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Barbolini (Pd): “Legge delega, grande occasione persa per l’ippica”

  • Scritto da Anna Maria Rengo

barbolini“La seduta di oggi della commissione Finanze del Senato, dove è all’ordine del giorno la legge delega al governo in materia fiscale, sarà più che altro una ricostruzione dello stato dell’arte e una presa d’atto che non ci sarà più possibilità di intraprendere un percorso di sviluppo”. È quanto dichiara a Gioconews.it il senatore del Pd Giuliano Barbolini, uno dei relatori del disegno di legge delega che all’articolo 4 reca numerose disposizioni in materia di giochi e ippica. O forse sarebbe meglio dire recava, visto che la fine anticipata e ormai certa della legislatura rende impossibili i decreti delegati, tanto più che la stessa legge delega è ancora lontana dalla sua approvazione, dopo essere stata rinviata in commissione dall’Aula del Senato. “Magari questo pomeriggio ogni forza politica motiverà il perché dei suoi atteggiamenti. Da parte mia, ritengo un errore che la legge delega si sia fermata e che ci sono precise responsabilità politiche in proposito”.

Barbolini si sofferma sull’istituzione dell’Unione Ippica Italiana prevista dalla legge delega: “Temo che resterà lettera morta e non vedo possibile rivisitare questa norma, se non forse con la legge di Stabilità e le norme mille proroghe che contiene, ma a oggi non mi risulta che ci sia alcun intervento in proposito. È evidente che con la legge delega il comparto ippico avrebbe potuto trovare una prospettiva importante”.

Nonostante il certo naufragio della legge delega, il senatore Barbolini ha incassato il sì al subemendamento alla legge di Stabilità con il quale chiedeva che fosse abolita la proroga a giugno 2013 del bando per il poker live (il suo subemendamento è stato infatti assorbito da quello Pichetto Fratin – Bonfrisco approvato in commissione Bilancio): “Quello che mi interessava sottolineare con quel subemendamento non è tanto le date dei bandi, ma il fatto che sul tema del gioco si è andati avanti in maniera disordinata e ipertrofica, creando una situazione dannosa dal punto di vista sociale ma anche per l’erario, che negli ultimi tempi ci sta inviando dei segnali importanti. Bisogna dunque avviare un ragionamento organico e complessivo, come appunto si sarebbe potuto fare con la legge delega”.

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