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Di Maio: 'Su azzardopatia serviva decretazione d'urgenza'

  • Scritto da Amr

Il ministro Di Maio illustra alle commissione riunite del Senato le sue linee programmatiche, anche in materia di gioco.

“Sono convinto della centralità del Parlamento, ma su alcune questioni, come l'azzardopatia, serviva la decretazione d'urgenza come abbiamo fatto con il decreto Dignità, in quanto sono sono tematiche urgenti e per troppo tempo passate in secondo piano”.

Lo afferma il ministro del Lavoro e delle Attività produttive, Luigi Di Maio, in audizione sulle linee programmatiche del suo dicastero da parte delle commissioni riunite Lavoro e Industria del Senato.

Nella sua relazione, Di Maio sottolinea come “la spina dorsale dell'industria italiana sono le imprese piccole e piccolissime” e che “siamo a sostegno degli imprenditori, ma scoraggeremo i prenditori”.

Nel dibattito interviene il senatore Francesco Laforgia (Leu) che sottolinea: "Se decreto d'urgenza deve essere, almeno non si chiudano le maglie. Il decreto Dignità partirà alla Camera, speriamo che in Senato si possa avere la possibilità di modificarlo e che non ci troveremo di fronte a un maxi emendamento".

Stefano Bertacco, senatore di FdI, chiama direttamente in causa in gioco, e pur apprezzando il fatto che Di Maio abbia utilizzato il termine "azzardopatia" e non "ludopatia", sottolinea: "Sono contrario al gioco, ma vorrei capire se, qualora si andassero a intraprendere le misure contenute nel decreto Dignità, si creeranno difficoltà per i gestori, di cui mi preoccupo poco, e soprattutto per i lavoratori che lavorano nel settore".
Marco Croatti, senatore del M5S, esprime "entusiasmo soprattutto per lo stop al gioco d'azzardo" e chiede: "lo stop si estenderà anche al web, vista la frequentazione che ne fanno i nostri ragazzi? E non sarebbe utile affiancare anche una pubblicità progresso?".
Gianluigi Paragone, sempre del M5S, chiede invece al ministro che "resisterà alla pressioni di Confindustria, sul gioco ma anche su altro, e terrà fermo quanto scritto al decreto Dignità" e sottolinea come il gioco "leva la dignità delle persone e crea un danno al commercio".
 
LA REPLICA DI DI MAIO - Nel replicare alle domande poste, Di Maio assicura, preliminarmente, che "tra oggi (11 luglio) e domani ci sarà il testo definitivo del decreto Dignità". E scendendo nel dettaglio del gioco, afferma: " Posso condividere le preoccupazioni sugli operatori del settore, ma sono dieci, venti, trenta volte più grandi quelle per le famiglie che si lasciano adescare dalla pubblicità. Eliminarla è un primo atto, ma nel contratto di governo abbiamo tante altre misure sul gioco. Mi spiace che le squadre di calcio siano sul piede di guerra, ma non si può più dire che se facciamo gettito sulla disperazione delle persone, non lo si può toccare.  Dobbiamo mettere al centro la persona e le fasce più deboli. Inoltre, abbiamo individuato una norma transitoria, così che si possa uscire dai contratti in essere entro il 2019, assicurando così un periodo di transizione agli operatori del serttore. Ma chi vuole ancora investire deve sapere che non avrà più la possibilità di pubblicizzare il gioco, come sponsorizzazione".
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