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Zerbetto: “Indilazionabile la richiesta di intervento sulla ludopatia al Governo Monti”

  • Scritto da Anna Maria Rengo

zerbettoHa fatto notizia, prima delle ferie estive, l’accoglimento da parte del Tar del Lazio della class action promossa dal Codacons contro la mancata pubblicazione del decreto interdirigenziale sulla ludopatia. Ora che la settimana di vacanza del governo Monti è terminata e che pure il Parlamento si accinge (ma con tempi più diluiti rispetto all’esecutivo) a rimettersi al lavoro, un commento, e un invito, arriva dal direttore scientifico di Orthos, Riccardo Zerbetto.

E il senatore Lauro rincara: "Governo, basta chiacchiere sulla ludopatia"

Decreto interdirigenziale sulla ludopatia, accolto il ricorso Codacons: entro 60 giorni il testo

“’Primum non nocere’ dice un antico adagio. Se proprio non possiamo curare una malattia, è già importante non peggiorare la situazione. Nel caso della ludopatia, che da oltre 30 anni l’Oms ha dichiarato una malattia sociale, il governo italiano non ha soltanto evitato oculatamente di assumere alcun provvedimento atto ad affrontare in modo adeguato una grave minaccia per la società ma ha addirittura promosso-consentito aggressive campagne di promozione di ogni tipo di gioco che, da comportamento ristretto ad alcune fasce sociali, si propone (ed impone grazie a forme di pressione mediatica) a giovani, casalinghe, pensionati, disoccupati, extracomunitari … fasce sociali “deboli” generalmente ai margini del mercato del gioco d’azzardo che vengono sempre più reclutate a versare qualche soldo nella casse dello stato e molti nella casse di Monopoli di stato, Gestori ed Esercenti.

Noi italiani abbiamo tutti (o quasi) accettato pesantissimi sacrifici nell’auspicato risanamento della disastrata gestione del debito pubblico, dell’etica nella amministrazione e nella politica, ma non è facile capacitarci della latitanza di questo Governo sul tema dei provvedimenti sulla ludopatia che voci unanime ed autorevoli giudicano ormai intollerabile. Per mesi abbiamo letto statistiche inquietanti, interviste di autorevoli rappresentanti di Governo che ora si sono dileguati come un ghiacciolo al calore torrido di questa estate.

Ha fatto eccezione la voce chiara e forte della seconda sezione del Tar del Lazio (Presidente Luigi Tosti, Relatore Silvia Martino) che ha accolto la class action presentata dal Codacons contro la Pubblica Amministrazione, colpevole di non aver ancora emesso il decreto contro le ludopatie e per la prevenzione del gioco compulsivo che a legge n.220 del 2011 prevedeva che “Con decreto interdirigenziale del Ministero dell'economia e delle finanze-Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e del Ministero della salute sono adottate, d'intesa con la Conferenza unificata, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge”.

Ci auguriamo che, come ha saputo affrontare con coraggio nodi critici accumulati da governi sia di destra che di sinistra in decenni, il presidente Mario Monti abbia il coraggio di dare un segnale di innovazione, di etica e di libertà da poteri forti ma incancreniti da logiche di profitto autoreferenziale che in questi decenni hanno soffocato la crescita e la modernizzazione del sistema produttivo, culturale e sociale del nostro paese … non dimenticando un comportamento che riguarda, in varia misura, il 70% degli italiani che me è d’obbligo governare con norme adeguate perché non si converta nella maggiore industria italiana di ... “ nuove povertà”.

Un provvedimento che darebbe risposta ad un Comunicato alle Autorità di Governo già inviato a partire dall’aprile 2000 (e successivamente reiterato) a seguito del primo Congresso italiano promossa da Alea, Associazione Italiana per lo studio del Gioco d’azzardo a cui nessuno ha dato sinora ascolto”.

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