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Baldassarre: 'Gioco, non demandare regole agli enti locali'

  • Scritto da Ac

L'onorevole Marco Baldassarre apre i lavori del convegno "Gioco legale in Italia: dialogo tra imprese, parti sociali e regolatore".

 

Roma - "Troppo spesso le scelte fatte dalla politica sono guidate dalla ricerca del consenso elettorale, che portano ad intraprendere decisioni apparentemente utili, ma che poi rivelano risvolti dannosi per determinati comparti e questo non può più accadere".

Sono le parole con cui l'onorevole Marco Baldassarre apre i lavori del convegno "Gioco legale in Italia: dialogo tra imprese, parti sociali e regolatore" ospitato oggi, 15 novembre, dalla Camera dei Deputati, scegliendo di partire dall'autocritica. Ma evidenziando, al tempo stesso, le criticità che caratterizzano il mondo del gioco e che hanno portato all'esplosione di un caso politico e mediatico come quello che riguarda oggi questo settore.

 

"È evidente che c'è una massiccia ed eccessiva diffusione del gioco a livello nazionale e che ci sono ricadute in termini sociali, ma proprio per via della complessità della materia non possiamo consentire che la disciplina del comparto venga demandata agli enti locali perché questo, a mio avviso, genera soltanto una sovrapposizione di norme che rende solo più difficile agire e che non consente più di fare impresa agli operatori".
 
 
Baldassarre mette in risalto anche le anomalie che caratterizzano il dibattito sul gioco pubblico e le ipocrisie di fondo, in una società che si accanisce sul gioco "dimenticando completamente altri settori ad alto rischio, come l'alcol o i tabacchi". Nel trattare il tema del gioco - aggiunge - bisogna "tenere conto dei rischi di ricadute nell'illegalità che si ravvisano dietro ad azioni proibizioniste o discipline groppo restrittive".
 
"Le regole sancite dalla Conferenza Unificata devono essere applicate in maniera chiara, concreta e omogenea sul territorio", afferma Baldassarre, criticando, nello specifico, anche alcune misure adottate da molti enti locali. Su tutte il cosiddetto "distanziometro" che rischia di far sparire completamente l'offerta legale sul territorio. "La situazione è grave e gli sviluppi ulteriori la renderanno ancora più seria, col sopraggiungere anche di una serie di contenziosi che scaturiranno inevitabilmente dall'attuazione di quelle leggi regionali - in primis quella del Piemonte - che stanno per deliberare l'uscita di scena del gioco legale. L'obiettivo del dibattito di oggi è quello di avviare un percorso e non solo di parlarne oggi di queste tematiche, ma di gettare le basi per una discussione seria e continuativa su questo mondo".
 
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