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Giorgetti (Pdl): “Gioco, sconcertante abbandono del settore da parte della politica"

  • Scritto da Ac

Rimini – La cerimonia inaugurale di Enada Primavera e il successivo convegno sono occasioni non retoriche per fare il punto sulle attuali prospettive in materia di gioco, alla luce dei ripetuti attacchi che vengono fatti al settore e anche dell’intricato nodo scaturito dai risultati elettorali. A intervenire sul duplice argomento è Alberto Giorgetti, già sottosegretario all’economia con delega ai giochi durante il governo Berlusconi: “Auspico politiche comprensive di tutti i problemi del settore e non iniziative autonome che fanno pensare a una penalizzazione più che valorizzazione”, afferma, esprimendo anche una necessità comune non solo agli operatori del gioco: “Serve un governo subito”.

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Che magari metta mano a un progetto lungamente atteso: “Il testo unico è certamente una priorità ma dobbiamo capire che cosa fare con il gioco, e occorre anche che le amministrazioni locali diano il loro contributo. Su tutto, serve una visione chiara”.

UN SETTORE ABBANDONATO - Concetti che Giorgetti ripete e spiega ulteriormente nel convegno: "Trovo letteralmente sconcertante l'assenza della politica di questi ultimi mesi nei confronti del settore del gioco e che venga oggi lasciato in preda ad attacchi di ogni genere che ne delegittimano l'operatore. È necessario confermare in tutti i modi e in ogni sede il regime concessorio perché questa è stata la scelta operata qualche anno fa. Se continuiamo a considerare il settore come rete di tutela che rappresenta lo Stato e che garantisce ai cittadini di poter usufruire del servizio di intrattenimento in maniera sicura e controllata. Se questo è il progetto di base, come davano ormai per acquisito, allora serve l'impegno da parte dello Stato per presidiare il settore e difenderne le attività. Anche se avevamo consolidato questi aspetti urlante gli anni scorso ora sembra che si sia tornati indietro rimettendo in discussione questo assetto".

"In questi giorni - aggiunge - assisto a una situazione per certi verso assurda perché è stato affidato un ruolo di responsabilità sociale agli apparecchi. Mettendo in discussione l'intera distribuzione delle new slot. Intanto bisognerebbe spiegare che l'eliminazione degli apparecchi comporterebbe un buco notevole di gettito che bisognerebbe colmare in qualche modo e chissà come, aggiungo io. Questi sono temi che dovrà affrontare il prossimo governo che auspico si possa formare in tempi rapidi. Ora il governo si trova di fronte a una scelta: o portare avanti il progetto del gioco pubblico, ma per farlo occorre presidiare la filiera attraverso un confronto diretto tra gli operatori. Oppure può scegliere di farne a meno, ma si dovranno assumere le responsabilità. In questo momento mi sembra che non ci sia la volontà da parte di nessuno, in politica, di metterci la faccia e il clima parlamentare è anche particolarmente delicato. Ma ci sono temi troppo importanti da affrontare e con urgenza, come quello dei rapporti con i Comuni ma anche quelli dell'offerta di gioco con la questione che rimane ancora oggi aperta del mercato dei comma 7".

"Quando in Parlamento provammo a modificare la linea della Provincia autonoma di Bolzano in materia di gioco, non c'è stata volontà da parte di nessuno di intervenire con una proposta emendativa, questo perché la percezione di questo settore è ancora negativa".

L'INTERVENTO DI CAGNONI - “25 anni di fiere – ha detto il presidente di Rimini Fiera Lorenzo Cagnoni - riassumono un’economia che in questi anni è cresciuta tantissimo, uno sviluppo al quale ci onoriamo di aver dato un positivo contributo. Dai padiglioni, oltre all’offerta di business, scaturisce anche un messaggio di prevenzione, per un gioco che sia responsabile, che condividiamo in pieno”.

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