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Emilia Romagna, Corsini: 'Non si può intervenire su competenze Stato'

  • Scritto da Redazione

Botta e risposta fra il senatore Marco Croatti (M5S) e l'assessore al Commercio Andrea Corsini circa l'attuazione della legge sul gioco dell'Emilia Romagna.

Non si ferma la polemica sulla norma contenuta nella delibera attuativa della legge sul gioco dell'Emilia Romagna che fa scadere le autorizzazioni delle slot installate nei bar nel 2022.

 

Dopo lo scambio di frecciatine a distanza fra il consigliere Andrea Bertani  (M5S) che aveva puntato il dito sulla misura, la risposta dell'assessore al Commercio Andrea Corsini e la replica del pentastellato, la nuova pagina vede a confronto il senatore M5S Marco Croatti, che si scaglia contro lo stesso assessore.

 

LE ACCUSE DI CROATTI (M5S) - “Sembrava cosa fatta e invece la vecchia politica non si smentisce mai. Ora la Regione Emilia-Romagna a guida Pd cerca di travisare queste norme sul gioco d’azzardo, inasprite recentemente con l’approvazione del decreto Dignità del Governo del Cambiamento, cercando di favorire e tutelare le lobby del gioco d’azzardo così come è avvenuto già col governo Letta nel 2012 che a fronte di una frode di 90 miliardi ai danni dello Stato da parte dei concessionari di slot machine, con un decreto la sanzione venne ridotta a meno di due miliardi. Il forte segnale di cambiamento dato dal governo sembra non essere condiviso e contrastato da alcune regioni, si spera che con le elezioni regionali del 2019 arrivi la spinta per cambiare davvero l’intero Paese”.
 
 
LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE CORSINI - “C’è un limite alla campagna elettorale permanente: quello della verità. Singolare anche che chi parla di ‘colpo di spugna’ appartenga ad un movimento politico che sta facendo passare in Parlamento condoni e sanatorie. Sul tema gioco d’azzardo, la questione è molto chiara: non solo non abbiamo concesso proroghe a nessuno, ma dal primo momento in cui abbiamo approvato i divieti per contrastare il gioco d’azzardo e la ludopatia non è più stato possibile aprire nuove sale bingo e sale scommesse, né installare nuove macchinette negli esercizi pubblici entro i 500 metri da scuole, ospedali o centri di aggregazione giovanile”. L’assessore regionale al Commercio, Andrea Corsini, tiene il punto sulla legge regionale sul gioco dopo le accuse lanciate dai rappresentanti regionali e nazionali del Movimento 5stelle. Anche per fare chiarezza sulla sua applicazione.“Noi la nostra parte l’abbiamo fatta, con convinzione e determinazione. Perché non si può fare confusione tra la scadenza delle concessioni fissata al 2022 dai Monopoli di Stato, come ho già detto, e l’impegno della Regione per le sale bingo e scommesse. Devo spiegare ancora una volta, a chi fa polemica, che la Regione non può intervenire su competenze in capo allo Stato, come le concessioni in essere che scadono appunto nel 2022? Ed è chiaro, invece, che la Regione è intervenuta, e interviene, in modo deciso su sale bingo e scommesse che, non appena i Comuni avranno portato a termine la mappatura dei luoghi sensibili sul territorio, a cui stanno lavorando, tutte le sale bingo e Videolottery, avranno l’obbligo, entro sei mesi dalla notifica, di spostare la propria sede di attività o eliminare le slot machine. Lo voglio ribadire ancora una volta: la Regione Emilia-Romagna è contro il gioco d’azzardo, e non a parole. Ed è sempre stata molto molto attenta a disinnescare e combattere i fenomeni di dipendenza dal gioco patologico. È una questione che abbiamo affrontato sia dal punto di vista sanitario con investimenti di oltre 7, 4 milioni di euro per la cura e la prevenzione delle dipendenze assegnati dal Fondo per il gioco d’azzardo patologico 2018-2019, sia con incentivi agli esercizi commerciali che aderiscono al marchio ‘Slot free ER’ raddoppiando quest’anno i contributi che sono passati a 300mila euro e che hanno permesso di approvare 30 progetti da Piacenza a Rimini”.
 
 
L'IMPEGNO DELL'EMILIA ROMAGNA CONTRO IL GAP – L'assessore coglie l'occasione per ricorda le attività intraprese per il contrasto al gioco patologico. “La Regione ha destinato, dal Fondo per il gioco d’azzardo patologico per gli anni 2018-2019, più di 7,4 milioni di euro (3 milioni e 700mila per ciascuna delle due annualità) per attività e progetti di prevenzione - rivolta a tutti i cittadini dell’Emilia-Romagna e fatta insieme ai Comuni all’interno dei Piani di zona - cura e assistenza delle persone affette da ludopatia. Un problema che è esploso negli ultimi anni: nel 2017 sono state infatti 1521 le persone con problemi di dipendenza da gioco patologico prese in carico dai servizi competenti delle Aziende sanitarie della Regione, oltre il triplo di quelle assistite nel 2010 (512). A questi utenti vanno poi aggiunti coloro che si rivolgono direttamente ai gruppi di auto-mutuo-aiuto dei ‘Giocatori anonimi’ e i familiari che frequentano i gruppi ‘Gamanon’, associazioni con le quali la Regione ha sottoscritto un protocollo di collaborazione. Ancora prima, nel 2016, inoltre, la Giunta aveva messo a punto il nuovo'Programma regionale Dipendenze patologiche', per la prevenzione, la cura e il contrasto a tutte le dipendenze: da sostanze legali, quindi alcol e tabacco, illegali (oppiacei, cocaina, cannabis), e dipendenze senza sostanze (gioco d’azzardo patologico). Uno strumento che, oltre a confermare le azioni già adottate per la prevenzione, il trattamento delle persone con dipendenza, la riduzione dei rischi correlati all’uso e la riduzione del danno, mette in campo percorsi differenziati per popolazione e tipo di dipendenza, promuovendo il lavoro di rete tra le istituzioni e il territorio, che nel tempo è stato rafforzato e diversificato, con l’obiettivo di dare risposte sempre più precise e centrate ai bisogni delle persone”. 
 
 
GLI ESERCIZI “SLOT FREE ER” - La Regione ha raddoppiato quest’anno i fondi per premiare gli esercenti ‘virtuosi’ e responsabili che hanno deciso di dire no alle slot. Dai 150mila euro del 2017 si è passati ai 300mila euro stanziati dalla Giunta regionale nel 2018. Fondi che hanno permesso di far partire 30 progetti presentati da Comuni e Unioni dell’Emilia-Romagna con l’obiettivo di contrastare i fenomeni di dipendenza dal gioco d’azzardo e ridurre l’impatto e le ricadute sulla collettività in termini di costi, sicurezza e legalità. A ‘Slot free ER’ possono aderire– tramite i Comuni cui la Regione ha delegato il rilascio del marchio – le attività commerciali (nella quali il gioco non è l’attività principale) che non ospitano apparecchi da gioco per vincite in denaro (slot/awp). Quindi, nello specifico, attività che non hanno mai avviato le procedure per installare apparecchi da gioco che consentono vincite in denaro, oppure attività già in possesso dell’autorizzazione, ma che scelgono di non attivare la procedura di collegamento telematico attraverso l'Agenzia delle dogane e dei monopoli e, di conseguenza, di non installare apparecchi da gioco. Ancora, attività che abbiano disinstallato gli apparecchi o che non ospitino al proprio interno i cosiddetti ‘totem telematici’ per il collegamento ai siti internet di gioco che permettono vincite in denaro.
 
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