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Liguria, Toti: 'Legge Gap, proroga approvata entro il 1° aprile'

  • Scritto da Fm

Dopo un acceso dibattito, il Consiglio della Liguria rinvia voto sulla proroga alla legge sul Gap, Giovanni Toti conferma gli impegni presi.

"Non stiamo facendo né chiedendo al Consiglio di approvare una normativa nazionale ma un anno di proroga, forse meno, per una legge le cui finalità sono condivise ma il cui è articolato è stato fatto in modo sbagliato, tale da non consentire un'applicazione che porti al risultato voluto da tutti. Quella legge va ritoccata, ma il dibattito in Consiglio mi conferma che oggi un altro percorso con questi tempi non sarebbe stato possibile farlo, né nelle commissioni nè in aula. Mi assumo le responsabilità in pieno: la proroga ci sarà entro questa settimana, ci sono troppi interessi in ballo, troppi licenziamenti gia in essere, troppi esercenti pronti a  chiudere e imprese che hanno bisogno di certezze. Dobbiamo assicurare oggi che questa legge il 1 maggio non entri in vigore. E' vero, si poteva fare qualcosa in questi 5 anni, mettere in campo incentivi, andare incontro a quel mondo che cerca di riqualificare la propria offerta. Serve un dibattito più costruttivo, da domani mattina cominciamo a ragionare per fare un percorso sul Gap che deve essere affrontato, con decisioni equilibrate senza penalizzare i piccoli rispetto ai grandi. Si proseguirà con le sedute di Consiglio per approvare questa norma entro sabato, perché chi lavora ha il 

diritto di sapere qual è il futuro delle proprie imprese subito. Un anno è abbastanza per fare quello che serve".

 

Sono le parole del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, a sancire la fine della seduta del Consiglio del 29 marzo, che ha visto al centro la discussione sul disegno di legge urbanistico sull'eliminazione del comitato tecnico regionale per il territorio, con un emendamento della Giunta contenente la proroga della legge sul gioco che ha sollevato un acceso dibattito in aula fra i rappresentanti delle varie forze  politiche.

Dopo le dichiarazioni dei relatori Luigi De Vincenzi (Pd) e di Andrea Melis (M5s) il dibattito è entrato nel vivo con le posizioni espresse dai consiglieri.

GARIBALDI (PD) - A manifestare una "fortissima contrarietà" è Luca Garibaldi (Pd) "Abbiamo cercato di far ragionare la maggioranza su possibili modifiche del testo in discussione, che non hanno nulla a che vedere con l'emendamento della Giunta sul gioco. Che interviene su una materia discussa dal Consiglio sempre al di fuori dalle sedi istituzionali: abbiamo avuto più volte delegazioni che ci hanno chiesto di essere audite, per significare una preoccupazione che c'è su un tema così delicato. Abbiamo proposto insieme al centrodestra due ordini del giorno in materia, è stato chiesto l'avvio di commissioni ma non è mai stato fatto. Si è scelta la strada dello strappo, della contrapposizione: le leggi 'no slot' vanno applicate e con grande e profondo rigore, specie nei momenti in cui è più dufficile applicarle. Ora che i tempi sono più stretti o si tiene il punto e si dà una mano a chi è in difficoltà o si rinvia, il che significa ricominciare da zero. Hanno fatto bene le sale e gli operatori che hanno scelto per tempo di eliminare gli apparecchi dai propri esercizi, l'hanno fatto, hanno fatto scelta politica a sostegno di una legge. Gli altri hanno avuto il tempo per organizzarsi. Ovvio che tale legge richiede percorsi di accompagnamento di chi dismette le slot, ma lo strumento giusto non è la proroga. Una regione deve discutere questo argomento con responsabilità senza mettere in contrapposzione salute e lavoro, abbiamo bisogno di dare una mano agli operatori in questa fase transitoria di riconversione non ad allargare le maglie. Va fatto uno sforzo, fra un anno sarà uguale, perché la proroga se è politica non risolve nulla a meno che non vuol dire per sempre. Giunta si assuma la responsabilità di abrogarla allora. C'è tema reale: come applicare la legge, così si creerano danni a tutti, a chi ha sostenuto legge, a chi pensa che superando un anno di proroga potrà scamparla. Non c'è stata la volontà politica di affrontare la questione in modo trasparente, si dovrebbero mettere insieme a ragionare Regione e Comuni, aiutare gli esercizi commerciali ma non tenendo le slot. Non è accettabile che si affronti un tema di questo tipo con furberie di questo livello".
 
LUNARDON (PD) - Restando in casa Pd, Giovanni Lunardon parla di "forzatura che è ai limiti del regolamento, probabilmente contro. Il regolamento dice chiaramente che gli emendamenti devono essere proposti nell'ambito di argomenti inerenti al testo in discussione, poi riserva tuttavia al presidente la facoltà di ammetterne alcuni che non c'entrano niente, quindi il presidente Francesco Bruzzone si è assunto una grande responsabilità decidendo di essere espressione di una precisa parte politica non una garanzia dell'Aula. Non trovo un'argomentazione sostenibile per ammettere questo emendamento al voto ma neppure alla discussione. Tale emendamento umilia il Consiglio più volte, dopo la discussione fatta in commissione Urbanistica sul tema oggetto del disegno di legge: oggi siamo di fronte a un testo stravolto, che ha reso vano il lavoro fatto, decidendo di venir meno alla parola data nella commisione dei capigruppo con un confronto con i rappresentanti degli esercenti e dei commercianti. Si era deciso di fare un altro percorso, di provare a lavorare insieme, su proposta dell'assessore Edoardo Rixi, per trovare una soluzione condivisa da tutte le forze poltiiche e tutti i fronti interessati, comprese le associazioni 'no slot'. C'era stato garantito che l'amministrazione avrebbe proposto un tavolo con tutti: noi avremmo potuto ragionare su una soluzione, un passo avanti per tutti, trovando una sintesi fra le ragioni della salute e quelle dei lavoratori del gioco, entro il 2 maggio. La proroga non è una scelta di campo ma di campagna elettorale per Genova, ma fra un anno saremo punto a capo".
 
PASTORINO (RS) - Per Giovanni Pastorino (Rete a sinistra) "si doveva intervenire prima, insieme agli enti locali e al Consiglio nella sua legittimità. Questo provvedimento è una sconfitta per tutti, un anno di deroga risolve il problema immediato fino a domani, ma una norma di legge di questo tipo non potrà essere prolungata a lungo. O la maggioranza si prende la responsabilità di prorogarla sine die o di abrogarla, vista la difficoltà di avere una norma nazionale logica e coerente.
Mi auguro che l'assessore Rixi mantenga gli impegni presi, e che ci si ponga il problema di realizzare quella legge. Sono 365 giorni di ossigeno che non servono a niente se non vengono messe in campo iniziative vere: ad esempio andrebbe bene la deroga dell'applicazione delle sanzioni fino alla fine dell'anno, ma solo per trovare una composizione del tema con interventi a supporto degli esercizi commerciali".
 
BATTISTINI (GM) - Secondo Francesco Battistini (Gruppo Misto) "serviva dibattito in commissione, la proroga non è una soluzione, meglio una sospensione temporanea non repetibile delle sanzioni previste dalla legge per affrontare il tema, pur facendo rimanere fermi i principi della normativa". 
 
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