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Sanatoria slot, M5S in Senato: “Si rivedano le condizioni da proporre ai concessionari”

  • Scritto da Amr

Nel corso della seduta di ieri pomeriggio i senatori del Movimento Cinque Stelle Lezzi, Bulgarelli, Bertorotta, Mangili, Molinari, Vacciano, Pepe e Bottici hanno presentato una risoluzione che impegna, tra l’altro, il governo, “in occasione dell'esame del provvedimento (il decreto Umu ndr) nelle Commissioni riunite di merito, a valutare le coperture proposte, affinché siano appurate nella loro attendibilità, per scongiurare l'attivazione della clausola di salvaguardia, che opererebbe un ulteriore aggravio della pressione fiscale sia a carico dei singoli contribuenti, sia a carico delle imprese”.

Inoltre, "in relazione alla copertura correlata alla definizione agevolata del contenzioso con i concessionari per la gestione della rete telematica del gioco lecito (articolo 14), a rivedere le condizioni da proporre per la definizione, che assicuri un maggior gettito per l'erario, in considerazione dell'ammontare del credito vantato, accertato con sentenza della Corte dei conti, al fine di limitare il più possibile il pregiudizio finanziario per le casse dello Stato”.

 

 

LE PREMESSE - I senatori ricordano in premessa che “alla copertura di una quota dell'onere, pari a 1.525 milioni di euro per il 2013, si provvede tramite le maggiori entrate valutate in 600 milioni di euro, conseguenti alla definizione del contenzioso con i concessionari per la gestione della rete telematica del gioco lecito (articolo 14) e in 925 milioni di euro, che dovrebbero introitare dai maggiori versamenti dell'imposta sul valore aggiunto, che si presume le imprese fornitrici delle PA verseranno in seguito ai maggiori pagamenti dei debiti disposti dall'articolo 13. A tale proposito si ritiene che le suddette entrate non possano essere considerate coperture attendibili nel quantum, anche in ragione del fatto che lo stesso Governo inserisce al comma 4 dell'articolo 15 la clausola di salvaguardia, prevista dalla legge di contabilità e finanza pubblica n. 196 del 2009, clausola assolutamente non coerente con gli obiettivi di sostegno e crescita dell'economia, in quanto da una parte si emette nuovo debito pubblico per pagare le forniture pregresse e sostenere le imprese in difficoltà a causa della mancanza di liquidità, dall'altra, al verificarsi di minori introiti attesi, il Ministro dell'economia e finanze può disporre entro novembre 2013 un ulteriore aumento della misura degli acconti dell'Ires e dell'Irap a carico delle aziende, rispetto a quanto già disposto di recente con il decreto-legge n. 76 del 2013”.

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