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Beccalossi: 'Di Maio segua esempio Lombardia su slot distanti da scuole'

  • Scritto da Redazione

Il consigliere regionale lombardo Viviana Beccalossi commenta le dichiarazioni del ministro Di Maio sulle slot distanti dalle scuole.

 

“Il ministro Di Maio ha dichiarato di voler continuare la lotta all’azzardo patologico vietando la vicinanza di punti gioco e macchinette dalle scuole. Ottimo, anche perché si seguirebbe l’esempio posto in essere già da cinque anni in Lombardia con la Legge che oggi gli ho inviato e che potrebbe essere un punto di riferimento per le azioni del Governo nel contrasto alla ludopatia”.

Lo dichiara Viviana Beccalossi, consigliere regionale della Lombardia (Gruppo Misto) e ispiratrice della legge regionale contro il gioco d’azzardo patologico, in vigore dal 2013.

“Con la nostra legge –prosegue Viviana Beccalossi - abbiamo vietato l’installazione di slot e il rinnovo delle licenze in una fascia di 500 metri non solo dalle scuole, ma da una serie di altri luoghi sensibili come ospedali, chiese e oratori, centri anziani e di aggregazione giovanile. Un provvedimento che funziona e che nel 2017 ha visto in Lombardia un calo del 17,9 percento delle macchinette, con ben 1.209 esercizi commerciali in cui erano installate che oggi le hanno eliminate”.

Nella sua lettera al Ministro, Viviana Beccalossi ha allegato anche la Proposta di Legge al Parlamento, anch’essa approvata all’unanimità dal Consiglio regionale ma mai presa in esame a Roma.
“I risultati ottenuti dalla nostra Legge –continua Viviana Beccalossi- che abbiamo difeso in ogni sede da ripetuti attacchi e tentativi di depotenziamento e che è stata presa a riferimento da altre Regioni, potrebbero essere replicati a livello nazionale su un tema, quello della ludopatia, che per troppo tempo ha visto la salute dei cittadini e la serenità di tante famiglie sacrificata sull’altare delle entrate per le casse dello Stato.
“Spero che il ministro Di Maio – conclude Viviana Beccalossi- voglia andare fino in fondo in questa battaglia che ha già dimostrato di voler affrontare con i provvedimenti sulla pubblicità inseriti nel decreto dignità”.
 

 

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