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Commissione Antimafia, torna il comitato sul gioco

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Anche in questa legislatura, la commissione parlamentare Antimafia istituisce un comitato che si occuperà di gioco.

Focus sul legame tra gioco e criminalità, da parte della commissione parlamentare Antimafia presieduta da Nicola Morra (M5S). Nella seduta di ieri, 24 gennaio, è stata posta in votazione e approvata all’unanimità la proposta del presidente di istituzione di quattordici Comitati e tra questi figura anche quello su "Influenza e controllo criminali sulle attività connesse al gioco nelle sue varie forme".

Il comitato, si legge nel parere, "provvede a valutare la congruità della normativa vigente per la prevenzione e il contrasto delle varie forme di accumulazione dei patrimoni illeciti provento delle attività della criminalità organizzata mafiosa o similare, con particolare attenzione al sistema lecito e illecito del gioco e delle scommesse, verificando l’adeguatezza degli accordi internazionali, nonchè dell’assistenza e della cooperazione giudiziaria". Il comitato deve ancora riunirsi a nominare il suo coordinatore.

Anche nella passata legislatura era stato istituito, in seno alla commissione parlamentare presieduta da Rosy Bindi, un comitato analogo (comitato contro le infiltrazioni mafiose nel gioco lecito e illecito), che era stato coordinato dal senatore Stefano Vaccari (Pd) e che aveva condotto una lunga serie di audizioni, dalle quali era scaturito un testo conclusivo contenente sia una fotografia del settore, che delle indicazioni per il legislatore, così da rafforzare l'impianto normativo e i controlli.

Il settore del gioco, inteso come scommesse, era entrato tra i temi in discussione anche da parte del comitato Mafia e calcio, presieduta, in quel caso, dal deputato del Pd Marco Di Lello. 

E naturalmente, di gioco si era parlato anche nella relazione conclusiva sull'attività della commissione Antimafia nel suo complesso. La relazione faceva propria e rilanciava le proposte già contenute in quelle dei due comitati: "Vanno rafforzate le barriere all'ingresso del sistema pubblico dei giochi, in modo da chiudere possibili varchi alla criminalità organizzata e ai loro prestanome. I requisiti previsti per la partecipazione a gare o a procedure ad evidenza pubblica in materia di giochi e scommesse, così come quelli per il rilascio e il mantenimento di concessioni presentano gravi lacune. Non prevedono, infatti, nell'ambito dei delitti ostativi i reati contro la pubblica amministrazione, i tipici reati connessi in occasioni di gare d'appalto, i delitti di terrorismo interno e internazionale e le fattispecie più gravi di reati in materia fiscale.

Appare inoltre necessario estendere l’applicazione della normativa antimafia a tutti gli attori della filiera: concessionari delle reti online di raccolta di gioco, gestori di apparecchi o terzi incaricati, produttori o di importatori di apparecchi di gioco. Infine, è necessario uniformare la tempistica delle gare delle concessioni, troppo spesso bandite nell'imminenza della scadenza della concessione con provvedimenti spot".

LA RIFORMA DEL SETTORE - La relazione auspicava inoltre "una riforma complessiva e organica di questo settore in crescita costante, con l’emanazione di un testo unico, che ponga le premesse per un nuovo modello di governance della vigilanza nel settore dei giochi e delle scommesse, basato anche sulla centralizzazione di qualunque dato o informazione giudiziaria riguardante il gioco d'azzardo e l’infiltrazione criminale nel gioco legale".
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