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Delega fiscale: in Aula pioggia in emendamenti e odg su giochi e ippica, incognita fiducia

  • Scritto da Anna Maria Rengo

senato aulaDopo l’incardinamento della scorsa settimana, è ripreso stamattina l’esame da parte dell’Aula del Senato della delega fiscale, su cui pende la pregiudiziale di costituzionalità posta dalla Lega. La commissione Finanze del Senato, incaricata in sede referente dell’esame del testo, ha approvato diversi emendamenti relativi al gioco, su tutti quelli che delegano il governo a intervenire in materia di orari delle sale giochi in Italia, o anche quello all’articolo 2, che prevede lo slittamento dell’accorpamento Aams-Dogane a maggio 2013.

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La grande incognita è però rappresentata dall’intento del governo, che potrebbe decidere di chiedere la fiducia, così come ha fatto alla Camera (per di più su un testo diverso da quello licenziato dalla Commissione, almeno per ciò che riguardava la questione Aams-Dogane) e nel caso ci si chiede se terrà conto degli emendamenti approvati in commissione o no.

Intanto, approdano in Aula diversi emendamenti ed ordini del giorno relativi ai giochi. Da segnalare l’ordine del giorno presentato dai senatori Scarpa Bonazza Buora, Andria, Piccioni, Sanciu, Pignedoli, Antezza, Bertuzzi, Bondi, Boldrini, Castiglione, Di Stefano, Follini, Mongiello, Nespoli, Pertoldi, Randazzo, Russo, Santini, Tedesco, Valli e Zanoletti, che impegna il governo in sede di redazione dei decreti delegati: “a mantenere l'assetto dei controlli sulla regolarità delle corse ippiche nei termini stabiliti dal comma 9-bis dell'articolo 23-quater del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.135, nel rispetto dei principi di terzietà e pubblicità dei controlli; ad integrare le risorse del Fondo di cui al numero 2) della lettera m) del comma 7 dell'articolo 4, con le somme già stanziate in favore del settore dall'articolo 30-bis del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2; a far sì che gli indicati residui attivi iscritti in bilancio di chiusura Unire Assi continuino a considerarsi attivi e nulla tolgano a quanto destinato al settore ippico per l'anno 2013”

Sempre sull’ippica l’ordine del giorno Tomassini, Butti e Gallone che impegna il governo mpegna il Governo “ad adottare le misure di cui all'articolo 4, comma 7, lettera l), volte al rilancio del settore ippico, entro il termine di tre mesi dall'approvazione del presente disegno di legge, al fine di evitare l'imminente chiusura di prestigiosi ippodromi storici italiani, con la probabile compromissione dell'intera filiera dell'ippica italiana”.

Tra gli emendamenti, in gran parte proposti già in Commissione, ci sono quelli del senatore del Gruppo Misto Giovanni Pistorio chiede la soppressione dell’accorpamento delle agenzie fiscali, in particolare dei Monopoli di Stato all’agenzia delle Dogane, mentre Raffaele Lauro (Pdl) ed Elio Lannutti (Idv) sollecitano l’emanazione di un testo unico sul gioco, la predisposizione di un sistema di sicurezza delle reti per il controllo del flusso di denaro giocato. I due senatori chiedono inoltre che in nessun caso l'aggio ai concessionari e all'insieme degli operatori possa essere applicato in misura percentuale inferiore al valore del Preu.

Il solo Lannutti propone di escludere dalle gare per le concessioni "i cui soggetti controllanti o partecipanti siano residenti negli Stati o territori non appartenenti alla Comunità economica europea aventi un regime fiscale privilegiato".

Il senatore Stefano De Lillo (Pdl) inoltre chiede il "riordino della disciplina in materia di controlli degli esercizi autorizzati all’offerta di giochi pubblici con vincita in denaro, prevedendo la competenza esclusiva del questore per quanto attiene alla salvaguardia dell’ordine pubblico" e "in materia di definizione degli orari di apertura e chiusura degli esercizi autorizzati", oltre alla "competenza esclusiva di Aams per quanto attiene ai controlli delle modalità tecniche e procedurali con le quali avviene l’offerta". Antonio Fosson (Udc) propone di escludere le case da gioco dalle limitazioni all’uso del contante fissate a mille euro.

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