Il gioco con vincita è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza. Consulta probabilità di vincita su www.aams.gov.it
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I senatori Tomassini e Vitali: “Ecco la nostra soluzione strutturale alla crisi dell’ippica”

  • Scritto da Anna Maria Rengo

ippica corsa“Lo stato di crisi strutturale del comparto ippico impone un intervento immediato senza il quale l’intera filiera rischia il collasso”. È quanto sottolineano i senatori del Pdl Antonio Tomassini e Walter Vitali nella premessa al disegno di legge sulla Lega Ippica che si propone “una profonda ristrutturazione del comparto ippico e dell’allevamento equino nel quale l’Italia si colloca fra i primi Paesi produttori di cavalli di razza, con l’obiettivo di rilanciare l’impresa ippica e di salvaguardare l’attività degli oltre cinquantamila addetti complessivamente occupati nella filiera ippica del nostro Paese”.

Anche in Senato un disegno di legge per chiedere la nascita della Lega Ippica italiana

LE FINALITA' DELLA LEGGE - Il disegno di legge definisce una soluzione strutturale alla crisi dell’ippica attraverso il passaggio, a decorrere dal 2013, di una serie di attribuzioni sulla gestione operativa delle corse dall’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (ASSI) ad una costituenda associazione tra gli allevatori, i proprietari e le società di gestione degli ippodromi dotati dei prescritti requisiti economici e di onorabilità.

GLI ARTICOLI DEL TESTO - In particolare l’articolo 1 istituisce la Lega ippica italiana, associazione tra gli allevatori, i proprietari e le società di gestione degli ippodromi, sottoponendola alla vigilanza e al controllo del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

L’articolo 2 fissa entro il 30 settembre 2012 il termine entro il quale il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, stabilisce e approva i criteri essenziali per il funzionamento della Lega nonché gli elementi base della ristrutturazione dell’ippica, in particolare fissando i requisiti che devono possedere gli ippodromi per essere classificati di interesse nazionale o locale.

L’articolo 3 sopprime l’ASSI dal primo gennaio 2013 e trasferisce le funzioni svolte al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali: tali funzioni saranno essenzialmente di indirizzo, controllo e vigilanza sulla Lega – cui sono demandate le attività di cui all’ art.5 - oltre all’esecuzione della giustizia sportiva di secondo grado. Inoltre ai punti b) e c) affida al MIPAF il compito di approvare i requisiti tecnici, economici e di onorabilità dei soci, da precisare in funzione della categoria (ippodromi, allevatori, proprietari) con parametri riconducibili alla classificazione degli ippodromi, al patrimonio netto delle società di gestione, agli anni di attività, al numero di prodotti qualificati, ai premi vinti e ai requisiti di onorabilità già previsti dalla legge per i concessionari di gioco pubblico.

L’articolo 4 fissa nel 31 ottobre 2012 il termine entro il quale la Lega approva il suo statuto (stabilendo, tra l’altro, che il collegio dei revisori dei conti sia presieduto da un membro della Corte dei Conti) e nel 31 dicembre dello stesso anno il termine per concludere tutte le attività necessarie per assicurarne la piena operatività. Prevede inoltre che l'Assemblea dei Soci nomini un Consiglio direttivo composto da undici consiglieri, di cui uno designato dal MIPAAF, uno designato da AAMS, uno scelto dai soci “proprietari di trotto”, uno dai soci “proprietari di galoppo”, uno dai soci “allevatori di trotto”, uno dai soci “allevatori di galoppo”, quattro scelti dai soci ”società di gestione degli ippodromi” e un presidente con requisiti di elevata esperienza manageriale e comprovata indipendenza dalle componenti del settore. Inoltre si prevede che l'Assemblea dei soci nomini il collegio dei Revisori composto da tre membri effettivi e due supplenti, dotati dei requisiti di legge, il cui Presidente sia un membro della Corte dei Conti. Entro la data di insediamento del Consiglio Direttivo, le Associazioni di Categoria rappresentative di Allevatori Trotto e Galoppo, Proprietari Trotto e Galoppo, Allenatori Trotto e Galoppo, Fantini e Guidatori, Gentleman provvederanno a nominare i loro rappresentanti in costituende Consulte Tecniche Trotto e Galoppo, formate da nove componenti ciascuna. Le Associazioni di categoria, costituendo le Consulte tecniche avranno un ruolo fondamentale in quanto le Consulte saranno interpellate costantemente dagli organi Tecnici della Lega previsti nell’organizzazione della Lega, su ogni materia di natura tecnico-sportiva e regolamentare. L’Assemblea dei soci dovrà riunirsi in via ordinaria due volte l’anno: la prima entro il 30 novembre, la seconda entro il 31 marzo, per deliberare sui bilanci preventivo e consuntivo, e ogni tre anni per la nomina delle cariche sociali; in via straordinaria ogni volta che lo ritenga opportuno il Consiglio Direttivo o il Collegio dei Sindaci, ovvero ne sia fatta richiesta da almeno un quinto dei soci. I responsabili delle aree tecniche sono tenuti ad un costante confronto con i rappresentanti degli allenatori trotto e galoppo all’ interno delle Consulte e saranno responsabili del rilascio e del controllo periodico delle Licenze degli operatori del proprio settore di competenza.

L’articolo 5 individua le attività che dal primo gennaio 2013 saranno di competenza della Lega, tra cui l’erogazione dei premi alle corse e dei fondi agli ippodromi.

L’articolo 6 stabilisce, inoltre, che la Lega incontra l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato trimestralmente e fornisce le proprie valutazione sull’andamento delle scommesse su base ippica e le indicazioni su miglioramenti e l’introduzione di nuove tipologie di gioco. Il parere della Lega è vincolante per l’emanazione di tali modifiche.

L’articolo 7 fissa alcuni essenziali principi di funzionamento economico e contabile della Lega: l’obbligo della chiusura in pareggio del bilancio ed il divieto di indebitamento con istituti finanziari.

L’articolo 8 individua le fonti che alimentano il fondo di dotazione annuale della Lega; le risorse deriveranno:

a)         dalle quote associative alla Lega;

b)         dalle entrate connesse alle scommesse ippiche (la quota del provento attualmente destinata ad ASSI);

c)         dalla cessione dei diritti televisivi;

d)         da un contributo erariale temporaneo (previsto esclusivamente fino alla messa a regime della riforma del settore ippico, ossia fino al 31 dicembre 2017), costituito da una quota delle entrate derivanti dal prelievo erariale unico;

e)         da un ulteriore contributo erariale pari alle imposte incassate dallo Stato dalle attività di gioco effettuate negli ippodromi;

f)          da un contributo erariale pari al 50 per cento delle entrate erariali derivanti dall’introduzione di giochi con vincita in denaro sulle corse su eventi virtuali assimilabili a corse di cavalli (per l’evidente effetto di cannibalizzazione che hanno sulle scommesse ippiche).

L’articolo 9 prevede, a decorrere dal terzo mese successivo all’entrata in vigore della legge, una nuova disciplina delle imposte sulle scommesse ippiche con l’obiettivo di innalzare il livello delle vincite di almeno 5 punti percentuali rispetto alla situazione attuale (portandolo così almeno al 75 per cento della raccolta). In tal modo si rende il prodotto ippico competitivo con gli altri giochi del portafoglio dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e si creano le condizioni per la necessaria crescita della raccolta delle scommesse basate sulla corse dei cavalli.

L’articolo 10 abroga le disposizioni vigenti relative al finanziamento dell’ASSI.

L’articolo 11 destina all’ASSI per il 2012, il contributo di cui all’articolo 8, comma 1, lettera d), prevede il passaggio, dal 1° gennaio 2013, dei proventi derivanti dalle scommesse ippiche dall’ASSI alla Lega e, infine, sopprime il contributo medesimo dal 2018.

Il rilancio del comparto ippico attraverso la riforma strutturale del settore definita dal disegno di legge non determina alcun costo aggiuntivo per lo Stato. Infatti:

a.         il finanziamento di cui alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 8 è già attualmente in vigore;

b.         quello di cui alla lettera d) dello stesso comma 1 è sostitutivo di quello previsto dall’articolo 1, comma 281, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, ed è finanziato dalle maggiori entrate derivate dall’aumento delle scommesse (il citato comma, infatti, è modificato dall’articolo 10); inoltre l’articolo 8 trasforma questo contributo da permanente a temporaneo, prevedendosene all’articolo 11 l’abolizione al 31 dicembre 2017;

c.         i contributi di cui alle lettere e) e f) del medesimo comma 1 derivano da entrate nuove ed aggiuntive rispetto a quelle attualmente in essere.

IL RILANCIO DELLE SCOMMESSE IPPICHE - “La riduzione delle imposte gravanti sulle scommesse ippiche prevista all’articolo 9 a circa il 2 per cento della raccolta (effetto combinato della diminuzione della quota di prelievo sulla raccolta e della contrazione dell’aliquota del prelievo destinata all’erario) – secondo i due senatori - è un elemento essenziale per il rilancio della scommessa ippica, la fonte naturale ed autonoma di finanziamento del settore. La minore quota di prelievo erariale potrà essere sostanzialmente compensata attraverso l’incremento della raccolta.

Si consideri, infatti, che il gettito erariale per il 2011 del gioco su base ippica è stato di appena 60 milioni di euro, connesso ad una declinante raccolta di 1.370 milioni di euro, e che al 31 marzo 2012 il movimento nazionale della raccolta di scommesse ippiche era in caduta di oltre il 40 per cento, percentuale gravemente influenzata da quarantacinque giorni di sciopero fra gennaio e febbraio. Si può ipotizzare che nei primi otto mesi la perdita si attesti al 30 per cento con un movimento nazionale pari a 750 milioni di euro”.

Ipotizzando che tutte le innovazioni previste dall’articolo 9 possano entrare in funzione dal 1° ottobre 2012, si può prevedere un’inversione di tendenza tale da comportare nell’ultimo trimestre una leggera crescita (circa 5 per cento), per cui il movimento nazionale del periodo da ottobre a dicembre sarà pari a 350 milioni di euro. Il movimento totale per il 2012 potrà quindi raggiungere 1.100 milioni di euro.

Per il 2013, per effetto del moltiplicatore teorico sul gioco (pari al 22 per cento) dato dal minor prelievo, della nuova formula delle scommesse quarté e quinté che dovranno prevedere vincite di consolazione (dagli attuali 30 milioni è prevedibile raggiungere un movimento di 100-120 milioni), del recupero del gioco disperso per effetto delle complicanze prodotte dal “doppio totalizzatore” e per l’avvio di un’adeguata campagna pubblicitaria, si può ipotizzare un incremento medio della raccolta del 20 per cento, che si attesterebbe a 1.325 milioni di euro.

Negli anni successivi per effetto del riassetto del settore, del recupero di credibilità, di nuovi prodotti e della spinta commerciale dei concessionari e degli ippodromi fortemente pubblicizzati, si può prevedere un incremento medio della raccolta del 10 per cento annuo.

Tale bilanciamento tra entrate e uscite si ottiene grazie ad una importante opera di razionalizzazione delle spese del settore. In particolare:

1)         i montepremi per le corse raggiungono il valore annuale di 176 milioni di euro ben inferiore ai 250 del 2004-5;

2)         i 104 -117 milioni di euro destinati agli ippodromi sono ora destinati in parte alla ristrutturazione degli ippodromi. Infatti il rilancio dell’ippica non può prescindere dal rinnovo degli impianti principali per renderli più adeguati agli standard europei che vedono questi luoghi come centri di svago ed intrattenimento in contesti architettonici ed ambientali preziosi, finalizzato anche ad aumentare la frequentazione di pubblico compresi giovani e famiglie. Pertanto la voce “remunerazione degli ippodromi” comprende anche quanto attualmente presente nel cosiddetto “fondo investimenti” dell’ASSI.

3)         Comunque l’importo del montepremi per proprietari ed allevatori non potrà mai scendere al di sotto del 50% delle entrate totali, eventuali maggiori entrate rispetto a quanto esposto che aumentassero il montepremi per le corse rispetto alle previsioni, andranno destinate alle corse di selezione al circuito delle corse di alta qualità.

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