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Pubblicità gioco, Bonisoli (Mibac): 'No a sponsorizzazioni cultura'

Il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli sottolinea sua contrarietà alle sponsorizzazioni alla cultura da parte degli operatori del gioco.

“Sono assolutamente contrario. Non vorrei un singolo euro dal gioco del lotto, lo dico apertamente. Esattamente per le stesse ragioni per cui non lo vorrei dalle sigarette”.

A parlare è Alberto Bonisoli, ministro dei Beni culturali, che in un'intervista a Exibart, testata d'informazione dedicata al mondo delle arti e dello spettacolo, commenta la misura del decreto Dignità che impediscono la sponsorizzazione culturale da parte degli operatori del gioco.

Una pratica ancora in vigore all'estero, a cominciare dal Regno Unito ad esempio, dove la National Lotttery finanzia l'arte, iniziative sportive e di beneficenza, con evidenti vantaggi per tutti.

 

Ricordiamo che il divieto di pubblicità, anche indiretta, del gioco, attraverso le sponsorizzazioni di eventi, attività, manifestazioni, programmi, prodotti o servizi e a tutte le altre forme di comunicazione di contenuto promozionale, sarà formalmente in vigore dal 1° gennaio 2019 applicandosi anche alle “citazioni visive e acustiche e la sovraimpressione del nome, marchio, simboli, attività o prodotti la cui pubblicità, ai sensi del presente articolo, è vietata. Sono esclusi dal divieto di cui al presente comma le lotterie nazionali a estrazione differita di cui all’articolo 21, comma 6, del decreto-legge 1º; luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, le manifestazioni di sorte locali di cui all’articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 2001, n. 430, e i loghi sul gioco sicuro e responsabile dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli”.
 
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