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Regione Toscana, due nuove proposte di legge sul gioco

  • Scritto da Fm

Siamo a quota quattro. Tante sono le proposte di legge per il contrasto al gioco patologico giacenti sul tavolo della Regione Toscana, dopo la presentazione di due testi distinti da parte dei gruppi consiliari di Più Toscana e Fratelli d'Italia. Progetti che vanno ad aggiungersi a quelli lanciati dal Pd, pochi giorni fa, e dall'Udc, nel giugno 2012, e che saranno discussi nella prossima seduta della Commissione Sanità.

 LA PROPOSTA DI PIÙ TOSCANA - Firmatari del testo proposto dal gruppo Più Toscana sono i consiglieri Antonio Gambetta Vianna e Gian Luca Lazzeri, che chiedono di approvare la legge regionale anti-ludopatia entro l'estate. "Siamo disponibili a trovare una sintesi delle quattro proposte di legge presentate da vari gruppi in Consiglio regionale, tra cui anche il nostro. È compito della politica mettere da parte le divergenze ideologiche e trovare una pronta soluzione”. Le norme in questione, contenute nel pdl 'Disciplina del gioco consapevole, responsabile e controllato. Prevenzione e assistenza della ludopatia', prevedono l’istituzione di un 'Osservatorio del gioco lecito' composto da membri indicati dalle varie Asl e dal Consiglio regionale che parteciperanno a titolo gratuito per occuparsi di tutte le attività di prevenzione, cura e dissuasione dal gioco.
In parallelo, i due consiglieri di Più Toscana chiedono "il divieto di apertura in un raggio di 800 metri da istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altre strutture frequentate soprattutto da giovani, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale" e la possibilità, per i Comuni, di "individuare altri luoghi sensibili”. Inserita anche un articolo che propone l’istituzione del marchio ''Slot Free' per gli esercizi commerciali che scelgono di non installare apparecchi da gioco nei loro locali e obbliga i 'non obiettori' ad una formazione obbligatoria finalizzata alla prevenzione degli eccessi del gioco patologico.

LA PROPOSTA DI FRATELLI D'ITALIA – Sulla stessa linea il progetto di legge avanzato dai consiglieri regionali Giovanni Donzelli, Paolo Marcheschi e Marina Staccioli. Le norme contenute nel testo presentato dal gruppo Fratelli d'Italia chiedono, innanzitutto, di "vietare l'apertura di sale giochi nel raggio di trecento metri da istituti scolastici, centri di aggregazione giovanile o altri istituti frequentati principalmente dai giovani, e da operanti in ambito assistenziale e/o socio assistenziale". Poi prevedono che per gli esercenti ci sia "l’obbligo di promuovere l’informazione sui rischi connessi al gioco eccessivo e sulle conseguenze nocive anche per la salute al fine di prevenire la diffusione dei fenomeni di dipendenza" e il sostegno della Regione al "reinserimento sociale di persone con problematiche e patologie legate al gioco”.

L'ODG DEL COMUNE DI CECINA - Intanto, dal Comune di Cecina (LI), arriva la notizia della presentazione – da parte dei consiglieri Samuele Di Lascio (Pd) e Paolo Bertolini (Idv) – di un ordine del giorno che sarà discusso nella prossima seduta del Consiglio comunale ad oggetto ‘Azioni per contenere le distorsioni causate dal comparto del gioco d'azzardo nel tessuto sociale’. Partendo dal presupposto che “il fenomeno del gioco d'azzardo sta diventando una piaga per la comunità, che in particolare colpisce le fasce più deboli della popolazione, e che  la dipendenza da gioco è stata recentemente classificata come patologia e in quanto tale inserita nei Lea, in questo documento si chiede al Sindaco di vietare l'installazione di macchine elettroniche per il gioco d'azzardo nelle strutture comunali date in concessione e di promuovere corsi di formazione destinati agli esercenti e agli addetti al settore concernenti un'attenzione alla degenerazione che l'offerta smisurata del gioco d'azzardo sta introducendo nella comunità”, affermano i due consiglieri.

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