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Nicola Caputo: 'Ue, più protagonismo su gioco e scommesse'

  • Scritto da Sara Michelucci

L'europarlamentare Nicola Caputo (S&D) auspica un ruolo più centrale dell'Europa sul settore e maggiore attenzione sull'online.

 

La riforma del gioco pubblico italiano ha una eco anche in Europa. Nicola Caputo, eurodeputato nelle fila del gruppo di area progressista dei Socialisti e Democratici ritiene infatti , come si legge nell'intervista pubblicata sul numero di dicembre della rivista Gioco News, che “il settore, allo stato attuale, necessiti di una maggiore regolamentazione affinché ci siano più controlli e una distribuzione meno invasiva del gioco sul territorio. Le proposte avanzate dal Governo vanno nella giusta direzione, perché mirano a limitare le slot machine in circolazione, a sanzionare l’impiego dei totem e a limitare gli spazi pubblicitari sulle Tv generaliste. Io sarei anche più rigoroso, perché a mio avviso le slot machine andrebbero eliminate completamente per la forte dipendenza che creano. Per lo stesso motivo, sarei favorevole anche all’introduzione di una regolamentazione delle lotterie istantanee per le quali al momento non esiste alcun tipo di limite”.

A livello europeo ci sarebbe bisogno di una normativa unitaria sul gioco?
“Sarebbe opportuna, visto che il mondo non si ferma ai confini nazionali. Occorre giungere ad un quadro normativo unitario (in particolare per il gioco d’azzardo online) per conformare i regimi normativi nazionali al diritto dell’Ue, potenziare la cooperazione amministrativa e l’applicazione effettiva della legge, prevenire il riciclaggio di denaro ed impedire il fenomeno delle partite truccate. Ma occorre anche che l’Europa sostenga gli stati membri nella promozione di campagne educative sul gioco, sui pericoli dell’azzardo e sulla ludopatia (gioco d'azzardo patologico, Ndr), che è una pericolosa patologia in rapida crescita tra i giovani e rappresenta sempre più un problema di salute pubblica. Proprio all’inizio del mio mandato parlamentare ho promosso una dichiarazione scritta, co-firmata da moltissimi miei colleghi, per spronare la Commissione e il Consiglio a sostenere gli stati nella promozione di campagne sui pericoli del gioco d’azzardo e sui temi del rafforzamento del contrasto al gioco illegale”.
Per quanto riguarda la tutela dei consumatori, cosa sarebbe opportuno fare sia sul gioco fisico che su quello online?
“Sono necessarie serie campagne d’informazione, da condurre anche nelle scuole e opportune restrizioni degli spazi pubblicitari concessi al gioco. Per quanto concerne il gioco online, inoltre, essendo privo di limiti di orari e di somme massime obbligatorie, risulta essere un richiamo irresistibile per chi ha una certa dipendenza. Urge una regolamentazione adeguata ed esaustiva, al fine di ridimensionare il gioco online e cercare di equipararlo al gioco fisico in termini di orari, limiti e sicurezza”.
Pensa sia necessaria una regolamentazione unitaria sul territorio italiano, alla luce delle numerose leggi locali?
“Assolutamente sì. I problemi che riguardano il gioco non sono di tipo locale, ma un fenomeno sociale di proporzioni ben più ampie. Uniformare la legislazione nazionale vuol dire non lasciare spazi alla libera interpretazione degli enti locali”.
A suo avviso una riduzione troppo eccessiva del gioco pubblico potrebbe far rinascere l'illegalità?
“Chi è ammalato di ludopatia, troverà sempre nell’illegalità una strada alternativa ai limiti imposti dal gioco legalizzato. Tuttavia ritengo che maggiori barriere legali, accompagnate da opportune e capillari campagne educative, siano il giusto mix per riuscire a creare nei confronti del gioco un approccio equilibrato da parte dei consumatori”.
Per quanto riguarda le scommesse illegali, l'Europa punta su diverse strategie contro il match fixing, cosa ne pensa?
“Apprezzo molto il fatto che dei fondi europei siano stati assegnati a partenariati pubblico-privati per la realizzazione di progetti volti a individuare i fattori di rischio per le partite truccate e lo sviluppo di strumenti per la loro gestione. Ma ritengo che l’Unione europea debba avere un ruolo maggiore nella lotta contro le partite truccate. Abbiamo due organizzazioni in Europa che si occupano di cooperazione transfrontaliera di accertamento e perseguimento di reati gravi: Europol ed Eurojust. La Commissione deve invitare queste agenzie a cooperare più strettamente con il movimento sportivo e dare maggiore attenzione alle partite truccate”.
La normativa sull'antiriciclaggio è uno strumento adeguato anche contro comportamenti illeciti nel gioco?
“È sicuramente uno strumento utile. Il gioco d’azzardo online, ad esempio, si svolge in un contesto non basato sui contanti e, data la dipendenza da terzi fornitori di servizi finanziari, l’attuale direttiva sul riciclaggio punta anche ad impedire che le attività concernenti le scommesse sportive online siano sfruttate da interessi criminali a fini di riciclaggio di denaro.
Gli strumenti delle distanze e dei limiti orari per le sale giochi bastano per prevenire il gioco patologico o serve fare di più? Non si rischia di creare una ghettizzazione del gioco?
Certamente non bastano. Occorrono adeguate misure di accompagnamento come opportune campagne educative, perché il gioco conservi la sua dimensione di puro divertimento o svago e non danneggi la vita delle persone. Nessuna ghettizzazione: solo dare alle cose la giusta dimensione che devono avere”.

 

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