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Alea e And, sei richieste ai candidati alle politiche per “limitare i danni del gioco”

  • Scritto da Amr

Dopo l’appello che la campagna Mettiamoci in gioco ha rivolto ai candidati alle ormai prossime elezioni politiche anche Alea, per voce del presidente Graziano Bellio e And, rappresentata dalla presidente Daniela Capitanucci, rivolge delle richieste ai politici in corsa per seggi regionali e nazionali e finalizzate, a loro dire, alla “limitazione del danno”. Il documento si articola in sei punti, al primo c’è “l’immediata rinuncia ad implementare nuove offerte di giochi nonché formalizzazione e avvio in tempi rapidi di una politica pluriennale mirante a ridurre progressivamente i punti e le occasioni di gioco, compreso il gioco online, concentrando in sale dedicate ogni tipologia di apparecchi elettronici (ex Art. 110 c6a e c6b)”.

Le due associazioni chiedono ancora la “risoluzione immediata del conflitto di interessi esistente nello Stato in materia di azzardo”, adottando “una legislazione atta a scorporare le funzioni di raccolta, regolamentazione, controllo della legalità dei giochi d’azzardo, svolte dal ministero dell’economia e finanze, da quelle inerenti la protezione dei cittadini, la prevenzione, le politiche di gioco responsabile e l’assistenza socio-sanitaria ai giocatori patologici e le loro famiglie, da svolgersi a cura del ministero della salute, di concerto con il ministero degli affari sociali e il dipartimento politiche antidroga”. Al terzo punto la richiesta di garanzia di “una adeguata informazione e promozione pubblicitaria neutrale e corretta dal punto di vista scientifico”, mentre al quarto quella di “adeguati stanziamenti per la prevenzione e la cura dei giocatori patologici e dei loro familiari”.

LE ALTRE RICHIESTE - Le associazioni chiedono ancora una “revisione della legislazione relativa alle concessioni ai fini della condivisione con le amministrazioni locali, in particolare i Comuni, del potere decisionale sulla collocazione delle sale giochi e sulla determinazione della densità massima tollerabile nel territorio di apparecchi elettronici e vendita di prodotti di lotterie e affini esclusivamente in rivendite di generi di monopolio ed escludendola progressivamente da contesti aspecifici (bar, autogrill, poste, McDonald,…)” e, infine, una “ridefinizione  delle caratteristiche tecniche strutturali dei giochi d’azzardo leciti per ridurne il potenziale di induzione di dipendenza, secondo le più recenti ricerche scientifiche. Analogamente, con la medesima finalità, vanno riorganizzati gli schemi di erogazione delle vincite, fissando tra l’altro una soglia minima di vincita che deve essere almeno il doppio della spesa sostenuta per l’acquisto della partita/biglietto”.

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