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Regione Veneto: Sinigaglia (Pd) "Prevenzione e informazione anche sull'online"

  • Scritto da Sara

“Riprenderemo le audizioni tra quindici giorni, perché i rappresentanti dei comuni non hanno potuto partecipare all’incontro di ieri, a causa dell’allarme alluvione. Ha però partecipato la rappresentante dell’ufficio scolastico regionale, la dottoressa Marisa Miola, che ha messo l’accento sull’importanza della prevenzione nell’aspetto educativo e culturale, nonché formativo sul gioco, non solo per i ragazzi ma anche per i genitori”. È quanto afferma il consigliere Claudio Sinigaglia (Pd), primo firmatario della proposta di legge 'Interventi di prevenzione, formazione e trattamento del gioco d’azzardo patologico', discusso dalla commissione Sanità del Consiglio Regionale del Veneto. Il testo è al centro di una serie di audizioni che coinvolgono i rappresentanti delle associazioni e dei servizi impegnati nella prevenzione e nella cura del gioco d'azzardo patologico.

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“La Miola ha chiesto qualche modifica, coinvolgendo la rete delle scuole e lasciando alle singole scuole il coinvolgimento dei progetti di prevenzione. Importante anche l’aspetto formativo degli insegnanti. Ha partecipato anche il pubblico tutore dei minori, Aurea Dissegna, che ha chiesto se come Regione abbiamo la possibilità di mettere dei vincoli sulla pubblicità, ma non è nelle nostre capacità e competenze. Occorre per questo una legge regionale – continua Sinigaglia – che occorrerebbe. Il rappresentante dell’Appe (associazione provinciale dei pubblici esercizi), Luni, ha ricordato che il gioco è gestito dallo Stato”.

Il consigliere ha poi posto l’accento sul fatto che “sarebbe auspicabile una legge regionale sul gioco, con vincoli e distanze per le sale da gioco e la pubblicità. Anche sul decreto Balduzzi mancano i decreti attuativi, e la situazione è completamente annacquata. Il nostro compito è capire come intervenire a livello regionale, senza poi essere bloccati nei vari tribunali. E non parliamo solo di slot machine e sale, ma anche dell’online, per cui occorre prevenzione e informazione, a partire dai genitori”. 

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