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De Biasi: 'Manca cultura del gioco, riordino riguardi tutti'

Alla presentazione del libro 'Il senso del gioco', la senatrice De Biasi auspica che il riordino comprenda tutti i tipi di gioco e coinvolga politica, industria e sociale.

Milano - “Quando parliamo di gioco d’azzardo dobbiamo prima di tutto sgomberare il campo dai vari luoghi comuni che da sempre condizionano la trattazione della materia e bisogna soprattutto utilizzare le giuste parole e definizioni. Oltre al fatto che dobbiamo smetterla di parlare di ‘ludopatia’ parlando invece di gioco d’azzardo patologico, è opportuno che si chiarisca effettivamente il fenomeno di cui parliamo: deve essere chiaro a tutti che esiste una dimensione patologica del gioco come deve essere altrettanto chiaro che il gioco non è soltanto patologico ma ha anche una dimensione sana e per fortuna prevalente. Come non ha senso continuare a parlare di proibizionismo, al giorno d’oggi, perché sappiamo a quali risultati porta. Ma bisogna anche rendersi conto che esiste un’industria del gioco e questo significa posti di lavoro, quindi persone e famiglie. E non si può certo ignorare questa dimensione industriale".

Lo sottolinea la senatrice Emilia Grazia De Biasi (Pd) nel suo intervento alla presentazione del libro "Il senso del gioco"  a cura del prof. Riccardo Zerbetto ed edito da Gn Media, oggi 22 febbraio a Milano, nella cornice della biblioteca comunale centrale di Palazzo Sormani.
 
 
"Fatte queste premesse, si può quindi affrontare il problema nel vivo, con un approccio corretto e scevro da pregiudizi, e quindi in maniera efficace. Mentre fino ad oggi questo non e stato possibile e a tutti i livelli. In parlamento, come tra le istituzioni o sui media. Penso per esempio che di gioco patologico si è parlato quasi esclusivamente a livello sociale e molto poco a livello sanitario e questo è sbagliato, perché serve un approccio completo e quindi dal punto di vista socio-sanitario", prosegue De Biasi.
 

"Quello che manca, comunque, è una cultura del gioco e manca soprattutto tra le istituzioni, che molto spesso non conoscono la materia è si trovano ad intervenire in modo approssimativo o frammentario. Per questo ben venga un’iniziativa editoriale come il libro del professor Zerbetto e sono assolutamente favorevole alla creazione di un tavolo di lavoro che però deve coinvolgere tutti: politica - compresi gli enti locali - ma anche l’industria e il terzo settore.
Dobbiamo portare avanti il lavoro di riordino soltanto parzialmente avviato nell’ultima legislatura fissando quelli che secondo me devono essere dei punti ben definiti: partendo dall’inclusione di tutti i giochi e non più guardando le sole slot, passando per la creazione di un tavolo di lavoro condiviso e inclusivo e stabilendo delle politiche di gioco responsabile. Poi ci sono anche delle altre opportunità da valutare come per esempio l’introduzione di un prelievo da destinare ad attività sociali o sanitarie - richiamando la famosa tassa di scopo che non si è mai voluta adottare in passato - o la definizione di una linea di intervento concordata con l’Unione Europea, visto che ormai parliamo di un fenomeno di portata internazionale. Si potrebbe inoltre e dovrebbe lavorare con le scuole per diffondere attività di prevenzione ma servirebbe soprattutto una legge quadro sul settore per chiarire il campo d’azione. Tutto questo, però, deve passare per la collaborazione tra le parti e in un clima di condivisione degli obiettivi”, conclude la senatrice.
 
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