che si ritiene, sulla base di elementi di fatto, siano abitualmente dediti alle corse clandestine e ai traffici delittuosi connessi, e di coloro che, per la condotta e il tenore di vita, si ritiene, sulla base di elementi di fatto, che vivano abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose connesse alla corse clandestine;

c) a riconoscere ai cavalli lo status di animali d'affezione adottando così una reale misura di tutela nei loro confronti;

d) a prevedere la destinazione di una quota percentuale delle somme provenienti dalle scommesse ippiche al fine di aumentare e rendere effettivamente efficaci i controlli veterinari nell'ambito delle corse dei cavalli e comunque per tutte quelle attività sportive nelle quali questi animali vengono utilizzati;

a promuovere l'introduzione di disposizioni volte a prevedere una sanzione delittuosa per chi organizza o partecipa a corse clandestine (attualmente il codice della strada di cui al decreto legislativo n. 285 del 1992 prevede una mera sanzione amministrativa, di fatto la sola corsa non costituisce reato; la censura penale può arrivare solo se viene violato l'articolo 544-quinquies del codice penale che punisce l'organizzazione di competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l'integrità fisica, sanzione peraltro finora scarsamente applicata)'.

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