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Referendum Bologna, Tomassini (Pdl): "No alle slot, meglio un casinò in ogni regione"

  • Scritto da Fm

"Al posto delle slot in tutti i locali, vorremmo un casinò in ogni capoluogo di regione": la proposta viene dal consigliere Pdl del Comune di Bologna Lorenzo Tomassini, intervistato da Gioconews.it in merito alla campagna web 'Nontazzardare', lanciata ieri per promuovere un referendum abrogativo contro la normativa vigente sulle concessioni per slot e vlt.

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"Non voglio fare il moralista a buon mercato – esordisce Tomassini -, ma stiamo facendo passare un modello culturale inquietante: tutti parlano di ludopatia, ma in modo quasi astratto, anche se è una dipendenza a tutti gli effetti. E il costo delle cure dispensate nelle Asl e nei Sert, che è altissimo, alla fine ricade sui cittadini, a fronte di una tassazione sul gioco al di sotto di ogni soglia di accettabilità". Oggetto del contendere, le norme con cui lo Stato, dal 2006, ha sostanzialmente liberalizzato il mercato delle slot e delle Vlt; norme che i consiglieri del Pdl e della Lega Nord del Comune di Bologna vorrebbero cancellare attraverso un referendum abrogativo. "Vogliamo fare a pezzi la legislazione vigente, che ha radicalmente cambiato il tessuto commerciale del nostro territorio e cambiato il volto delle nostre città" – rincara la dose Tomassini. 
 
E il consigliere Tomassini ha le idee chiare su come limitare l'apertura di nuove sale giochi nelle città italiane: "Qui a Bologna abbiamo tentato di agire sul Regolamento Urbanistico Edilizio, per stabilire le distanze dai cosidetti 'luoghi sensibili, ma non credo che sia sufficiente. Dovremmo abrograre la legge vigente, e rendere il gioco 'davvero' pubblico, aprendo un casinò in ogni capoluogo di regione: a mio avviso, sarebbe l'unico modo per avere la certezza che non si ci sia riciclaggio di denaro, e che i giocatori vengano identificati". 
 
La via più breve per arrivare a questo, secondo Tomassini, è una mobilitazione che coinvolga i consiglieri comunali di tutta Italia: "Grazie al loro rapporto con il territorio, dovrebbe essere facile raccogliere le 500mila firme necessarie a presentare il refrendum; poi, sempre attraverso i Comuni, vorremmo organizzare weekend formativi e informativi, e una grande manifestazione nazionale per attirare l'attenzione dell'opinione pubblica su questi temi". 
 
 
 
 
 
 
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