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Comune di Milano: commissioni consiliari approvano mozione su gioco, Gentili "Tre i punti cardine"

  • Scritto da Sara

La Commissione Commercio - Attività Produttive - Turismo - Marketing Territoriale e la Commissione Antimafia del Consiglio comunale di Milano hanno approvato un testo condiviso riguardante la mozione sul gioco. Il testo approderà prima della fine del mese in Aula e dovrà passare l’esame dell’Avvocatura e della Segreteria. “Tra i punti cardine su cui la mozione si fonda c’è quello dei regolamenti edilizi, con le distanze minime dai luoghi sensibili”, dichiara a Gioconews.it il presidente della Commissione Antimafia, David Gentili.

“Chiediamo al sindaco e alla Giunta ad intervenire sui regolamenti di sua competenza, adattando, nel Regolamento Edilizio, una norma che definisca dei limiti precisi in materia di apertura delle sale gioco e sale scommesse normate negli articoli 86 e 88 del Tulps, come ad esempio obblighi di distanza suddette dai luoghi sensibili quali, a titolo esemplificativo, scuole, ospedali, Rsa, centri per anziani, chiese, oratori, centri giovanili, centri sportivi; nonché inserendo obblighi di distanza tra i singoli esercizi e limiti sugli ampliamenti degli stessi”. La mozione chiede anche di inserire, nel Regolamento delle Licenze, “una norma che tenda ad impedire una successiva riconversione di esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande, in sale gioco con slot machine e/o in sale scommesse e che penalizzi l’inserimento di slot machine negli esercizi pubblici; ad individuare, all’interno della normativa comunale vigente, una forma di premialità nei confronti degli esercizi pubblici virtuosi che non occupano spazio all’interno dei propri locali con slot-machine, videolottery (sia per dismissione sia per rinuncia), destinando, a tale scopo, una quota, fino al 10%, di quanto ricavato dalla lotta all'evasione in materia di Cosap; promuovendo anche azioni di valorizzazione di tali esercizi”. Si chiede anche di vincolare “il rinnovo e le concessioni di spazi di proprietà comunale all’assenza di punti della rete fisica di raccolta del gioco praticato mediante gli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del testo unico di cui al regio decreto n. 773 del 1931 o punti di raccolta scommesse, avviando un monitoraggio per capire quanti degli spazi attualmente in concessione ospitano apparecchi prima citati o punti raccolta scommesse”. E si punta anche all’informazione e sensibilizzazione nei confronti degli amministratori di condominio, informandoli che, “introdurre all’interno dei regolamenti di condominio, la clausola di divieto all’apertura di esercizi commerciali nei quali si effettua il gioco d’azzardo, impedisce la suddetta apertura; della popolazione più fragile, ad esempio i giovani/gli studenti e gli anziani - coinvolgendo anche l’Ufficio Regionale Scolastico, le Asl e le zone - sul fenomeno della ludopatia; dei famigliari di coloro che sono affetti da ludopatia”. Il terzo punto riguarda la richiesta di intervento degli organi competenti ad “emanare norme, nelle rispettive competenze, come sta effettuando la Regione Lombardia, dirette a regolamentare, rigidamente, l’apertura di nuovi spazi in cui si pratica il gioco d’azzardo legale ad avviare un tavolo di lavoro con Regione Lombardia, la Questura di Milano, la prefettura ed i Monopoli di Stato, per studiare strategie efficaci che vedano le amministrazioni locali protagoniste con iniziative utili a diminuire l'impatto della diffusione del gioco d'azzardo e la conseguente diffusione delle patologie ad esso connesse. A sostenere il Manifesto dei Sindaci ‘Contro il Gioco d’Azzardo’ nelle iniziative da loro organizzate, nella redazione e sottoscrizione del testo della nuova legge di iniziativa popolare sul gioco d’azzardo; a prevedere l’uso di strumenti di controllo delle frequenze del gioco e sull’età dei giocatori, quali a titolo di esemplificazione: la tessera sanitaria, per utilizzare le slot machine e le videolottery; a potenziare, all’interno dei Sert, il supporto psicologico per la cura del gioco compulsivo. Ad attivare campagne di controllo frequenti per verificare il rispetto degli orari di apertura, il corretto allacciamento alla rete degli apparecchi, il rispetto del numero di apparecchi in relazione ai metri quadrati dell’esercizio, il rispetto delle normative vigenti”.

 

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