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Elezioni 2018, vincitori e vinti: fuori Baretta, si conferma Lorenzin

  • Scritto da Fm

Ecco i risultati elettorali dei candidati che si sono occupati di gioco, fra gli "sconfitti illustri" c'è il sottosegretario con delega ai giochi Pier Paolo Baretta.


Sebbene al momento in cui scriviamo i risultati delle elezioni politiche 2018 non siano ancora definitivi è già possibile tracciare un quadro di massima per quanto riguarda le sorti dei candidati che a vario titolo si sono occupati di gioco. A questo proposito non possiamo che cominciare dalla sconfitta subita da Pier Paolo Baretta (Pd), sottosegretario all'Economia uscente che in virtù della sua delega ai giochi ha avviato il riordino del settore, con la riduzione degli apparecchi e l'accordo con gli enti locali. Accordo che a questo punto non si sa bene dove andrà a finire, visto che la passata legislatura si è conclusa senza i previsti decreti attuativi. Per la cronaca Baretta, candidato al Senato al collegio uninominale di Rovigo, si è piazzato al terzo posto con circa il 20 per cento dei voti, dietro a Roberta Toffanin, sostenuta dal centrodestra, e a Micaela D’Aquino del Movimento 5 stelle. In una lettera, Baretta ha sottolineato: "È prevalso un dato nazionale di protesta e di ribellione, di paura e di chiusura. Il presente con le preoccupazioni contingenti, legittime o eccessive, e il futuro ancora incerto, anche se migliore di ieri, hanno avuto la meglio sui buoni risultati raggiunti per rilanciare il Paese, in questi 5 anni difficili di governo, e sulla strada intrapresa e sulle sue opportunità. Il valore del territorio, dei suoi problemi e delle sue necessità; i programmi, i candidati, la loro fisionomia, esperienza, disponibilità personale non sono stati presi in considerazione, non hanno rappresentato valore aggiunto nelle scelte dell’elettorato". E aggiunge: "A maggior ragione sento, mai come ora, di fronte a questo risultato, così pesantemente negativo, il dovere di testimoniare e sostenere, con maggior nettezza di quanto abbiamo fatto finora, il valore profondo dei nostri ideali, delle nostre convinzioni economiche e sociali, civili e istituzionali, fondate sull’eguaglianza diffusa e la solidarietà condivisa; sulla parità tra tutte le persone e l’altruismo; su un’Europa più forte e migliore e su uno Stato più presente e federale, su un Veneto accogliente e sereno".

I VINTI - Restando fra le file del centrosinistra proseguiamo con gli "sconfitti illustri": la dem Emilia De Biasi, che nel collegio Milano 5 ha rimediato 10 punti di distacco dal leghista Igor Iezzi, e pochi giorni fa, aveva auspicato la creazione di un tavolo di lavoro condiviso fra politica - compresi gli enti locali - industria e terzo settore per la piena attuazione del riordono avviato da Baretta e la promozione di una cultura del gioco responsabile.
Non ce l'ha fatta neppure l'ex il ministro dell’Interno Marco Minniti (Pd) sconfitto a Pesaro nell’uninominale per la Camera e figura di primo piano per il contrasto delle infiltrazioni della criminalità organizzata nelle scommesse.
Stessa sorte per Stefano Vaccari (centrosinistra) nel collegio di Cento (Fe), coordinatore del comitato su gioco e criminalità della commissione Antimafia e in prima linea nel chiedere una "riduzione dell'offerta di gioco funzionale ad un adeguato sistema di controlli" e per il sottosegretario all’Interno, Gianpiero Bocci, superato da Riccardo Augusto Marchetti (centrodestra) nel collegio Umbria 2 per la Camera. Non ce la fa neppure il senatore dem Stefano Esposito, sconfitto da Roberta Ferrero (centrodestra) nel collegio di Torino-Collegno, che poche settimane fa ha contribuito a riaprire alla Regione Piemonte la discussione sulla legge regionale sul Gap chiedendo al presidente Sergio Chiamparino la convocazione di un tavolo per la tutela dei posti di lavoro del settore.
Fra i vinti poi ci sono la governatrice del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, candidata Pd  nel collegio della Camera di Trieste e e fra gli artefici dell'intesa sul gioco pubblico in sede di Conferenza unificata Stato-Regioni ed enti locali, Edoardo Fanucci (centrosinistra) nel collegio uninominale Toscana 6, firmatario di una proposta di legge per la tutela dei cavalli nelle corse ippiche.
 

I VINCITORI - Fra i vincitori di un seggio alla Camera invece possiamo annoverare Enrico Costa (centrodestra) eletto in Piemonte, ex ministro agli Affari regionali (ovvero, proprio il Dicastero che ospita la Conferenza unificata, "artefice" del riordino dei giochi proposto da Baretta), Luca Lotti (centrosinistra), che da ministro dello Sport si è speso per il contrasto al match fixing, e Beatrice Lorenzin, espressione dell'alleata Civica Popolare, che come ministro alla Salute ha varato diverse misure per il contrasto al Gap,  a cominciare dall'introduzione della patologia fra i nuovi Livelli essenziali di assistenza, eletta nel collegio uninominale di Modena. Ha superato il banco di prova il parlamentare pugliese Giuseppe L'Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura eletto nel listino proporzionale, firmatario nell'ultima legge di Stabilità di due emendamenti per il rilancio dell'ippica attraverso la modifica delle regole delle scommesse e dell'erogazione dei premi.
Per il Senato, all'uninominale Toscana, è stato eletto anche il segretario del Psi, Riccardo Nencini, che nella passata legislatura ha chiesto più volte di aumentare la tassazione sul gioco per creare nuovi posti di lavoro.
 
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