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Bernardi (Sapar): 'Legge Emilia Romagna, espulse 600 sale gioco'

  • Scritto da Redazione

Eugenio Bernardi (Sapar) illustra le ricadute occupazionali dell'attuazione della legge regionale dell’Emilia Romagna sul gioco.

“Lo abbiamo scritto e detto in tempi non sospetti: il 27 luglio 2017, all’udienza conoscitiva del Defr 2018, convocata dalla commissione Bilancio, affari generali e istituzionali, presieduta proprio dal consigliere Andrea Bertani, al quale è stato consegnato il materiale conoscitivo riguardante la delibera della Giunta regionale 831-2017 e la legge 5/2013 e successive quattro modifiche. È stata usata un'interpretazione della legge regionale dell’Emilia Romagna che ha confuso i gestori con i concessionari, usando l’interpretazione della legge regionale della Lombardia in materia di gioco, mentre la normativa è sempre stata così”.

 

Così Eugenio Bernardi, vice presidente nazionale dell’associazione nazionale Sapar, interviene nella polemica sollevata alla Regione Emilia Romagna dal Movimento 5 stelle, in merito all'attuazione della legge sul gioco e alla norma che fissa al 2022 il “trasloco” delle slot installate negli esercizi pubblici in virtù della scadenza delle concessioni fissata dai Monopoli di Stato per quell'anno.

 
“Per quanto riguarda la proroga vera e propria – prosegue Bernardi - l'abbiamo chiesta anche noi come associazione di gestori in audizione alla commissione Politiche per la salute e politiche sociali sul 'Progetto di legge sulla promozione della salute, del benessere e sulla prevenzione primaria n. 7337', perché non c'è il tempo materiale di spostare le sale. La Regione forse non sa bene a cosa va incontro, tanti Comuni si stanno fermando nella delocalizzazione dei punti gioco perché hanno paura che gli vengano chiesti i danni, come sta pensando di fare il Comune di Noceto (Pr). Il Comune di Fidenza, invece, ha sospeso il tutto in attesa delle decine di ricorsi al Tar Emilia Parma e Bologna. Nel complesso, la normativa comprende misure molto teoriche ma poco pratiche visto che è retroattiva, molti amministratori sono in difficoltà, perché i piani urbanistici, vedi Comune di Parma, non consentono queste delocalizzazioni, avendo fatto un piano urbanistico estremamente restrittivo. A questo punto, aspettiamo di essere ricevuti dall'assessore Corsini, che finora non l'ha ancora fatto nonostante le nostre richieste”.
 
 
Quindi il vicepresidente Sapar puntualizza: “Non c’è alcuna proroga, a differenza di quanto sostiene il consigliere Bertani del Movimento 5 Stelle, ma è stata chiesta per salvaguardare imprese e dipendenti, così come è stata concessa in Puglia, Abruzzo e Liguria quando è stato compreso il danno che avrebbe arrecato l’attuazione di tali leggi. I dati raccolti da Sapar tramite le richieste di accesso agli atti alle Ausl Emilia Romagna, secondo i quali risultano in cura nel 2017 circa 1500 utenti per il gioco patologico in senso generale, senza distinzione di tipologia di gioco con cui si è sviluppata la patologia. I dati mostrano nella sostanza una certa stabilità rispetto agli anni precedenti e inoltre che la dipendenza da alcol e mediamente dalle 5 alle 10 volte superiore a quella del gioco patologico. Il consigliere Bertani ha affermato che bisogna salvaguardare anche le imprese, oltre che i malati di Gap, evidentemente non ha approfondito sufficientemente la questione, il Movimento 5 stelle che continua a fare campagna elettorale sul gioco e poi istituisce la lotteria degli scontrini, non mi pare molto coerente, come non sono coerenti tutte quelle leggi regionali e ordinanze comunali che colpiscono con distanziometri o con limitazioni orarie una sola tipologia di giochi riconosciuta da leggi statali, ovvero gli apparecchi da gioco comma 6 del 110 Tulps e non toccano tutte le altre tipologie di giochi, come online, lotterie ecc., l’ultimo studio del Cnr di Pisa è emerso addirittura che non sono le Awp o slot dei bar il vero pericolo. Per noi imprenditori del gioco legale e autorizzato dallo Stato, per i nostri dipendenti e per le loro famiglie non ci sono più diritti? Le sigle sindacali  saranno investite dalla problematica delle migliaia di licenziamenti qualora chiudessero (vista la quasi totalità dell’impossibilita di delocalizzarsi) le centinaia di sale dedicate sparse sul territorio emiliano romagnolo nei prossimi mesi, causa distanziometro dei 500 metri dai luoghi sensibili?”.
 
Amara la conclusione di Bernardi: ”Credo  che una buona informazione sarebbe più utile e darebbe nel tempo risultati migliori dei divieti o dei bonus agli esercenti 'Slot free Er' che disinstalleranno solo gli apparecchi dai bar, perché il proibizionismo non ha mai risolto alcuno dei problemi che si prefiggeva di combattere. Prevenire, informare e non proibire: solo così sarà possibile aiutare i soggetti fragili predisposti alle dipendenze”.

 

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