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Regione Liguria: approvata la moratoria di un anno sul gioco

  • Scritto da Sara

In Regione Liguria approvato l'emendamento al Ddl Urbanistico che prevede la moratoria di un anno della scadenza delle licenze sul gioco.

Approvata in Consiglio regionale della Liguria la moratoria di un anno dell'applicazione della norma sul settore del gioco.

Al centro il disegno di legge "Soppressione del Comitato Tecnico Regionale per il Territorio e disposizioni normative di adeguamento" dove è stato introdotto un emendamento della Giunta contenente la proroga della legge sul gioco che ha sollevato un acceso dibattito in aula fra i rappresentanti delle varie forze  politiche. Sia l'emendamento che l'articolo 3 così come modificato sono stati approvati dal Consiglio regionale con 16 voti su 30. 

IL DIBATTITO - Fabio Tosi del M5S sottolinea: "Chiediamo in un emendamento che entro aprile 2017 venga avviato il tavolo di lavoro sul gioco. Cinque anni di silenzio assoluto sono gravissimi, soprattutto chiedendo poi una moratoria di un anno nell'applicazione della norma".

Claudio Muzio di Forza Italia afferma: "Ci troviamo di fronte a un tema molto complicato attorno al quale c'è molta ipocrisia. La legge adottata dalla Regione Liguria ha in sé la necessità di contenere lo sviluppo delle sale giochi che all'epoca era molto forte. I cinque anni passati hanno messo in evidenza il fatto di dover affrontare alcune questioni che ci hanno posto diversi soggetti, come l'occupazione. Non credo che il gioco vada affrontato in maniera proibizionistica. Il tema della criminalità non deve essere affrontato dalla Regione, ma dal Governo. La Regione deve affrontare l'effetto sociale della ludopatia. Ma va considerato anche l'effetto sociale della disoccupazione. Tema che va affrontato in maniera decisa. Noi proponiamo una proroga di quella legge e non la sua abrogazione, per capire come calibrare i dettami della legge sulla base di una serie di fenomeni che si sono verificati. Soprattutto, va considerato anche il gioco online che pervade il nostro paese e questa è una ipocrisia, soprattutto perché lo Stato sul gioco trae una parte rilevante delle sue entrate e poi ci sono emendamenti, come quello del 2016 del Pd che, addirittura, chiede di tassare il gioco per finanziare la Buona scuola. Ci sono invece strumenti che permettono di impedire ai minori alle slot mettendo ad esempio una tessera. Propongono quindi di prorogare la legge sul gioco di un anno e di fare un tavolo di confronto con gli operatori".
La consigliera Raffaella Paita (Pd) aggiunge: "Serve una lettura seria e analitica dei fatti, con la presa di responsabilità da parte di tutti sui ritardi accumulati. Il territorio ligure sta male e peggio rispetto a due anni fa e quindi bisognava fare investimenti e strumenti politici adeguati.
Se non saremo in grado di fare questo, inevitabilmente ci ricadranno addosso le conseguenze. Tuttavia penso che dovremmo cercare di dire le cose come stanno, costituendo quel famoso tavolo di lavoro che si era detto, aiutando quelle attività che comunque prima o poi andranno dismesse. Invece in questi due anni non si è fatto niente. Non siamo d'accordo con la moratoria, perchè questa legge dice cose giuste e non so se può bastare la tesserina per impedire ai minori di giocare o di verificare se uno è malato di gioco". 
Il vicepresidente Sergio 'Pippo' Rossetti (Pd) afferma: "Con la proroga diamo un colpo alla legge che era stata ampiamente condivisa. Si doveva aprire subito un tavolo di crisi e dare i numeri sull'occupazione per capire come agire. Inoltre sarebbe stato consono arrivare a una intesa in Conferenza Unificata, per non arrivare oggi in zona Cesarini. Noi dobbiamo evitare che ci sia una diffusione del gioco che consenta un educazione al gioco. Pensiamo che lo Stato debba ridurre gli introiti che ha dal gioco, assumendo anche misure per le aziende che andranno in crisi. Ma ci sono anche operatori che già hanno tolto le slot machine, perchè sapevano che c'era questa scadenza. Il clima è diventato anche politicamente rovente. Per questo non possiamo essere d'accordo alla moratoria, perchè si crea solo un alibi".
Per il consigliere Marco De Ferrari (M5S) "con questa moratoria Toti e Rixi faranno della Liguria una regione in controtendenza sul gioco, dando ampio spazio all'azzardo. In Luguria sono stimati 25mila ludopatici. Si sta proponendo una deroga a una piaga sociale e quindi proporremo soluzioni alternative".   
Angelo Vaccarezza di Forza Italia crede che quello sul gioco "sia un provvedimento di chiaro stampo demagogico. E' una norma che non centra l'obiettivo, che non risolve la ludopatia, ma mette su ulteriori problemi. Noi chiediamo di avere più tempo per realizzare una nuova legge che tuteli sia i malati di gioco che le aziende legali che operano nel settore. Il gioco esiste e la lotta all'illegalità è primaria".  
Laura 'Lilli' Lauro per la Lista Giovanni Toti Liguria aggiunge: "Vogliamo far partire subito quei tavoli che l'opposizione ostacola. Possiamo essere la regione volano per quel rapporto di giustizia tra lavoro e salute. Chiedono in Commissione di operare presto e bene. Dobbiamo volere il bene di tutti i cittadini, ma a 360 gradi".
Alessandro Piana della Lega Nord sottolinea: "Il gioco pubblico deve continuare a svolgere il proprio baluardo di tutela della legalità e ci deve essere una forte lotta al gioco illecito. Dai dati forniti dalle varie associazioni, fino al 2003 esistevano circa 800mila videopoker sconosciuti al fisco che hanno provocato enormi danni erariali, da allora venne costituito il circuito lecito e oggi abbiamo 2500 autorizzazioni. Unità attorno a cui ruota un universo imprenditoriale e occupazionale importante. E' quindi necessario un confronto e sedersi a un tavolo per cercare di trovare soluzioni a un problema grave come il gioco patologico".
Per Giovanni Barbagallo del Pd "le slot colpiscono le fasce più deboli, che cercano un effimero soddisfacimento che non troveranno mai. Ecco perchè dobbiamo affrontare questo problema. Siamo quindi favorevoli alla costituzione di un tavolo in cui si affronti il fenome".
Alice Salvatore del M5S afferma: "C'è una strumentalizzazione della figura degli operatori e dei gestori delle slot. Il problema dell'occupazione va certamente affrontato, ma non così. Bisogna incentivare e aiutare le aziende a dedicarsi ad altri mercati, garantendo questo attraverso degli incentivi e lo stesso tipo di introiti che oggi c'è con le slot machine". 
Il relatore Andrea Melis del M5S dichiara: "C'è stata una assenza della politica tutta con l'Osservatorio sul gioco che nasce solo nel 2016 e ad oggi non abbiamo ancora le risultanze. La giunra regionale è stata sollecitata sul tema nell'ottobre 2015, ma non ha dato risposte. Certo, come tutte le leggi penso siano perfettibili, dato che è carente degli strumenti economici per quelle aziende che dovevano disfarsi delle slot, come lo è nel rapporto con i comuni".
Inoltre "Il MoVimento 5 Stelle ha presentato due emendamenti, riuscendo a farsi approvare l'avvio, entro aprile, di un tavolo di lavoro sull'azzardo, in grado di affrontare in modo serio e definitivo questa piaga sociale del nostro tempo. Sulla moratoria, invece, Toti ha tirato dritto sulla propria strada, senza ascoltare niente e nessuno, dimostrando un opportunismo politico inaccettabile su temi così seri e preoccupanti.
Se davvero esiste la volontà di risolvere la piaga sociale e sanitaria dell'azzardo, nel rispetto dei lavoratori, bisogna ripensare l'intero modello economico di cui il gioco si alimenta, con le conseguenze drammatiche che sono sotto gli occhi di tutti. Non servono proroghe placebo, bisogna ragionare su un orizzonte di medio e lungo periodo e liberare le risorse economiche incastrate nel circolo vizioso delle macchinette. Bisogna avere il coraggio di recuperare queste risorse e riversarle sull'economia reale, sui beni di prima necessità, sulle vere esigenze dei cittadini. Dirottiamo il modello di spesa delle persone sull'economia reale e avremo riequilibrato anche l'aspetto occupazionale. Con l'azzardo non si scherza".
L'assessore allo Sviluppo Economico e Imprenditoria, Edoardo Rixi, risponde: "La proroga è dei termini delle vecchie licenze gioco attive prima del 2012. Questo va chiarito. Le tasse sul commercio Regione Liguria non ne ha e non guadagna nulla dal gioco. La legge 17 aveva e ha dei problemi oggettivi. Non riguarda solo le slot, ma tutti i giochi e da qui nascono i problemi di applicazione. Occorre una struttura normativa che permette di fare una riduzione del gioco".
Il presidente Giovanni Toti sottolinea: "Stiamo ragionando su una legge che interviene su numerosi esercizi commerciali e quindi bisogna intervenire per evitare danni economici importanti per il nostro tessuto commerciale. Siamo stati costretti a convocare di sabato la seduta. Vogliamo evitare di tenere la Liguria in una posizione di incertezza e il primo maggio è vicino".  
ULTIMA ORA - Il testo che contiene la proroga di un anno della scadenza delle licenze sul gioco è stato votato all'unanimità con 27 voti.
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