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A Ravenna un piano di azione contro il gioco: il sindaco Matteucci, “Il governo proceda con i Lea”

  • Scritto da Vincenzo Giacometti

matteucci ravennaCostituire un gruppo di lavoro che dia vita ad un piano d’azione contro le forme di dipendenza da gioco è l’obiettivo che si è prefissato il Comune di Ravenna convocando un incontro per questa mattina, in municipio, voluto dal sindaco Fabrizio Matteucci d’intesa con il prefetto Bruno Corda. Il primo cittadino ha espresso preoccupazione per il “Crescere del gioco d'azzardo tra la popolazione, che vi può accedere in qualsiasi momento della giornata e nei luoghi più diversi anche attraverso l'offerta on line”. In particolare, secondo i dati diffusi dal Sert locale, in provincia di Ravenna sarebbero 27 le persone che nel 2011 si sono rivolte ai servizi per questa dipendenza mentre nel 2010 erano 19.

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Per analizzare il fenomeno dal punto di vista sanitario e sociale, culturale e normativo, analizzare l'impatto del gioco d'azzardo sui sistemi socio-sanitari e valutare le possibili risposte, il Comune, d'intesa con il Prefetto Bruno Corda, ha organizzato questa mattina un incontro che si è svolto nella sala del Consiglio comunale.
“Il Ministro della Sanità – ha spiegato il sindaco - ha proposto con un decreto che, nell'ambito dell'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (Lea), dovranno essere inserite anche le prestazioni riferite a soggetti affetti da gioco d'azzardo patologico. Nel decreto del Ministro Balduzzi viene sancito il diritto alla cura, con la diagnosi e la valutazione di tutti i casi e la presa in carico delle persone più gravi. Mi auguro che il Parlamento approvi questa parte del decreto e che il Governo preveda anche un adeguato impegno Finanziario”.
Un fenomeno che, secondo quanto emerso dal dibattito di questa mattina, crescerebbe proporzionalmente alla crisi. I dati affermano che vengono coinvolte in misura sempre maggiore i più deboli, i giovani ma soprattutto le categorie di persone in difficoltà. L'aumento di fatturato del gioco in contemporanea con gli anni della crisi: nell' ultimo anno è cresciuto tre volte tanto. Quindi diminuiscono i consumi primari ma aumentano quelli legati al gioco d'azzardo. “Il Comune di Ravenna  farà  la sua parte, e lo faremo tutti insieme: con sanità, sociale, terzo settore, coinvolgendo gli esercenti e lavorando per frenare questa piaga sociale, un problema gravissimo al pari delle dipendenze patologiche come l'alcolismo”.
“Il Comune e il tavolo che abbiamo insediato questa mattina renderanno più  forte questo insieme di azioni con la campagna 'L'azzardo non è un gioco'”.
Dopo l'incontro di oggi, da cui sono scaturite proposte molto interessati, il tavolo di lavoro selezionerà  e renderà  operative diverse azioni concrete di comunicazione, prevenzione e assistenza, che arricchiranno le diverse e meritorie iniziative che sono già  in campo".
A Ravenna e in Emilia Romagna si gioca soprattutto al bar (86% delle donne che hanno giocato nell'ultimo anno, 77% gli uomini), a casa propria o di amici (18% uomini, 14% donne), nelle sale scommesse (11% uomini, 1% donne) o su internet (13% uomini, 2% donne). I giochi preferiti sono il lotto e il superenalotto (67% delle donne che hanno giocato nell'ultimo anno, 64% gli uomini), seguono gratta e vinci e lotto istantaneo (58% donne e 55% uomini) e le scommesse sportive (19% uomini e 6% di donne).

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