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Ceotto (Fisascat Cisl): 'Gioco legale, aprire un tavolo nazionale'

  • Scritto da Fm

Mirco Ceotto, segretario nazionale Fisascat Cisl, traccia per Gioconews il quadro degli effetti delle leggi regionali sul gioco e chiede norme nazionali.

 

“Esiste un grave problema rispetto alla retroattività delle delle norme emanate dalle regioni nei confronti delle imprese e dei lavoratori, che sono obbligate a spostarsi fisicamente lontani dai luoghi sensibili individuati dalle stesse norme. Le stesse norme creano notevoli difficoltà anche rispetto ai nuovi insediamenti aziendali di gioco legale. Siamo convinti che norme che, di fatto, proibiscono il gioco legale, non servono a mitigare gli effetti sulla dipendenza, e, come effetti collaterali, fanno esplodere le possibilità di gioco illegale, riducendo sensibilmente i posti di lavoro”.

 

È Mirco Ceotto, segretario nazionale Fisascat Cisl, a tracciare per Gioconews il punto di vista del sindacato in merito alla proroga di alcune leggi regionali sul gioco, nell'ambito dell'ampio speciale dedicato dalla testata a questo tema, pubblicato sul numero di ottobre della rivista cartacea e consultabile online

 

Dopo che, per lungo tempo, sono stati solo gli operatori del settore a intervenire agli incontri con gli enti locali e il Governo, infatti nelle ultime settimane anche le organizzazioni sindacali hanno preso posizione, dal Piemonte alla Puglia
 
 
Come sindacato qual è la vostra posizione a riguardo? Pensate che la proroga della scadenza delle autorizzazioni chiesta dai lavoratori e da alcuni consiglieri regionali possa essere una soluzione al problema della perdita dei posti di lavoro? 
“È una prima soluzione, urgente e opportuna per poter fermare l’emorragia di posti di lavoro, in attesa di normative che possano conciliare la lotta alla dipendenza da gioco e la possibilità per le imprese e per i dipendenti di continuare il proprio lavoro”.
 

Quali sono le richieste che vorreste fare al vice premier Luigi Di Maio in tema
Aprire un tavolo di crisi sul settore del gioco legale e affrontare l’argomento senza tabù o parole d’ordine. Nelle scorse settimane la Fisascat Cisl, insieme a Filcams Cgil e UIltucs, abbiamo sollecitato il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ad attivare un tavolo di crisi finalizzato ad analizzare e misurare gli effetti dei provvedimenti sul gioco legale e ad individuare soluzioni volte alla salvaguardia occupazionale e alla tutela dei lavoratori stimati in circa 150mila addetti dirette oltre ai 50mila dell’indotto e circa 4mila dipendenti. Abbiamo condiviso la necessità di intervenire sul settore per rendere compatibili le occasioni di gioco con la sostenibilità sociale, contrastare gli abusi e combattere l’illegalità e le attività illecite, a volte controllate dalla criminalità, guardando con preoccupazione il diffondersi di fenomeni difficilmente controllabili come il gioco online. Abbiamo anche stigmatizzato l’assenza di un intervento da parte della Conferenza Unificata utile a rendere omogeneo il quadro normativo e gli interventi legislativi e amministrativi di Regioni ed enti locali che stanno avendo effetti negativi sull’occupazione nella filiera del gioco legale in assenza di un confronto con le parti sociali”.
 

Avete qualche dato sulle ricadute occupazionali di tali normative?
“Dipende da come verranno applicate. Se i distanziometri definiti dalle norme riguarderanno tutte le imprese, tutte saranno costrette a ridimensionamenti o chiusura. In Italia ci sono circa 150.000 persone che lavorano nel settore, più altre 50.000 nell’indotto”. 

 

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