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New slot e Stabilità: una soluzione politica per uscire dall'impasse sui 500 milioni

  • Scritto da Alessio Crisantemi

Per uscire dalla situazione di stallo in cui si trova la filiera degli apparecchi da intrattenimento è necessaria una soluzione politica. E, probabilmente, un intervento legislativo. Lo sanno bene gli addetti ai lavori del comparto, che chiedono da tempo una norma ad hoc per definire, quanto meno, le modalità di redistribuzione dell'esborso di 500 milioni introdotto come una riduzione degli aggi. Ma ora, a quanto pare, inizia a rendersi conto della stessa necessità anche il governo, alle prese con i problemi della filiera da un lato, e con le richieste di Bruxelles di far quadrare i conti, prima possibile. Se il piano economico proposto dal governo Renzi non sembra aver convinto del tutto l'Europa, proprio per via della possibile carenza di coperture sulle misure previste dalla Legge di Stabilità, a ballare forse più di ogni altra previsione di ingresso sono proprio le cifre provenienti dai giochi. E, in particolare, quei 500 milioni di euro chiesti al settore degli apparecchi.

 

 

I CONTI IN VISTA DEL 30 APRILE - A una settimana dal termine fissato dall'Esecutivo per il versamento della prima tranche di 200 milioni di euro, quello che pare certo è che non si riuscirà a raggiungere la cifra richiesta: secondo alcune stime provenienti dai concessionari che gestiscono le reti degli apparecchi si potrebbe arrivare a un importo complessivo compreso tra il 40 e il 50 per cento dell'acconto richiesto. Nella migliore delle ipotesi, quindi, il governo potrebbe incassare soltanto 100 milioni. Rendendo così ancora meno probabile il completamento dell'opera e cioè il pagamento della seconda tranche di ulteriori 300 milioni previsto ad ottobre. Ma se il discorso delle coperture sui giochi si potrebbe tuttavia sistemare andando ad attuare la delega fiscale, il cui arrivo è previsto per il prossimo giugno, concedendo i tempi per intervenire sulla situazione prima della seconda scadenza, il mancato raggiungimento dell'obiettivo del 30 aprile rischierebbe di far vacillare gli equilibri contabili che tenta di mantenere il governo di fronte a Bruxelles. Così, se fino a qualche giorno fa si parlava di un tesoretto da 1,7 miliardi di euro da reinvestire chissà dove, oggi si inizia a paventare un mancato gettito complessivo per 1,8 miliardi.
Nonostante le varie e ripetute rassicurazioni dell'esecutivo sui conti italiani, ad oggi non è ancora arrivato il via libero definitivo sulla Legge di Stabilità e, in particolare, sui meccanismi di inversione contabile dell'Iva. E il rischio vero è quello di un aumento della benzina da far scattare il 30 giugno per poter assicurare all'Erario il gettito atteso di 1,716 miliardi.

LA POSSIBILE SOLUZIONE - Per queste ragioni il governo non può permettersi di bucare l'appuntamento con i 500 milioni delle slot. Sul punto starebbe lavorando il sottosegretario all'Economia delegato ai giochi, Pier Paolo Baretta, che dopo aver ricevuto le associazioni di categoria e incassato varie proposte e stime sulla distribuzione dei pagamenti o sulle possibili alternative, ha convocato al Ministero i tredici concessionari di rete per un incontro generale previsto per domani mattina. Nell'intento, probabilmente, di arrivare a una situazione sostenibile per governo ed industria.

IL NODO DEI CASINO' - Prima però il sottosegretario incontrerà i dirigenti del Ministero degli Interni e i rappresentanti dell'industria dei casinò in un incontro previsto nella giornata di oggi in cui si dovrebbe esaminare più in concreto l'ipotesi di aprire nuove case da gioco nella Penisola. Una delle possibili soluzioni per fare cassa in modo diverso dalle attività di gioco, ma anche questa si sta rivelando una partita piuttosto difficile da giocare, e non solo da vincere.

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