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Comune Perugia: 'Ad oggi nessuna richiesta per marchio No slot'

  • Scritto da Fm

Il marchio 'Umbria no slot', con la conseguente riduzione dell’Irap, non sembra attrarre gli esercizi di gioco del territorio di Perugia.

 

“Al momento, non ci è pervenuta nessuna richiesta di concessione del marchio 'Umbria no slot' da parte degli esercizi con offerta di gioco”.

Lo apprende Gioconews.it dai funzionari dell'Ufficio di polizia amministrativa – Unità operativa Servizi alle imprese del Comune di Perugia.

La campagna di sensibilizzazione “Umbria no Slot” è uno dei fiori all'occhiello dell'impegno della Regione per il contrasto al gioco patologico che prevede la diffusione capillare di materiali informativi in tutto il territorio, verso target diversificati, la  riduzione dell’Irap agli esercizi che disinstallano gli apparecchi, la formazione obbligatoria degli addetti alle sale da gioco.

 

 

Con delibera di giunta regionale, l'Umbria ha approvato le Linee di indirizzo riguardanti i materiali informativi sui rischi correlati al gioco d’azzardo, da esporre obbligatoriamente presso gli esercizi con offerta di gioco lecito, e il Disciplinare concernente le modalità di rilascio e di utilizzo del marchio “Umbria no slot”.   
 
 
Secondo tali norme, il marchio regionale “Umbria no slot”  può essere richiesto dagli esercenti di pubblici esercizi e dai gestori di circoli e altri  luoghi deputati all’intrattenimento, che disinstallano o scelgono di non installare apparecchi per il gioco d’azzardo lecito.  La domanda va presentata al Comune ove ha sede l’esercizio per il  quale si vuole ottenere il         marchio. Nel caso di attività ubicate in più Comuni, la domanda va presentata a tutti i Comuni competenti.
 
 
Con deliberazione n. 944/2018 poi la Giunta regionale ha prorogato al 31 dicembre 2018 i tempi di adeguamento alle disposizioni dell'atto riguardanti i materiali informativi sui rischi correlati al gioco d’azzardo, da esporre obbligatoriamente presso gli esercizi con offerta di giochi leciti, dopo che gli operatori del settore avevano segnalato la mancanza di comunicazioni in merito da parte della Regione, che aveva fissato la scadenza per la sostituzione dei materiali ad agosto
 
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