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Delega fiscale, negli emendamenti torna la distanza giochi da luoghi sensibili e scompare l’Unione ippica

  • Scritto da Amr

senato2Tra gli emendamenti presentati alla delega fiscale e quest’oggi illustrati in commissione Finanze del Senato, ce ne sono di relativi ai giochi e molti di questi riprendono temi che erano stati ampiamente discussi anche nel decreto Sanità, in fase di pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

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Un emendamento del Pd, a prima firma Fontana, chiede infatti l’introduzione di un "divieto di pubblicità nelle trasmissioni televisive durante le fasce protette" e di "meccanismi atti a bloccare in modo automatico l’accesso ai giochi per i minori, attraverso la tessera elettronica", oltre a una nuova disciplina di ubicazione delle sale da gioco prevedendo "un limite di 500 metri di distanza dai luoghi sensibili".

Anche il senatore Elio Lannutti (Idv) ha presentato un emendamento affine a quello annunciato dal collega del Pdl Raffaele Lauro, chiedendo dunque l’emanazione di un testo unico sulla disciplina che preveda: tassazione non inferiore a quella media applicata negli altri Stati Ue, certificazione antimafia per le società concessionarie, divieto assoluto di pubblicità ingannevole e risarcibilità dei danni alle famiglie dei giocatori patologici.

Lannutti, poi, ha firmato una proposta di modifica per chiedere l'esclusione "dalle procedure per un nuovo affidamento della rete per la gestione telematica del gioco lecito le società i cui soggetti controllanti o partecipanti siano residenti negli Stati o territori non appartenenti alla Comunità economoica europea aventi un regime fiscale privilegiato, nonché per la società fiduciarie, i trust, le società estere aventi sede legale in Stati che non garantiscano la trasparenza societaria".

Ancora, Lannutti chiede di sanzionare "chiunque, residente, domiciliato o comunque stabilito nel territorio dello Stato partecipa, anche attraverso internet, reti telematiche o di telecomunicazione, a giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro offerti da soggetti che operano in difetto di concessione, autorizzazione, licenza o altro titolo autorizzatorio o abilitativo o, comunque in violazione delle norme".

Lannutti interviene anche sull’articolo 3, tornando a chiedere la nascita dell’Agenzia fiscale dei giochi:

“Dopo il comma 12, aggiungere i seguenti :

"12-bis. Il Governo è delegato ad attuare, con i decreti legislativi di cui all'articolo 1, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, una complessiva razionalizzazione e revisione dell'organizzazione dell'Amministrazione finanziaria, in applicazione dei seguenti principi e criteri direttivi:

a) accorpamento delle strutture che, nell'ambito delle agenzie o delle diverse articolazioni dell'Amministrazione finanziaria, svolgono funzioni o compiti comuni omogenei, in un'ottica di maggiore efficienza e al fine di raggiungere significative economia di scala, con soppressione delle strutture e degli uffici ridondanti ed eliminazione delle duplicazioni di funzioni, e procedendo alla trasformazione dell'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato in agenzia fiscale;

b) riduzione degli uffici territoriali a livello sub-provinciale, laddove ciò non confligga con le esigenze di adeguato presidio del territorio, a tutela degli interessi erariali, e conseguente ridefinizione del livello degli incarichi dirigenziali sulla base delle effettive competenze a livello territoriale;

c) rafforzamento delle sinergie tra le diverse branche dell'Amministrazione finanziaria, il Corpo della Guardia di finanza, le altre amministrazioni dello Stato, le Regioni e gli enti locali, in particolare attraverso il rafforzamento dei meccanismi di collaborazione per quanto riguarda i controlli sul territorio;

(…)

g) piena integrazione di tutte le banche dati esistenti presso l'Amministrazione finanziaria, assicurando la completa interoperabilità dei sistemi operativi informatici, anche attraverso la sostituzione dei sistemi informativi proprietari, al fine di rafforzare l'efficacia dell'azione amministrativa, per quanto riguarda il contrasto all'elusione e all'evasione fiscale, nonché per ridurre gli oneri per la struttura informatica dell'Amministrazione.

12-ter. All'articolo 23-quater del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, le parole: «L'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato e l'Agenzia delle territorio sono incorporate, rispettivamente, nell'Agenzia delle dogane e» sono sostituite dalle seguenti: «L'Agenzia del territorio è incorporata»;

b) al comma 2:

1) al primo periodo le parole: «agli enti» sono sostituite dalle seguenti: «all'ente», e le parole: «, rispettivamente, all'Agenzia delle dogane, che assume la denominazione di "Agenzia delle dogane e dei monopoli", e» sono soppresse;

2) il secondo periodo è soppresso;

(…)

g) al comma 7:

1) al primo periodo, le parole: «le Agenzie incorporanti esercitano» sono sostituite dalle seguenti: «l'Agenzia incorporante esercita» e le parole: «agli enti incorporati» sono sostituite dalle seguenti: «all'ente incorporato»;

2) al secondo periodo le parole: «; l'Agenzia delle dogane e dei Monopoli istituisce due posti di vicedirettore, di cui uno, anche in deroga ai contingenti previsti dall'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001, per i compiti di indirizzo e coordinamento delle funzioni riconducibili all'area di attività dell'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato» sono soppresse;

3) il terzo periodo è soppresso;

4) al quarto periodo, le parole: «agli enti» sono sostituite dalle seguenti: «all'ente» e le parole: «ai predetti enti» sono sostituite dalle seguenti: «al predetto ente»;

5) al quinto periodo, le parole: «ed all'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato» e le parole: «ed all'Agenzia delle dogane e dei Monopoli» sono soppresse.

Il senatore dell’Idv infine chiede di sopprimere la lettera l) del comma 7 dell’articolo 4 della delega fiscale che istituisce l’Unione ippica italiana.

Scendendo nel dettaglio degli emendamenti presentati all’articolo 4 dal senatore Raffaele Lauro, si chiede “Al comma 7 sostituire la lettera a) con la seguente: «a) emanazione di un testo unico sulla disciplina coerente di ogni tipologia di gioco pubblico con vincite in denaro, che si uniformi ai principi giurisprudenziali europei e preveda tassazione non inferiore a quella media applicata negli Stati dell'Unione europea, nonché all'esigenza di garantire la totale trasparenza proprietaria delle società concessionarie e di tutti gli operatori del settore, con l'applicazione delle norme antimafia, a partire dalla certificazione antimafia, di prevenire l'induzione e la diffusione del gioco d'azzardo patologico, con il divieto assoluto della pubblicità ingannevole, e con particolari aggravanti nel caso di minori di anni diciotto, e di applicare il principio della risarcibilità dei danni alle famiglie dei giocatori patologici, in caso di responsabilità, anche oggettiva, degli operatori per la mancata tutela preventiva degli stessi, nei luoghi di gioco»”. Ancora: “Al comma 7, lettera d), sostituire le parole da: "erariale" fino alla fine con le seguenti: «con specifico vincolo che in nessuna tipologia di gioco il prelievo erariale può scendere al di sotto della media mediata dell'insieme del ricavato tributario dal complesso dei giochi»”, “Al comma 7, sostituire la lettera e) con la seguente: «e) in nessun caso l'aggio ai concessionari e all'insieme degli operatori può essere applicato in misura percentuale inferiore al valore del Preu»”.

Lauro chiede ancora “Al comma 7, lettera f), aggiungere in fine le seguenti parole: «nonché di estensione a tali soggetti delle normative antimafia vigenti in materia di contratti con la pubblica amministrazione»” e che “Al comma 7, lettera i), dopo le parole «e successive modificazioni;» inserire il seguente periodo: «predisposizione di un sistema di alto livello tecnologico e di sicurezza delle reti per il controllo del flusso di denaro giocato e di regolare versamento dei prelievi e degli oneri tributari e fiscali, con documentazione accurata dei test di affidabilità e certificazione ISO e UNI ENV; previsione di corsi specialistici di aggiornamento professionali per agenti e ufficiali di polizia giudiziaria sul controllo delle reti informatiche e delle tecnologie del gioco con vincite in denaro per complessivi 2500 operatori delle polizie statali e 1500 delle polizie locali»”.

Per quanto riguarda il comma 7, lettera l), numero 2), Lauro chiede di sopprimere le seguenti parole: «mediante quote della raccolta delle scommesse ippiche» e «nonché da eventuali contributi erariali straordinari decrescenti fino all'anno 2017». Infine, per ciò che riguarda il comma 7, alla lettera l), numero 3), Lauro, assieme a Lannutti, chiede dopo le parole «Unione ippica italiana» di inserire le seguenti: «in collaborazione con i Servizi Ispettivi tributari e alla Guardia di Finanza» e alla lettera l), sopprimere il numero 4).

La richiesta dell'istituzione dell'Agenzia dei giochi è sostenuta anche dal senatore Giovanni Pistorio (Gruppo Misto), che vuole potenziare le attività concernenti la regolazione e il controllo del gioco pubblico.

Il senatore Adriano Musi (Pd), chiede che il riordino della disciplina dei giochi pubblici individui "regole trasparenti ed univoche" sui controlli da effettuare negli esercizi autorizzati all’offerta di giochi. Il senatore Stefano De Lillo (Pdl) propone un riordino in materia di controlli, "prevedendo la competenza esclusiva del questore per quanto attiene la salvaguardia dell’ordine pubblico" e "in materia di definizione degli orari di apertura e chiusura delle sale", nonchè "la competenza dei Monopoli per quanto attiene i controlli delle modalità tecniche e procedurali con le quali avviene l’offerta".

Un’altra proposta di modifica dei democratici, a prima firma Leddi, sollecita l’introduzione della certificazione antimafia per le società concessionarie, l’inasprimento delle sanzioni per evasione tributaria e il divieto di partecipazione alle gare per le concessioni a coloro che abbiano in corso un contenzioso con lo Stato.

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