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Zanardi: 'Legge gioco, Comune Piacenza controlli punti scommesse'

  • Scritto da Redazione

Il consigliere Gloria Zanardi critica legge sul gioco dell'Emilia Romagna e chiede al Comune di Piacenza controlli su punti scommesse operanti per bookmaker esteri.

“Il Comune di Piacenza intende attivarsi anche nei confronti degli esercizi che offrono servizi di raccolta di scommesse sportive in favore di bookmaker esteri e che non risultano oggi in possesso di autorizzazione di cui all'art. 88 Tulps per l'esercizio dell'attività scommesse rilasciate dalla Questura di Piacenza?”.

È la domanda che pone a sindaco e giunta della città emiliana il consigliere Gloria Zanardi (gruppo misto) nell'interrogazione a risposta scritta appena depositata, dedicata all'applicazione della legge regionale dell'Emilia Romagna sul gioco, oggetto di un'ulteriore delibera “esplicativa” solo pochi giorni fa. Contestata dall'Acli di Piacenza e oggetto di dibattito anche all'ultimo consiglio comunale di Ravenna.

 

“Nel territorio del comune di Piacenza sono presenti esercizi di questo tipo, alcuni dei quali risultano formalmente centro trasmissione dati o internet point, ubicati a distanza inferiore di 500 metri dai luoghi sensibili individuati nella mappatura. Ho chiesto al Comune se si è già attivato, o intende farlo, per applicare la disciplina della localizzazione anche nei loro confronti. Se si fa rispettare la normativa, già imperfetta, credo sia corretto che venga fatto anche, e soprattutto, nei confronti di esercizi già carenti di autorizzazioni, senza che questi possano giovare di dilatazioni temporali a discapito di altri, stante i tempi ristretti”, puntualizza Zanardi.
 
L'interrogazione quindi chiede a sindaco e giunta “se è intenzione dell'amministrazione inviare anche ai titolari gestori degli esercizi che offrono servizi di raccolta di scommesse sportive in favore di bookmaker esteri la comunicazione dell'avvenuta mappatura; se è intenzione dell'amministrazione avviare il relativo procedimento amministrativo per intimarne la chiusura se a distanza inferiore a 500 metri dai luoghi sensibili; se è intenzione dell'amministrazione attivarsi per verificare che abbiano ottemperato a tutti gli adempimenti previsti dalla normativa, anche di concerto con gli altri enti di competenza”.
 
“Ho sollecitato anche maggiori controlli, insieme con la Questura, in quanto nessuno può considerarsi dispensato dall'obbligo di richiedere l'autorizzazione di cui all'articolo 88 del Tulps, atteso che tale provvedimento è funzionale a prevenire eventuali infiltrazioni criminali. Più in generale, ritengo che la normativa regionale sia comunque lacunosa ed inadeguata.
È fondamentale prevenire e combattere la ludopatia, ma gli strumenti messi in campo potrebbero non essere efficaci a tale scopo; altre regioni hanno adottato differenti deterrenti che, ad oggi, si sono rivelati più incisivi. Si rimane sempre in attesa di una legge nazionale che possa dettare linee direttive uniformi e che prenda realmente in considerazione tutte le sfaccettature del tema”, conclude il consigliere.
 
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