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Lucca: Balduzzi "Gioco trend preoccupante, più potere a sindaci e norme limitative su pubblicità"

  • Scritto da Sara

balduzzi2Giornata dedicata al gioco quella di ieri a Lucca, con un ospite d’eccezione: il Ministro della Salute Renato Balduzzi che in questi giorni, con il decreto Sanità, sta facendo parlare molto di sé. Il convegno, organizzato dall’Amministrazione comunale intitolato ‘Giocarsi la vita – gioco d’azzardo patologico e new addictions’, si è tenuto a Villa Bottini. Il Sindaco Alessandro Tambellini ha sottolineato: “L’incontro segna un momento importante per approfondire con autorità ed esperti l’aspro tema del gioco d’azzardo patologico.

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Si tratta di un argomento di estrema attualità, poiché anche il Governo ne sta cercando di concretizzare misure atte a combattere questa patologia. Un punto importante riguarda ad esempio i provvedimenti da realizzare per impegnarci a tutelare i giovani dall’avvicinarsi a queste ‘trappole’. Il gioco d’azzardo è vecchio quanto l’uomo, ma è quando diventa complusivo che assume la forma di pericolo. Ed è proprio in momenti di crisi, come quello che stiamo vivendo, che questo tipo di patologia tende ad espandersi”.

Parola poi al Ministro della Salute Renato Balduzzi, che ha precisato: “Il gioco d’azzardo – ha detto – segna un trend preoccupante soprattutto per certe fasce di età. I pubblici poteri hanno il dovere di agire quando si trovano a confrontarsi con situazioni patologiche. La riflessione sul gioco d’azzardo inizia circa 30 anni fa, oggi stiamo acquisendo maggiore consapevolezza su questo problema e cercando di inserire anche questi ambiti nei livelli di assistenza. Nel nostro proponendo-decreto legge abbiamo preso in considerazione anche quell’area grigia di confine tra gioco d’azzardo problematico e gioco d’azzardo patologico. Servono infatti nuovi strumenti alla sanità capaci di mettere in allerta precocemente, quando ancora non si è sconfinato nella patologia compulsava. La risposta per contrastare il gioco d’azzardo patologico e le nuove dipendenze deve arrivare da una sinergia di sistema e non essere limitata alle sole istituzioni. L’approccio al decreto – ha concluso il Ministro – si muove su più linee: l’inserimento di questa patologia nei livelli di assistenza, poter dare ai sindaci la capacità di attuare scelte atte a contrastare il fenomeno, norme limitative sulla pubblicità”.

Sono seguiti poi gli interventi del Presidente della Provincia, Stefano Baccelli e di Giorgio Del Ghingaro che ha parlato in veste di presidente Anci - Federsanità Toscana. Quest’ultimo ha spiegato come il fenomeno del gioco d’azzardo patologico da fenomeno sociale sia diventato un fenomeno sanitario ed ha posto due interrogativi. Il primo riguarda il tema dei finanziamenti dedicati a questa problematica; il secondo i mezzi a disposizione dei sindaci per combattere il proliferare del gioco d’azzardo.

Il Direttore generale dell’azienda Usl 2, Antonio D’Urso, ha spiegato come dal 2001 a Lucca sia attivo un ambulatorio dedicato che pone in relazione diversi medici specializzati tra cui psicologi e psichiatri. I cittadini presi in carico ammontano a circa 170/180, ma D’Urso ha sottolineato che si tratta solo della punta dell’iceberg. “Tutto questo non basta – ha detto il direttore generale – serve, a mio avviso, anche la volontà di coinvolgere gli esercenti poiché hanno un peso fondamentale in questo settore e a anche a loro devono essere offerti gli strumenti per capire quando il gioco d’azzardo si trasforma in patologia. C’è poi il problema delle scarse risorse. In questo contesto però gli indirizzi regionali indicano la strada per arginare questa patologia”.

Anna Margherita Miotto della commissione Affari sociali Camera dei Deputati ha definito il gioco d’azzardo un “cancro dalle contraddizioni enormi”. “Plaudo alla volontà del Governo – afferma - di mettere mano a tale questione – ha aggiunto – ed è opportuno continuare a promuovere incontri che individuano azioni da compiere. Siamo il primo paese in Europa per la diffusione del gioco d’azzardo e credo sia auspicabile uno stop alle nuove autorizzazioni per contrastarne la diffusione. Ci si deve chiedere perché c’è stato un aumento enorme di autorizzazioni nel recente passato: si pensava che legalizzandolo, il gioco d’azzardo subisse una limitazione nei sui aspetti illegali; era inoltre un modo semplice per ottenere risorse per l’erario. Bisogna ripensare anche da un punto di vista etico visto che l’area di evasione per i gestori ammantava pochi anni fa ad oltre 95 miliardi. Dobbiamo smettere inoltre con la pubblicità ingannevole che ha la capacità di colpire l’immaginario collettivo”.

Cesare Guerreschi, presidente Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive, ha inoltre approfondito l’aspetto clinico e psicologico del giocatore d’azzardo, mentre l’assessore al sociale della Provincia di Lucca, Federica Mainieri ha parlato dell’attività dell’Ente che rappresenta in riferimento alle nuove patologie e ai giovani.

Sono seguiti poi gli interventi di Don Armando Zappolini per la   Campagna “Mettiamoci in gioco”, Elena Pioli, responsabile U.F. SerT Lucca, Giuseppe Zanda, psichiatra e diverse esperienze e iniziative locali come CNV, Gruppo CeIS, Misericordia, Caritas.

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