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Stabilità e giochi, emendamento del governo sopprime tassa da 500 milioni

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il governo ha presentato il suo emendamento sui giochi alla legge di Stabilità 2016: sale il Preu sulle slot, si abbassa il payout, eliminata tassa da 500 milioni.

Un emendamento che ridisegna le disposizioni 'originarie' sui giochi uscite da Palazzo Chigi e che erano rimaste inalterate al Senato, in attesa, appunto di intervenire alla Camera dei Deputati. Lungamente attesi, il governo e i relatori della legge di Stabilità 2016 in commissione Bilancio della Camera hanno presentato i loro emendamenti, anche se al momento solo l'esecutivo si è occupato direttamente di gioco.

 

RIVOLUZIONE SU SLOT E VLT – Le proposte del governo, che Gioconews.it ha potuto visionare e che confermano in larga parte le prime anticipazioni del quotidiano, mirano a portare al 17,5 percento il Preu per le slot (anziché al 15 percento fissaro nella prima stesura della norma, mentre attualmente è del 13 percento), e fissa il payout in misura non inferiore al 70 percento (rispetto al 74 percento attuale). Non è stata invece toccata la disposizione sulle Vlt, il cui Preu passerà, secondo quanto prevede la legge in esame, dal 5 percento attuale al 5,5 percento. L’emendamento prevede inoltre la soppressione del comma contenuto nell’articolo 1 dellla legge di Stabilità 2015 e che istituiva la tassa da 500 milioni di euro per gli operatori del settore slot e Vlt.

A tale proposito, la relazione tecnica evidenzia che l’aumento di 2 punti del Preu sulle Awp, in relazione alla raccolta del 2015, dà un maggior gettito pari a 516 milioni di euro, superiore di 16 milioni rispetto a quello ipotizzato della relazione tecnica del Ddl. La stima complessivo del maggior gettito derivante della tre disposizioni (aumento Preu, riduzione payout e abolizione tassa da 500 milioni) è di 171 milioni di euro nel 2016, 2017 e 2018.
BLOCCO DEI NULLA OSTA - A partire dal 1° gennaio 2016, inoltre, “è precluso il rilascio di nulla osta per gli apparecchi” comma 6a “che non siano sostitutivi di nulla osta di apparecchi in esercizio”.
GIRO DI VITE SU 'TOTEM' - Si rafforzano inoltre le misure contro chi offre giochi promozionali “per il tramite di qualunque tipologia di apparecchi situati in esercizi pubblici idonei a consentire la connessione telematica al web”. Infatti "il titolare della piattaforma dei giochi promozionali è punito con la sanzione amministrativa da euro 50mila a euro 100mila".
 
CONCERTAZIONE ENTI LOCALI -  L’emendamento mira anche a regolamentare l’offerta sul territorio attraverso un percorso condiviso e allo scopo stabilisce che “entro il 30 aprile 2016, in Conferenza Unificata Stato, Regioni ed enti locali, sono definite le caratteristiche dei punti vendita ove si raccoglie gioco pubblico, nonché i criteri per la loro distribuzione e concentrazione territoriale, al fine di garantire i migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute, dell’ordine pubblico, della pubblica fede dei giocatori e dei soggetti economici”. Le intese raggiunte “sono recepite con decreto del Mef, sentite le commissioni parlamentari competenti”.
LIMITI A PUBBLICITA' - Fissate le norme anche per la pubblicità del gioco, che “è effettuata (fermo restando quanto previsto dalla legge Balduzzi Ndr) tenendo conto dei principi previsti dalla Raccomandazione della Commissione Europea 2014/478/Ue del 14 luglio 2014”. Con decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze da adottarsi, di concerto con il Ministro della Salute, sentita l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuati i criteri per l'attuazione della citata Raccomandazione. In ogni caso, è vietata la pubblicità che presenti numerose caratteristiche, come incoraggiare il gioco eccessivo o incontrollato; negare che il gioco possa comportare dei rischi; presentare o suggerire che il gioco sia un modo per risolvere problemi finanziari o personali”. È altresì vietata “la pubblicità di giochi con vincita in denaro nelle trasmissioni radiofoniche e televisive generaliste - nel rispetto dei principi sanciti in sede europea - dalle ore 7 alle ore 22 di ogni  giorno. Sono esclusi dal divieto (…) i media specializzati con decreto del Mef di concerto con il Ministrero dello sviluppo economico, nonché le lotterie nazionali a estrazione differita”. Sono altresì escluse le forme di comunicazione indiretta “derivanti dalle sponsorizzazioni nei settori della cultura, dell’istruzioni e della ricerca, dello sport, nonché nei settori della sanità e dell’assistenza”.
 
OMOLOGHE VLT AGLI ENTI - Si parla anche di certificazione dei sistemi del gioco delle Vlt, prevedendo che “l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli stipula convenzioni per l’effettuazione delle verifiche di conformità dei sistemi di gioco e dei giochi offerti e affida al partner tecnologico la verifica di parte dei sistemi e/o giochi già sottoposti a verifica di conformità in attuazione delle convenzioni stesse”.
LE SLOT DA REMOTO - Un’altra norma dell’emendamento governativo mira a disciplinare, con decreto del Mef, “il processo di evoluzione tecnologica” delle slot. “I (loro) nulla osta (…) non possono più essere rilasciati dopo il 31 dicembre 2017 e tali apparecchi devono essere dismessi entro il 31 dicembre 2019. A partire dal 1° gennaio 2017 possono essere rilasciati solo nulla osta per apparecchi che consentono il gioco pubblico da ambiente remoto, prevedendo la riduzione proporzionale, in misura non inferiore al 30 percento, del numero dei nulla osta di esercizio relativi ad apparecchi attivi alla data del 31 luglio 2015, riferibili a ciascun concessionari. Le modalità di tale riduzione, anche tenuto conto della diffusione territoriale degli apparecchi, il costo dei nuovi nulla osta e la modalità, anche rateali, del relativo pagamento, sono definite con il citato Dm”.
 
TASSAZIONE SUL MARGINE - Per ciò che riguarda la tassazione del gioco online, dal 2016 l’imposta unica è fissata “nella misura del 20 percento  delle somme che (non risultano restituite al giocatore”. Quanto invece alla tassazione delle scommesse a quota fissa, dal 1° gennaio 2017 “si applica sulla differenza tra le somme giocate e le vincite corrisposte, in misura del 18 percento se la raccolta avviene su rete fisica, e del 22 percento se la raccolta avviene a distanza”. Per il bingo online dal 1° gennaio 2017 l’imposta unica è del 20 percento delle somme non restituite al giocatore. Gli effetti finanziari attesi da questa nuova tassazione è di 15 milioni di euro annui dal 2016 al 2018, che si aggiungono ai 171 previsti con le misure su slot e Vlt, per un totale di 186 milioni. Questa somma sarà destinata alle esigenze relative all'assistenza all'autonomia e la comunicazione degli alunni con handicap (50 milioni), all'incremento del livello del finanziamento del servizio sanitario (50 milioni) e all'incremento del Fispe per i restanti 86 milioni.
 
I LAVORI DELLA CAMERA - I lavori della commissione proseguono anche oggi, 11 dicembre, e nella seduta di stasera è prevista la presenza dle ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.
 
 
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