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Boccia (Confindustria): 'Governo dia risposte a 120mila addetti nell'industria del gioco'

  • Scritto da Ac

Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia richiama l'attenzione sui posti di lavoro a rischio nel settore del gioco.

“La nostra prima richiesta è senz’altro quella di essere ascoltati. Perché si possono condividere fini ed eventualmente anche soluzioni ma è impossibile farlo se non viene data neanche la minima possibilità di confronto. Credo che il governo debba dare risposta agli oltre 120mila dipendenti che operano nel comparto e deve risolvere un’evidente anomalia che pone quasi le persone contro le imprese. Perché il principio che sembra passare è che andiamo a far chiudere le imprese del gioco pensando di poter risolvere il comportamento patologico di alcuni giocatori. Questo, oltre a essere insensato, è pericoloso: anche agli occhi degli investitori, italiani ed esteri, che investono o vogliono investire nel nostro Paese".

Il numero uno della principale rappresentanza industriale del paese, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, intervenendo all’assemblea pubblica di Sistema Gioco Italia, traccia un bilancio della complessa situazione politica che vede il settore del gioco emarginato e messo in crisi dall’azione governativa.

“La misura della credibilità di un Paese e le sue capacità passano da sempre per la quota di occupazione che riesce a garantire. Per questo credo che il rischio più grande, nell’impiego di un tale approccio nei confronti del gioco, sia quello di sacrificare dei posti di lavoro senza raggiungere alcuno scopo, neppure a livello politico. Diverso invece sarebbe affrontare la materia proponendosi di risolvere le anomalie che lo caratterizzano e su questo siamo assolutamente disponibili a offrire il nostro contributo che potrà consentire al governo di raggiungere gli obiettivi perseguiti in maniera concreta ed efficace. Non possiamo invece assistere a un’industria in cui i titolari delle imprese devono quasi vergognarsi del raccontare il mestiere che svolgono perché questo è contro i nostri principi e contro i valori di un Paese. Positiva creatività e senso del divertimento sono i valori con cui noi di Confindustria guardiamo da sempre al Paese e quelli con cui vogliamo guardare anche il settore del gioco”.
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