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Stabilità, Baretta: 'Tassa 500 milioni non in discussione, serve snellimento filiera'

  • Scritto da Sara

Il sottosegretario con delega ai giochi, Pier Paolo Baretta, commenta le prossime disposizioni sul gioco contenute nella Stabilità 2016.

 

“La manovra è fatta di tre parti: aumento della tassazione, regolarizzazione dei punti scommesse irregolari e riduzione del numero dei punti in occasione del rinnovo delle gare”. È quanto emerge dall'intervista rilasciata a Gioconews.it dal sottosegretario all’economia con delega ai giochi, Pier Paolo Baretta, commentando la legge di Stabilità 2016 che sta per approdare sui banchi del Parlamento, con varie misure sul gioco. Ma quello che sembra il vero obiettivo, oltre a quello solito di fare cassa, è il restringimento della filiera.

L'aumento del Preu del 2% per le slot machine e dello 0,5% per le Vlt di cui si legge nella prima stesura diventerà quindi legge?

“Dobbiamo aspettare che il testo definitivo venga pubblicato, prima di parlare di percentuali, anche se la linea è questa. Comunque non toccheremo il pay out”.

La tassa sui 500 milioni di euro, con un aumento del Preu sugli apparecchi da gioco, resterebbe comunque o è lecito pensare a una compensazione?

“La tassa sui 500 milioni è legge dello Stato, quindi è prevista anche per il prossimo anno e per gli altri stabiliti dalla precedente manovra”.

Per quanto riguarda il bando scommesse cosa può dirci?

“Confermo che ci saranno 15mila punti gioco”.

La tassazione sul margine, almeno nelle bozze circolate, non è prevista nella legge di Stabilità. Come mai questo dietro-front?

“Abbiamo pensato qui ad altre misure, mentre la tassazione sul margine resta correlata a una riforma complessiva del settore dei giochi, così come la delega fiscale ci chiede di fare. La Stabilità, lo voglio ricordare, riguarda solo la fiscalità del settore”.

La riforma del gioco sarà legata a un’azione di tipo parlamentare o di Governo?

“Stiamo valutando il da farsi, di certo il dibattito in Parlamento è molto attivo e lo stiamo seguendo per capire se poterci agganciare ad esso”.

Tenendo conto degli oneri sempre più stringenti per gli operatori - a detta di questi anche al limite della sostenibilità - c'è da chiedersi se nel futuro dell’economia italiana ci sia ancora posto per il settore del gioco pubblico. Lei cosa dice?

“Il fatto che si pensi di mantenere il settore del gioco come parte dell’economia italiana, non vuol dire che non si punti a ridimensionarlo. La razionalizzazione dell’offerta è una cosa che va assolutamente fatta. Sia nella riforma complessiva del comparto che nella Stabilità, dove è prevalsa la linea di una riduzione del settore. Centrale, a mio avviso, sarà anche l’innovazione tecnologica. Ad esempio collegare le macchine al totalizzatore centrale è importante, come lo è il fatto che ci sia un nuovo equilibrio all’interno della filiera. Lo spazio per il gioco pubblico c’è, ma occorre un cambiamento, rendendo anche più snella la filiera. Anche la vicenda dei 500 milioni ha messo in luce questa necessità”.
Vuol dire che ci saranno delle figure, come i gestori, che potrebbero scomparire?
“No. I gestori non andranno a scomparire, ma si può pensare a una contrazione della filiera. Di certo qualcosa deve cambiare”.
Per quanto riguarda l’ippica, che riforma pensate di attuare?
“Nel testo che si andrà a predisporre stiamo ragionando sullo strumento della Lega ippica”.
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