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Reggio Emilia: limiti a nuove sale giochi tramite variante Rue, Delrio "Problema serio"

  • Scritto da Sara

delriograzianoIl Consiglio comunale di Reggio Emilia, su proposta della Giunta, ha votato una variante al Regolamento urbanistico edilizio (Rue) che, fra le novità, introduce norme restrittive sul piano urbanistico-edilizio per l’insediamento di sale da gioco pubbliche, compresi quegli esercizi dedicati esclusivamente al gioco con apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps), come sale Vlt, Slot, sale bingo e sale scommesse. La nuova integrazione al Rue classifica le attività ludico-ricreative svolte in sale da gioco pubbliche, comprese quelle che utilizzano gli apparecchi di cui all’articolo 110 comma 6 del Tulps, attraverso l’inserimento di un uso specifico denominato “b17”, limitandone fortemente la possibilità di insediamento.

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Questo uso viene consentito ora esclusivamente nelle porzioni di territorio comunale classificate dal Rue come “ambiti specializzati per attività produttive (Asp2), ad esempio Mancasale, Prato-Gavassa, Villaggio Crostoso. Inoltre sono previste elevate dotazioni di parcheggi pubblici ed è, al contempo, vietata la possibilità di monetizzazione degli stessi.
Le sale gioco saranno quindi insediabili solo in quei luoghi produttivi dove potranno essere reperiti fisicamente gli spazi per parcheggi senza la possibilità di monetizzarli.
Ferma restando l’autorizzazione della questura, dunque, sull’apertura delle sale Vlt inciderà ora anche la normativa, e quindi l’autorizzazione, urbanistico-edilizia.

Tale misura si aggiunge alle altre disposizioni urbanistiche comunali che fanno rientrare le Vlt nell’uso prescritto per le sale giochi e non possono essere assimilate agli esercizi di vicinato. Ciò contribuisce, assieme ai normali controlli sugli esercizi pubblici svolti dal Comune, a sua volta a un uso più circoscritto e meno diffuso delle Vlt.

“A causa della liberalizzazione selvaggia di attività come quella delle videolottery i sindaci si trovano in una situazione grave, legata alla salute e all’ordine pubblico, senza la possibilità di intervenire”, ha detto alla stampa il sindaco Graziano Delrio, presidente dell’Anci, che già ha sottolineato presso il Governo la crescente e di fatto incontrollata diffusione di sale per il gioco d’azzardo nelle città, spesso causa di dipendenza e di ludopatie, peraltro riconosciute dal Sistema sanitario nazionale come patologie a tutti gli effetti. “Solo grazie a una recente sentenza della Corte Costituzionale che lega il fenomeno alla necessità di tutela dei minori e dei soggetti deboli – ha proseguito Delrio - è stata data la possibilità ai Comuni di intervenire ad esempio attraverso gli strumenti urbanistici. Con la modifica al Rue che proponiamo oggi al Consiglio comunale poniamo quindi dei limiti al proliferare delle sale gioco, per cui diventa di fatto impossibile aprire delle videolottery nelle zone residenziali. Quello dei giochi è un problema serio e lo sta diventando sempre di più, perché investe il benessere delle nostre comunità - ha proseguito Delrio – Si tratta peraltro di un settore che genera un fatturato costantemente in crescita che è passato in poco tempo dai 17 agli 80 miliardi di euro del 2011 e rispetto al quale lo Stato ha un atteggiamento ambiguo. Da un lato liberalizza l’attività, dall’altro riconosce che il gioco crea dipendenze e vere e proprie ludopatie che il sistema sanitario deve prendere in carico. Noi invece non vogliamo essere ambigui, ma dire che siamo contro il gioco d’azzardo perché non si può far finta di nulla davanti a un fenomeno che crea grande disagio sociale e rovina le famiglie. Oltretutto è scandaloso che la tassazione di queste attività sia passata dal 30 per cento del 2000 all’attuale 10 per cento, sottraendo allo stato entrate che avrebbero permesso di ridurre le manovre finanziarie. A riguardo – ha concluso Delrio – la nostra battaglia è far capire che i poteri dei sindaci vanno rafforzati contro la liberalizzazione selvaggia perché i sindaci non sono responsabili solo della salute pubblica ma anche dell’armonia delle città e della loro coesione sociale”.

“L’Amministrazione comunale sta intervenendo, oltre che con le nuove disposizioni edilizie, effettuando anche sopralluoghi al fine di accertare la legittimità, per quanto di sua competenza, delle aperture delle Vlt – commenta l’assessore alla Cura della comunità, Natalia Maramotti - L’interesse degli operatori locali del settore si è spostato negli ultimi tempi sull’apertura di sale Vlt, che attualmente sono una decina nel territorio comunale di Reggio Emilia e sono state autorizzate, come previsto dalla legge, dalla questura. Porre un freno efficace e concreto a queste aperture non è semplice, anche perché la logica governativa è stata di favorire la diffusione delle videolottery. In questo senso sono solo gli strumenti urbanistici che ci vengono incontro e ci permettono di intervenire”.

“Cambia la città, per effetto della crisi, delle trasformazioni sociali e del quadro normativo in evoluzione – commenta l’assessore alle Risorse del territorio Ugo Ferrari – Anche il settore edile è chiamato ad interpretare questi cambiamenti. Le modifiche al Rue corrispondono a tre obiettivi: adeguamento alla novità normative sovraordinate; semplificazione delle procedure; attenzione al Centro storico e al governo di alcune tipologie emerse ultimamente, come le videolottery. Siamo aperti a ulteriori contributi e integrazioni attraverso la raccolta e l’esame di osservazioni e proposte che chiunque potrà presentare”.
Alla conferenza stampa è intervenuta anche la dirigente del servizio Pianificazione e Qualità urbana del Comune, Maria Sergio, che ha fornito alcuni dettagli tecnici sulla variante al Rue.

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