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Decreto Imu, pioggia di inammissibilità per molti emendamenti sul gioco

  • Scritto da Amr

Si riferiscono sia all’articolo 11 che all’articolo 14 gli emendamenti al decreto Imu, in fase di esame in sede referente da parte della quinta e sesta commissione alla Camera, in materia di gioco.

Per quanto riguarda l’articolo 11, con diversi emendamenti gli onorevoli Fedriga e Guidesi (Lega Nord) chiedono al Mef e all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di adotta misure in materia di giochi pubblici online, lotterie istantanee e apparecchi e congegni di gioco, utili al fine di assicurare, con riferimento ai rapporti negoziali in essere alla medesima data di entrata in vigore, il reperimento delle maggiori entrate di cui al presente articolo, ossia quello sulla risoluzione strutturale delle problematiche pensionistiche dei lavoratori cosiddetti ‘esodati’, ma tutti gli emendamenti presentati sono stati dichiarati inammissibili.

 

L'ARTICOLO 14 - Quanto all’articolo 14, quello che prevede la sanatoria agevolata per le slot, sono stati dichiarati inammissibili gli emendamenti che ne chiedevano la soppressione, come quello che chiedeva di limitare la sanatoria alle somme inferiori ai 100 milioni di euro, mentre il Pdl chiede di posticipare al 30 novembre il termine per aderire alla sanatoria e al 31 dicembre il termine per il pagamento.

Una proposta di Fratelli d’Italia chiede di elevare la percentuale della somma da pagare al 35%, mentre il M5S e il Pd propongono rispettivamente il 30% e il 50% Un altro emendamento dei democratici, invece, propone che la percentuale sia compresa tra il 25 e il 35%. I grillini chiedono anche che sia l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a controllare "in modo autonomo e diretto la rete telematica a cui sono collegati gli apparecchi da gioco dei concessionari pubblici". Il Pd, infine, propone di applicare quanto previsto dall’articolo 14 anche "ai giudizi per i quali, alla data di entrata in vigore del presente decreto, pende giudizio di revocazione innanzi alle competenti Sezioni Giurisdizionali d’appello. In questo caso il calcolo della somma per la definizione del giudizio è operato con riferimento al danno quantificato nella sentenza d’appello sottoposta a revocazione ed essa non può eccedere il 10 per cento del danno liquidato in sentenza". Inammissibile anche l'emendamento che prevedeva che "per evitare ulteriori consistenti danni erariali l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli controlla in modo autonomo e diretto la rete telematica a cui sono collegati gli apparecchi da gioco dei concessionari pubblici".

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