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Kessler (Adm): 'Riorganizzazione dal 2019, ruolo sempre più securitario'

  • Scritto da Sm

Il direttore generale di Adm, Giovanni Kessler, in audizione in commissione Finanze della Camera dei deputati parla anche del settore gioco. "Serve intervento legislativo".

"Un matrimonio, quello tra Dogane e Monopoli, che non è stato ancora consumato. Ci sono ancora due sedi, due loghi, etc.". Lo sottolinea il direttore generale di Adm, Giovanni Kessler, in audizione in Commissione Finanze della Camera.

"Anche per i concorsi per assumere personale, non sono stati fatti più dal 2010. Inoltre il personale ha l'età media di 53 anni. Questa è la situazione che ho trovato e che in buona parte ha determinato una riorganizzazione che è stata decisa e che è ora in corso. Terminerà il primo gennaio del prossimo anno. L'obiettivo è quello di applicare la legge del 2012, con una unità delle due Agenzie che sia reale. Senza doppioni. Avremo quindi dal 2019 un'unica rete di Dogane e Monopoli, riduzione dei posti dei dirigenti e creazione della posizione dei 'quadri' (circa 260). Inoltre ci sarà anche un migliore riconoscimento di presenza sul territorio, favorendo l'operatività".

L'attività dell'Agenzia "è un po' composita. C'è il settore dogane, quello giochi, quello accise e poi il tabacco. Sono settori che portano anche un po' di soldi allo Stato. Dai giochi ne prendiamo, ad esempio, 9,5/10 miliardi. Ora la funzione delle Dogane in Italia è sempre meno quella tradizione (raccolta dei dazi), e sempre più quella legata al controllo e al rispetto delle normative. Quindi le Dogane hanno più lavoro in vista dell'obiettivo di garantire la legalità". L'Adm "ha un ruolo sempre più securitario e non solo di Agenzia Fiscale".
SUI GIOCHI - "Il Preu delle slot e in generale tutte le tasse che provengono dal gioco vanno esclusivamente al Bilancio dello Stato e nulla va ai Monopoli. Non va nessuna tassa del gioco al nostro bilancio", precisa.
Per quanto riguarda il decreto sulle AwpR, rispondendo al deputato pentastellato Massimo Enrico Baroni, interviene Roberto Fanelli, direttore della Direzione centrale gestione tributi e monopolio giochi dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, il quale sottoliena: "Abbiamo mandato al ministero delle idee e delle proposte e nessuno ha insabbiato nulla. Su questo si è innestato l'accordo in Conferenza Unificata, che prevedeva la sostituzione per rottamazione delle Awp con le Awp da remoto. Ma il decreto attuativo non è stato emanato dopo la conclusione della Conferenza Unificata".
REGOLE UNIVOCHE E CHIARE - Kessler aggiunge: "Oggi il settore del gioco necessita di una riforma e di un intervento legislativo complessivo, per dare uniformità".
Sul tema della legalità del gioco, Kessler sottolinea: "Gli effetti dei regolamenti locali, che sono intervenuti sulle sale gioco, non possono essere ancora statisticamente rilevati. Parliamo sia del Piemonte che dell'Emilia Romagna. Ci vuole certamente una scelta politica sul gioco che devono fare Governo e Parlamento. La situazione è complessa, anche perchè è un settore giovane. In questo si inserisce il fatto che lo Stato dà le concessioni - che sono onerose per queste società - e dopo di che nel corso di concessione la situazione viene cambiata non dallo Stato centrale, ma dalle amministrazioni locali. Le regole su dove e quanto si può giocare le fa lo Stato e devono essere uguali su tutto il territorio. Altrimenti si incorrono in problemi legali gravi".
Questo "per rispetto sia dei giocatori che dell'interesse dello Stato".
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