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Maniero (M5S): 'Contributo maggiore dai colossi del gioco'

Il deputato Maniero (M5S) interviene in aula in merito alla differenza tra le tassazioni alle piccole e medie imprese e ai colossi del gioco.

“È difficile parlare di tasse e sentire dire qualcosa di bello, perché le tasse sono una cosa difficile, che molto difficilmente è percepita in modo positivo, ma non è così a caso. Allora, cosa c’è in questo decreto-legge che non posso non vedere assieme alla legge di bilancio?”.

Questo è l'interrogativo posto dal deputato del Movimento 5 Stelle Alvise Maniero che ieri, giovedì 13 dicembre, in aula è intervenuto in merito alla tassazione sul gioco pubblico.
 
“Ci sono le cose che sono state dette – spiega Maniero - c’è una pressione fiscale che cambia, che inizia a spostarsi, che dice che le piccole e medie imprese, cioè la colonna portante della nostra economia, iniziano ad avere veramente una risposta, iniziano a pagare un po’ di meno, iniziano ad avere le mani un po’ più libere da quei lacci di carta che le imbavagliavano e che le intrappolavano.
 
Allo stesso tempo, viene chiesto qualcos’altro e viene richiesto un maggiore e giusto contributo, un giusto contributo, soprattutto: a chi? Ai colossi della finanza, alle banche, agli istituti assicurativi, al gioco d’azzardo, ai colossi del gioco d’azzardo. Io ho veramente difficoltà perché cerco sempre di capire le critiche, che sono preziose e ci salvano da noi stessi, a capire chi ci critica quando dice che la pressione fiscale resta invariata, perché considera le tasse sulle banche, sulle assicurazioni e sul gioco d’azzardo come tutte le altre.
 
È proprio perché per qualcuno non c’è, qualcuno non vede la differenza tra tassare una banca e una piccola e media impresa, che fatica a pagare i propri dipendenti, ma evidentemente gli italiani hanno avuto un profondo ripensamento nelle ultime elezioni e lo hanno gridato così forte.
 
Noi stiamo cercando di attuare questo. Questa misura, poi, contiene altre cose, che sono state elencate. Il bonus bebè viene raddoppiato per chi è più debole e viene aumentato per tutti gli altri fino a un certo Isee. Questo è un atto che non cambierà l’Italia. Domani continuerà a essere una sfida riuscire a essere un imprenditore, a far lavorare i propri dipendenti, riuscire a mettere via qualcosa e continuerà a essere difficilissimo essere una mamma e un papà.
 
Però, una cosa cambierà e cambierà perché questo è un segno concreto; è un segno che mostra che non abbiamo paura di guardare in faccia chi deve contribuire un pochino di più e di aiutare chi si è sacrificato veramente troppo e soprattutto in modo ingiusto".

 

 

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