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Marini (Gmatica): “Sanatoria slot, iniqua e sproporzionata”

  • Scritto da Ca

Roma – Nel suo intervento al convegno organizzato quest’oggi a Palazzo Rospigliosi, a Roma, da Business International, il presidente di Gmatica Matteo Marini affronta direttamente quello che è il tema del secondo panel, ossia ‘lo stato di salute delle aziende alla luce della sanatoria Maxi Multe previste nel decreto Imu’.

 “Prima di parlare della Sanatoria occorre aver chiaro che sulle c.d. Maxi Multe pesano due macigni di enormi dimensioni: la prima riguarda l’assenza di un’effettiva “colpa” da parte dei concessionari; la seconda riguarda la dimensione della multa stessa: che ragionevolezza è rappresentata da una multa il cui ammontare è pari a 50 anni di utili dell’azienda concessionaria? I dati ovviamente si riferiscono al concessionario che rappresento ma non credo sia molto dissimile per i nostri colleghi/competitor. In quest’ottica anche la Sanatoria che prevede la riduzione al 25% dell’importo della multa appare comunque del tutto iniqua e sproporzionata. Equivarrebbe infatti ad ipotecare gli utili previsti per i prossimi 15 anni ovvero più della durata dell’intera nuova Concessione”.

Marini evidenzia ancora: “Nei giorni scorsi abbiamo assistito alle esternazioni di vari personaggi che si sono stracciati le vesti dinanzi all’ennesimo regalo ai signori delle slot ma anche a consigli più o meno interessati da parte di membri del governo che giudicano sbagliato decidere di non aderire alla transazione sulla multa richiamando il senso di responsabilità. A coloro vorrei semplicemente dire che, in un’ottica di ragionevolezza, semplicemente non è possibile aderire.

L’unica valutazione che potrebbe essere fatta dal concessionario riguarda la possibilità di pagare un importo – sicuramente non quello proposto – ma solo per togliere dal proprio capo una spada di Damocle incombente che rischia di vanificare – e mettere a repentaglio - il lavoro di tante persone che in questi anni hanno contribuito a creare – non ce lo dimentichiamo – la più grande rete di controllo del gioco lecito al mondo. Ciò non cambia tuttavia il giudizio sulla sentenza della Corte dei Conti che rimane iniqua, ingiusta e oggettivamente esorbitante”.

IL DIALOGO CON GLI OPERATORI – “Sarebbe auspicabile un maggior dialogo con gli operatori – osserva ancora il presidente di Gmatica - e se dovessi fare una sintesi di quale sia stato il problema di cui in questi anni ha sofferto il mondo del gioco dovrei proprio puntare sulla mancanza di concertazione:che significa un confronto equilibrato e sereno, basato su dati e non su ipotesi, su fatti e non su posizioni ideologiche, come ha anche suggerito il sindaco di Vicenza Variati. Un confronto tra tutte le parti in causa: Amministrazione, operatori ma anche enti locali ed enti sanitari.

La domanda di gioco esiste, questo è un dato oggettivo. Anche il problema del gioco patologico va affrontato in maniera razionale ed equilibrata senza battaglie ideologiche. Mi ha colpito molto l'intervento di Griffiths perché partiva da dati statistici.

Sulla dimensione del GAP – Gioco d’Azzardo Patologico - purtroppo non esiste ancora un dato certo e concreto. Si dice che si aggiri su un dato che oscilla tra l'1 e il 2%. Affrontiamo questo dato con la dovuta precauzione e serietà. Noi, insieme ad alcuni gestori di sala più lungimiranti, abbiamo fatto corsi di formazione per il personale di sala con l’obiettivo di insegnare loro a riconoscere i giocatori potenzialmente a rischio e trattarli adeguatamente, possibilmente dissuadendoli da comportamenti eccessivi: forse avrebbero dovuto essere proattive sul tema anche le istituzioni.”.

L’INTERVENTO DI GIOVANNI ENDRIZZI – Ben più critica la posizione del senatore del Movimento Cinque Stelle Giovanni Endrizzi: “Le norme europee stabiliscono norme particolari per rimettere la protezione dei consumatori a livello centrale. Lo Stato paga uno scotto altissimo a questa industria: i danni sociali si aggirano sui 5,5 miliardi di euro all'anno e ci sono mancati incassi all’erario come Iva. Secondo noi lo Stato non è finanziato dal gioco e questa cosa è considerata disdicevole dalla maggior parte della cittadinanza. Dobbiamo avere dei dati che ci consentano di studiare con concretezza il settore”. Sull’ipotesi di un nuovo proibizionismo, il senatore afferma: “Il mercato illegale è stimato di 10 miliardi di euro l'anno ma quello legale è cresciuto ancora di più. Forse c'è stata eccessiva fruibilità dei giochi il che non significa voler ignorare l'illegalità. Con la delega fiscale per le slot di terza generazione, aumenteremo i controlli, il limite delle puntate e del tempo di gioco. Armonizziamo le tassazioni”.

Le dichiarazioni di Endrizzi sono state oggetto di un nuovo intervento di Marini: “Il fatturato in realtà è sceso. Lo 0,6% della tassazione dell'online è decisamente più alta rispetto alla media europea e influisce sui ricavi con payout altissimi che riducono i margini al lumicino per gli operatori”.

Endrizzi ha inoltre affermato: “Abbiamo votato la mozione della Lega per la moratoria delle sale. Serve per rimodulare il settore su dati certi mentre quelli del sottosegretario Giorgetti sono sovrastimati. Allora cerchiamo di capire meglio la situazione e poniamo un fermo. Le slot e le Vlt avrebbero dovuto avere dei sistemi di controllo ma sono stati stracciati. Se è vero che il settore tiene al gioco legale allora mettete in campo gli strumenti che servono”.

Il senatore ha anche risposto alle sollecitazioni di Alessio Crisantemi circa l’obiettivo finale sul gioco del Movimento Cinque Stelle: “Intanto vorremmo avere un dibattito disinquinato. Se avessimo 19 miliardi investiti in altri settori avremmo una spinta occupazionale maggiore rispetto agli addetti del mondo del gioco. C'è il pericolo che i finanziamenti del gioco ai politici instaurino un dialogo tra sordi. Sei/sette ministri del Governo Letta dipendono dalle fondazioni finanziate dal mondo del gioco. Noi siamo portavoce di una crociata etica che viene dalla società e anche da alcuni politici. Siamo disponibili ma il dialogo deve essere disinquinato”.

Vitaliano Casalone, di Ispired, ha sottolineano da parte sua: “Ci sono tantissime inesattezze e disinformazione. L'obiettivo è di riportare i giocatori nell'alveo della legalità. Il fatturato dipende dal recupero dell'illegalità. È vero che la patologia esiste ma i dati non sono esatti e molti studi sono di parte. Deve essere l'amministrazione preposta a studiare il fenomeno”.

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