Il gioco con vincita è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza. Consulta probabilità di vincita su www.aams.gov.it
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Curcio (Pres. Sapar): “Decreto Balduzzi può essere dannoso per lo Stato”

  • Scritto da Vincenzo Giacometti

raffaele curcioLe misure volute dal Ministro della Salute Renato Balduzzi nell’ambito del decreto legge mirato a “promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute”, incontrano da parte della Associazione Nazionale Sapar “forti motivi di perplessità, non solo sui benefici che potranno realmente recare, ma soprattutto sulle conseguenze negative che ne subirà l’intera industria dei giochi”. A esprimere le perplessità è il presidente Raffaele Curcio che spiega: “Non è certo mia intenzione mettere in discussione la bontà degli assunti sui quali il Ministro Balduzzi ha fondato il decreto, ma debbo però rilevare che, nella circostanza, ci troviamo di fronte ad un provvedimento che – prima ancora di valutarne la correttezza sul piano strettamente giuridico – è del tutto avulso dai dibattiti che si stanno svolgendo nelle varie sedi istituzionali per evitare che il fenomeno del gioco continui ad avere una crescita incontrollata come è stato sinora e per salvaguardare, al tempo stesso, gli interessi di ordine pubblico, il gettito erariale e i soggetti economici che vi operano”.

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Pertanto, il fatto che dalla riunione di pre-Consiglio dei Ministri svoltasi ieri sia emersa la necessità di un ulteriore momento di riflessione sul decreto in oggetto “è da considerare positivo”, secondo Curcio, “sempre con l’auspicio che ciò porti il Governo a rivedere la norma e a confrontarsi con le associazioni del settore”.

Del resto “tale iniziativa  è apparsa da subito ridondante e priva di efficacia nel combattere le ludopatie e il gioco minorile”, aggiunge, sottolineando come “basterebbe ragionare sul fatto che il gioco a vincita in denaro è vietato agli under 18 e che su chi non rispetta questo divieto gravano sanzioni molto pesanti. Per quanto riguarda poi le NewSlot, che sono al centro delle “attenzioni” del decreto, la prossima introduzione dei dispositivi di riconoscimento dell’utente rende oltremodo inutile l’applicazione del vincolo delle distanze minime”.

“A mio avviso,  l’apparato normativo costruito in questi anni è di per sé pienamente idoneo a garantire l’integrità del sistema e a preservarlo dalle malversazioni, purché, ovviamente, venga ulteriormente rafforzata la lotta contro l’offerta di giochi illegali, attraverso controlli rigidi e costanti sulle location e l’inasprimento delle sanzioni. Di pari importanza è amplificare le iniziative di informazione e di prevenzione a livello sociale, così da permettere all’utenza di avere un approccio più consapevole ed equilibrato al gioco”.


In definitiva, “il decreto Balduzzi non migliora le tutele anzi potrebbe essere dannoso per lo Stato, che rischia di perdere un’importante quota di gettito per la lotta all’illegalità, perché dando un taglio netto agli apparecchi leciti non si fa altro che dare nuove opportunità alle organizzazioni criminose. Anche le imprese di gestione subiranno un danno, vedendo svanire in maniera irrimediabile i massicci investimenti sin qui effettuati non solo vantaggio a proprio, ma anche nel pieno rispetto delle regole del settore. Così come per  le migliaia di esercizi pubblici che nel gioco hanno una delle principali fonti di reddito”.

“Per concludere, mi domando ancora: perché, quando si parla di fenomeni di devianza legati al gioco, l’indice è sempre puntato su quello svolto su rete fisica, mentre della pericolosità del gioco on-line non si parla mai, in nome della tanto declamata identificazione dell’utente che, in effetti, può essere facilmente aggirata?”.

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