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Albenga riduce orari slot, Di Lieto: 'Comune non può vietare gioco lecito'

  • Scritto da Redazione

Su proposta del consigliere Francesco Di Lieto (M5s) il Comune di Albenga emana delibera sul gioco che taglia orari di accensione slot.

 


Slot accese solo dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 22. Lo ha deciso il consiglio comunale di Albenga, in provincia di Savona, che a maggioranza ha approvato la proposta del consigliere del Movimento Cinque stelle Francesco di Lieto, nonostante l'opposizione di parte della minoranza.


"Una delibera come questa non risolve certo il problema della ludopatia, ma rappresenta un messaggio di sensibilizzazione forte e chiaro alla cittadinanza. La decisione è stata assunta di concerto con i rappresentanti di categoria. Sono contento della sua approvazione, ma allo stesso tempo sono rimasto stupito perché non mi aspettavo il voto contrario di Forza Italia e Lega Nord”, sottolinea il sindaco Giorgio Cangiano.

L'opposizione della minoranza ha destato sorpresa fra gli altri consiglieri, fra cui Emanuela, Guerra segretario e capogruppo Pd in consiglio comunale: “Siamo davvero esterrefatti, una decisione, quella del centrodestra quantomeno bizzarra. La delibera non sarà la panacea di tutti i mali, ma è comunque un primo passo per sensibilizzare i cittadini verso un problema che ha raggiunto livelli davvero preoccupanti. In ogni caso, visto che per Forza Italia e Lega approvare una diminuzione degli orari è troppo poco, mi aspetto che quando proporremo la modifica al regolamento, questo sia votato senza alcuna esitazione".


Il più soddisfatto è, ovviamente, il proponente Di Lieto: “Siamo consapevoli che si tratti di un primo, piccolo passo per tentare di limitare il sempre più dannoso è dilagante fenomeno della ludopatia ma approvare un atto di questa valenza etica e sociale era dovuto nei riguardi di tutti coloro che, anche sul nostro territorio, hanno vissuto e vivono questo dramma”, sottolinea il consigliere. “Chi critica tale risultato, auspicando il ‘divieto totale del gioco d’azzardo’ sa bene (e finge in modo ipocrita di non sapere) che il Comune non può emettere atti contrari alla legge nazionale (fino a prova contraria, il gioco d’azzardo è legalizzato e normato) e sa altrettanto bene che il sindaco non è un satrapo, che decide dittatorialmente circa orari delle attività commerciali, ma che deve ricevere indirizzi al riguardo, da parte del Consiglio Comunale, come prescritto dal Tuel, testo unico degli enti locali, onde evitare ricorsi al Tar".
 
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